Danilo Riccardi

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Dietro ad un interprete musicale, c’è sempre un grande arrangiatore che lavora nell’ombra, che forse riceve pochi applausi ma a cui vanno riconosciuti tantissimi meriti. Uno dei più importanti pianisti e compositori italiani è il Maestro Danilo Riccardi che ha composto e arrangiato brani per molte star italiane. Molto conosciuto dal pubblico televisivo lo abbiamo visto il mese scorso dirigere a Sanremo.

Chi non ha mai avuto in testa il motivo de “Nei giardini che nessuno sa” di Renato Zero?

Ecco l’autore di questo capolavoro musicale è lui.

Pianista/tastierista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra, diplomato in Pianoforte e Composizione al Conservatorio “A.Casella” (Aq) e in Pianoforte e Composizione Jazz alla Berklee School of Boston .

Ha collaborato con Renato Zero, Massimo Ranieri, Milva, Iva Zanicchi, Enzo Jannacci, Alice, Grazia Di Michele, Ornella Vanoni, Silvia Mezzanotte in tour e in studio di registrazione.

Compositore di tredici brani cantati da Renato Zero, tra i quali “Nei giardini che nessuno sa”, “Dimmi chi dorme accanto a me”, “Felici e perdenti”, ”La grande assente”, “Il circo”.

Ha composto musiche per colonne sonore e per varie prestigiose trasmissioni televisive della RAI, tra le quali “Linea blu”, ”Sereno variabile”, “L’Italia sul due”, “Detto fatto”etc.

Ha collaborato con Pino Donaggio in qualità di autore colonne sonore per il cinema, televisione e per varie trasmissioni RAI e Mediaset.

Ha suonato con varie orchestre in RAI e Mediaset con i maestri R. Serio, P. Vessicchio, N.Massara, V. Tempera, L. Fabbri, D. Morselli, P. Pirazzoli, D. Vaona e come pianista dell’Orchestra del Festival di Sanremo, e dell’Orchestra nell’ operetta “La Vedova Allegra” nel 2019 e nello spettacolo di capodanno con Enrico Brignano.

Dal 2017 è il pianista dell’orchestra della trasmissione su RAI 2 “I Fatti Vostri”.

Nel 2020 è il direttore d’orchestra e arrangiatore dell’artista Marco Sentieri al 70° Festival di Sanremo.

Ho approfittato di questo momento in cui siamo tutti più liberi da impegni lavorativi e gli ho posto un po’ di domande.

1) Come strutturi le creazioni musicali?

I miei brani nascono prevalentemente al pianoforte. Solitamente compongo quasi tutti i giorni, sento sempre il bisogno di creare musica, principalmente strumentale. Metto le mani sul pianoforte e registro melodie ed accordi, che poi trascrivo sulla carta. Successivamente le arrangio aggiungendo altri suoni ed eventualmente faccio aggiungere un testo sulla melodia ai miei collaboratori.

2) Hai arrangiato, composto, 13 canzoni per Renato Zero, in alcuni dei suoi album più belli. Che ricordo hai di quel periodo?

Un ricordo splendido. Ebbi l’occasione di suonare come pianista in due suoi grandi tour chiamati “ZerOpera”, suonando con la grande orchestra nei teatri e negli stadi. Finiti i tour Renato mi chiese se avevo dei brani da fargli ascoltare per un suo nuovo album. Io gli portai alcune mie idee di brani strumentali e iniziammo a lavorarli insieme al pianoforte, trovando una linea melodica che ben si adattasse alla sua voce. Successivamente lui scrisse i testi appoggiandosi alle melodie ben definite mentre io costruivo un’idea di arrangiamento. Infine vennero chiamati i musicisti, oltre a me al pianoforte e tastiere, per registrare le basi sulle quali lui mise la voce definitiva. Nacquero così brani come “Nei giardini che nessuno sa”, “Dimmi chi dorme accanto a me”, “Felici e perdenti”, e altri 10 brani registrati in vari suoi Cd, brani che Renato canta abitualmente ancora oggi.

3) Nel caso di Renato Zero a cui hai composto e arrangiato tante canzoni. Si acquista poi una certa familiarità con l’autore, i percorsi musicali sono per te prevedibili o utilizzi risoluzioni particolari a tuo gusto?

Renato Zero scrisse molti successi prima di iniziare la collaborazione con me. Io sinceramente non mi sono minimamente preoccupato di ricalcare i suoi percorsi musicali, ho cercato soprattutto di costruire assieme a lui dei buoni brani mettendoci il mio gusto armonico e melodico, derivato dalle mie varie influenze che spaziano dal jazz, al classico e al pop.

4) Il jazz è una musica particolare a cui è difficile accostarsi. Le particolari sonorità e gli arrangiamenti sono desueti e nascono in contesti sociali particolari, cosa consigli ai giovani per accostarsi a questo genere musicale.

Adoro la musica jazz e le sue derivazioni, in quanto lascia molta libertà creativa, permette di esplorare armonie molto interessanti e da spazio all’improvvisazione, ma è un percorso graduale che richiede, per un musicista un profondo studio musicale, partendo dall’ascolto del jazz tradizionale e percorrendo tutta la storia del jazz.
Credo profondamente che l’avere una buona conoscenza del jazz possa ampliare molto gli orizzonti musicali e ti permette di apprezzare anche generi svariati. Il miglior consiglio che posso dare e di frequentare con regolarità locali dove ascoltare e vedere “live” buoni musicisti, ovviamente quando finirà questo periodo del coronavirus.

5) Parecchi autori usano contaminare i loro brani mutuando gli schemi del jazz o della musica latino-americana, un esempio per tutti è il mio conterraneo Sergio Cammariere. Non credi che questi autori non abbiano il riconoscimento che meritano?

Sono consapevole che in Italia prevale soprattutto l’ascolto della musica cosiddetta “Pop”, purtroppo non sempre di buon livello. Credo però che, anche se lentamente, i gusti stiano evolvendosi aprendosi anche alle varie contaminazioni musicali. Alcuni artisti come Cammariere attirano ancora un pubblico “di nicchia” ma hanno comunque un loro seguito e fanno comunque bene a cantare e suonare un genere che sentono nelle loro corde.

6) Ho assistito a parecchi concerti jazz nella mia cittadina, parecchi musicisti del luogo praticano jazz e hanno fatto esibire qualche grosso nome come Joe De Francesco, Toots Thielemans, Giorgio Gaslini, Rava ecc… Il jazz però resta una musica “povera” nel senso che vende poco e vi è una blanda richiesta. Come mai ?

Come ho già accennato nella risposta precedente, sono fiducioso che nei prossimi anni i gusti degli italiani si apriranno a poco a poco anche ai vari generi musicali. In Francia ed altri paesi europei vi è moltissimo interesse verso il jazz e generi derivati, organizzano molti Festival, speriamo succederà anche qui.

7) Hai diretto la nuova proposta Marco Sentieri a Sanremo e hai curato l’arrangiamento per orchestra del brano. Sarai il suo produttore artistico del suo primo album per l’etichetta Diva’s Music?

Si…

8) Sei autore di colonne sonore per il cinema e per la televisione (Commesse, Italian restaurant, Un prete tra noi, Mio figlio ha 70 anni, Il piccolo Lord, Secrets, Delitti privati, Mai storie d’amore in cucina,…) in collaborazione con il M.Natale Massara. C’è differenza tra comporre per il cinema e comporre per la musica leggera e pop?

La differenza principale è che per il cinema scrivi soprattutto musica strumentale, spesso orchestrale, ispirandoti alle suggestioni offerte dalle immagini, per valorizzarle al meglio.
Nella musica leggera scrivi una canzone di tre o quattro minuti, possibilmente ben arrangiata in chiave moderna, con la quale hai la possibilità di trasmettere un messaggio o un’emozione tramite il testo.

9) Sei stato in tour con grandi nomi, oltre a Renato Zero, Milva, Alice. Chi è più “capriccioso”?

Nessuno direi, tutti grandi professionisti che cercano la perfezione in ogni cosa.

10) Hai vissuto a Tagliacozzo (città natale di mia mamma e che io conosco bene), ti manca l’Abruzzo attualmente?

Ho vissuto per quasi sette anni in Abruzzo. Adoro la montagna, mi ricorda le mie origini di Torino, ho vissuto la mia infanzia vicino ai monti. Ora vivo a Roma ma torno spesso a Tagliacozzo (Aq) a rilassarmi, dove ho ancora una casa.

11) Sei stato e sei nelle orchestre di alcuni programmi RAI e Mediaset, non credi che si dovrebbe fare più musica dal vivo in TV?

Sicuramente! Attualmente suono tutte le mattine nell’orchestra della trasmissione “I Fatti Vostri” condotta da Magalli. E’ stato per me molto formativo per me suonare nelle orchestre, soprattutto in diretta.

12) Cosa pensi dei talent musicali?

Penso che siano delle ottime opportunità per i ragazzi di talento, ma non dovrebbe essere considerato come un punto di arrivo, ma soprattutto di partenza per una eventuale carriera che avrà bisogno di molta passione e lavoro.

13) Hai dei sogni che non sei riuscito a realizzare?

Piuttosto ho ancora molti sogni che realizzerò presto, soprattutto registrare un mio disco completamente strumentale al pianoforte e poi continuare a comporre e registrare tanta tanta musica.

Grazie Danilo per la disponibilità avuta nei miei confronti e nei confronti di ScrepMagazine. Spero di rivederti e sentirti al più presto in TV per tornare ad applaudirti.

Angela Amendola

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