Abbiamo dimenticato “d’esser animali”.

Qualche giorno fa, per la precisione lo scorso 27 marzo,  il Papa ha chiuso un Suo breve ma intenso discorso in una Piazza San Pietro vuota, con questa frase:

 “Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”…

In pratica abbiamo dimenticato che siamo animali e che se brucia la foresta, bruciamo anche noi.

Che vuol dire?

Vuol dire molte cose ed ognuno può aggiungere le sue in un elenco – direi infinito – di esempi.

Premetto che non amo le sigle… destra, sinistra, estrema sinistra, estrema desta, seccessione, Sud, Nord, ecologisti, ambientalisti, no tav, falchi, colombe, … Europa (!!!???) solo categorie se non spesso “vuote scemenze” coniate da chi non capisce che abitiamo tutti “la stessa identica foresta”.

Vuol dire anche quello che affermava un mio “amico spilungone” ai tempi del Politecnico di Torino “Io sono Cattolico, per questo non butto la carta per terra”  raccogliendo sorrisetti e sfottò da parte di tanti “inginitinere” per la sua presunta, stupidotta, ingenuità mentre a fatica entrava nella sua piccola FIAT 500.

Che vuol dire? Secondo me vuol dire due cose:

La prima. Non ha alcun senso parlare di progresso se questo implica più o meno estreme incoerenze fra stile di vita e habitat.

Che senso ha bere una bibita e poi buttare la bottiglia di plastica per terra?

Che senso ha fare campagne contro il cancro ai polmoni e poi vendere sigarette col bollo di Stato?

Che senso ha comprare mele che sembrano cocomeri se “madre natura” non le fa in quel modo?

Che senso ha bruciare in continuazione gasolio, benzina, … se da un lato i nostri figli si ammalano coi polmoni e dall’altro una enorme quantità di acqua dai ghiacciai sciolti si trasforma in inondazioni e tempeste?

Che senso ha produrre milioni di mascherine se quelle di stoffa (prima del coronavirus si vendevano a 25 cent l’una… adesso a non meno di 2,50 euro cadauna) sono usa e getta e quelle FFP… hanno un tempo di efficacia del filtro compreso fra le 4 e le 6 ore? Vagonate di rifiuti!

Continuo?

Non serve…

La seconda. In un ambiente “naturale” ovvero senza pesticidi, plastiche, veleni, micropolveri, smog, diossina, … ecc … l’unica legge ”universale” è quella di Darwin ovvero siamo animali, dalla convivenza nascono “malattie naturali” ma anche in risposta a queste, la specie si evolve.

Già “malattie naturali”…

Le malattie cardio-vascolari che sono state più frequentemente segnalate da ormai un’ampia letteratura scientifica correlate all’inquinamento sono: infarto miocardico, trombosi arteriose e venose, ictus cerebrali, alterazioni del ritmo cardiaco, scompenso cardiaco, rapida progressione di processi aterosclerotici.

Elevati livelli di inquinamento atmosferico possono influire negativamente sulla funzione polmonare e nell’insorgenza dell’asma e sulle riacutizzazioni della broncopneumopatia cronica ostruttiva e aumentare il rischio di cancro al polmone. L’inquinamento atmosferico aumenta anche il rischio di eventi acuti cardiovascolari (p. es., infarto del miocardio) e lo sviluppo della malattia coronarica.

Sono particolarmente a rischio i residenti di aree a intenso traffico, specialmente quando l’inversione termica fa sì che l’aria diventi stagnante…leggi Pianura Padana!

Tutti i cosiddetti inquinanti atmosferici principali (ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ozono, monossido di carbonio, piombo e particolati), eccetto il monossido di carbonio e il piombo, provocano iperreattività delle vie aeree. L’esposizione a lungo termine può aumentare le infezioni respiratorie ed i sintomi respiratori nella popolazione generale, in particolare nei bambini, e può diminuire se non compromettere la funzione polmonare proprio nei bambini.

Appare evidente come “gente così combinata” possa facilmente diventare preda di un qualsiasi CoronaVirus – quello di turno – e morirne…

E quindi mentre “presunti leader politici” discutono se riaprire le fabbriche il 15 di Aprile oppure il 1 di Maggio, a parte Sua Santità Papa Francesco, in questa Italia, in questo Mondo, in questo Universo, ci sarà pure qualcuno che abbia capito fino in fondo il senso di questa “drammatica lezione virale”?

Penso di no a giudicare dal tizio che mentre ieri ero in fila per entrare al supermercato girava come novello Arthur Fonzarelli senza mascherina, senza guanti, parlando, ridendo e tossendo a ruota libera, “come bulletto di periferia” ad una sfilata di carnevale…

Penso di no, penso che la sfida vera del dopo virus sia quella di una NUOVA ECONOMIA TUTTA DA RISTRUTTURARE SE NON DA REINVENTARE… e per questo di cuore invito i giovani, quelli che hanno “la testa sulle spalle e buona volontà” perchè capiscano che non è proprio il caso di buttare il tempo in questioni apparentemente importanti e siano loro i protagonisti di una NUOVA STAGIONE SOCIO-ECONOMICA … finché tutti e loro per primi, siamo ancora in tempo.

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