La Domenica è, di solito, il giorno nel quale mi fermo a riflettere, scrivere e condividere con voi alcune riflessioni poi pubblicate nella Rubrica dell’Editoriale di ScrepMagazine.

Confesso che stamattina ho qualche difficoltà per cui mi sono messo a scrivere anche per scoprire dove le mie riflessioni e la tastiera del mio pc via via mi porteranno.

Oggi è il 10 Maggio di questo “fantastico 2020”, credo “Medaglia d’Oro” dei bisestili.

Al mio cellulare stanno scorrendo le immagini in streaming della Santa Messa in onore di San Teodosio Martire, pretoriano romano Santo Patrono del mio paese di origine, Pietragalla in provincia di Potenza.

E mi viene in mente un intero film di ricordi ed emozioni.

Fin da quando “inventammo”, insieme ad un coetaneo, caro amico manco a dirlo di nome Teo, il Comitato Feste dei “Cinquantenni” ovvero avviammo la tradizione che prevedeva che tutti coloro che in quell’anno compivano 50 anni dovevano organizzare i festeggiamenti per il Santo Patrono.

Tradizione che, fortunatamente, ancora oggi continua da quel 10 Maggio 2011… 

Ma quest’anno, per “colpa del virus” circa 200 persone stanno seguendo con me, proprio mentre scrivo, la Santa Messa… sul cellulare tramite il sito FB della locale Parrocchia e del Comitato Feste.

E le parole del Vescovo, i canti dei pochi in Chiesa, si bloccano spesso.

Ecco allora la prima riflessione: il Digital Divide.

Ma abbiamo bisogno di un virus per capire che le cose vanno fatte “in tempi normali”, quando non se ne sente alcuna necessità?

E la rete, e gli ospedali, la sanità, la scuola senza PC, … che diamine!

E quanti anziani del paese, impossibilitati, avrebbero potuto vedere questa celebrazione anche negli anni passati?

Ovviamente prendo spunto da questo per “tirare in ballo” un tema generale e ben più importante che ha coinvolto, ad esempio, milioni di studenti e professori. Provate voi a fare lezione con un collegamento che si blocca oppure andando a spasso per casa come “rabdomanti alla ricerca del campo”, oppure con una linea che la fibra ottica manco sa cosa sia.

Ed in questo momento, guarda caso, l’immagine del Vescovo si è bloccata con la mano benedicente in aria…

Mah…

Una festa surreale senza le processioni, la banda, senza tutte le statue portate in fila nella “processione grande di oggi alle 12”, senza il saluto di San Teodosio al vecchio Protettore del paese, San Cataldo, con le statue una di fronte all’altra a guardarsi sorrette dai portatori,… senza il concertone musicale che ha visto passare sul palco della Piazza Grande artisti e gruppi musicali davvero importanti, dal Banco del Mutuo Soccorso a Nina Zilli e Anna Tatangelo…

Senza… ecco il senso del virus…

Il virus ci ha portato drammaticamente il concetto del “senza”.

Senza sorrisi, senza festa, senza scuola, senza abbracci, senza bancarelle, senza funerali…

Ma mia madre, anziana, oggi è felice.

Sì perchè ha capito che pur non potendo uscire di casa, può comunque vedere la festa al tablet…anche solo a “spizzichi e bocconi”.

E questo mi pare un bel regalo nella Giornata dedicata alle Mamme, per la mia mamma ormai anziana.

Eh sì mia madre grazie alle dirette FB ha potuto seguire la Messa dedicata al Protettore… ed è stata felice per questo nella sua giornata di “Festa della Mamma”, proprio durante quella festa patronale che nella sua vigilia del 9 maggio porta in processione la statua piccola di San Teodosio con avanti avanti le donne incinte e le neo mamme, tutte con una fiaccola accesa a chiedere al Santo (che oggettivamente è “un bellissimo ragazzo”) la grazia che il figlio, in arrivo o appena nato, sia bello come lui… quante coincidenze per una banale festa patronale di un banale piccolo paesino del Sud…

Dove mi ha portato allora questa valanga di ricordi ed emozioni?

Ad una frase di A. Einstein…

“L’uomo ha scoperto la bomba atomica, però nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi.”…

Vi invito a rivivere con me quelle emozioni del 2011… (non fate caso al dialetto)

Articolo precedenteMamme al Cinema
Articolo successivoMichelangelo Merisi detto “il Caravaggio” (parte prima)
Pino De Nicola
Mi chiamo Giuseppe De Nicola (per gli amici "Pino") e sono un ingegnere. Nella mia vita, lavorativa e non, ho avuto molte esperienze e tutte mi hanno convinto di due cose : “da soli non si va da nessuna parte” e “non aspettare che gli altri facciano per te… anzi”. Proprio da queste convinzioni nasce (anche e non solo) “ScrepMagazine”, un luogo virtuale in cui ci si ritrova per stare insieme e per condividere passioni, di qualsiasi genere ma tutte legate sempre e comunque dal “filo rosso” del rispetto, della collaborazione e del "mettersi attivamente in gioco"…

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui