VINCENT VAN GOGH (parte prima)

“Salici al tramonto”
Arles, Francia, ottobre 1888
Olio su tela
31,5 x 34,5 cm

Vincent Van Gogh (1853-1890), è considerato, ancora oggi, ii più grande pittore “espressionista” di sempre, anche se nella sua breve esistenza le sue opere erano poco conosciute e apprezzate.

Infatti, dagli scritti che ha lasciato, pare abbia venduto un solo dipinto.

Van Gogh, appassionato di disegno fin da bambino, iniziò a dipingere solo verso i 30 anni.

Le sue opere più conosciute, come “Salici al tramonto“, sono quelle dipinte tra il 1888 e il 1890, pochi anni prima di morire.

Come tutti sanno l’esistenza di Van Gogh è stata funestata da malesseri psichici.

L’artista olandese soffriva di attacchi di panico e allucinazioni, alle quali reagiva con atti di violenza e tentativi di suicidio.

Il tutto aggravato dall’alcool.

Van Gogh era infatti assefatto dall’assenzio.

Vincent era molto legato al fratello Theo, mercante d’arte che per anni lo sostenne economicamente e conservò, per nostra fortuna, quasi tutti i suoi 900 dipinti.

Tale legame affettivo è testimoniato dalle oltre 600 lettere che Vincent inviò al fratello.

Gli umili, i lavoratori dei campi e i minatori, con il capolavoro “I mangiatori di patateprecedentemente trattato (clicca per leggere), sono i soggetti preferiti da Van Gogh, oltre ai numerosi autoritratti, ai paesaggi, ai dipinti con cipressi e salici e alla rappresentazione di campi di grano e girasoli.

Van Gogh nelle sue opere descrive la realtà dal suo punto di vista, una realtà che diventa una creazione e una rappresentazione personale interiore dell’artista.

Per questo è considerato un pioniere dell’espressionismo.

Van Gogh morì, forse suicida, a soli 37 anni per un colpo di rivoltella.

Ma, sono stati i tormenti interiori a portarlo al suicidio oppure, come hanno scritto recentemente due storici dell’arte americani, è stato colpito per sbaglio da un ragazzo sedicenne, un certo René Segrètan, che amava sparare agli animali nei campi di Arles dove dipingeva Van Gogh?

Nessuno pensò ad un’autopsia e il dubbio rimarrà eterno.

“SALICI AL TRAMONTO”

Nel 1888 su consiglio del fratello Theo, Van Gogh si trasferì nel Sud della Francia.

Durante il suo viaggio in treno per raggiungere la Provenza, il sole e la luce del Mediterraneo lo catturarono ispirando questo capolavoro.

Van Gogh lo dipinse poco tempo dopo ad Arles realizzando un’immagine di straordinaria forza.

In questo dipinto, di grande impatto emotivo, è evidente il passaggio tra l’impressionismo e l’espressionismo, ed è proprio il colore e la luce infuocata del Sud con il giallo luminoso, a farne il protagonista di questa nuova tecnica.

Una striscia azzurra centrale che separa terra e cielo contro cui si stagliano le sagome dei salici, è sintetizzata in poche linee marroni che fanno da spartiacque tra il cielo e il campo, carico di rossi, arancio e gialli.

I tre alberi sembrano persone che abbracciano il cielo.

I loro rami nudi, mescolati al luccichio del vento Mediterraneo, si allungano verso l’alto.

Van Gogh ha dato spazio anche all’erba alta e secca del campo, inquadrata in primissimo piano, che da l’impressione di forze che sorgono dalla terra.

Guardando e ammirando il sole sembra quasi di essere sdraiati nel prato, un grande cerchio da cui partono lunghe venature che ci coinvolgono.

Tra terra e cielo si frappongono i. colori dei salici spogli dell’inverno imminente, che scandiscono, come una musica, l’immagine in modo ritmico.

Per l’artista rappresentano la vita e il suo ciclo.

Attraverso il gioco di chiari scuri e l’alternanza di toni caldi e freddi, Vincent dà corpo a una visione potente.

Il pittore viveva un periodo di grande felicità creativa e scriveva a Theo di trovarsi “in uno stato febbrile” dove dipingeva incessantemente.

PER FINIRE:

Questo lavoro, come molti altri dipinti da Van Gogh, è di chiara ispirazione giapponese.
Lo si evince dal giallo, colore quasi sempre predominante nelle sue opere, come un chiaro riferimento all’Impero del Sol Levante.

SALICI AL TRAMONTO

Nell’ora silenziosa del tramonto,
salici vestiti di rosso
e di infinite sfumature di arancione si stagliano abbracciando il cielo.

Nel sole che declive
ondeggiano le chiome
sospinte dal vento
freddo della sera.

Volano i pensieri
inseguendo emozioni
all’orizzonte.

Bruno Vergani

Leggi qui la parte seconda:

https://screpmagazine.com/vincent-van-gogh-parte-seconda/

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