Uniti con il cuore

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Sono giorni difficili, pieni di paure, angosce, preoccupazioni.

Giorni in cui le lacrime scendono sul viso senza sosta, giorni in cui neanche le belle giornate possono portare il sereno che abbiamo dentro.

Era il 2020 quando è stata dichiarata l’emergenza da Covid-19, lo scoppio di una pandemia mondiale che di lì a poco tempo avrebbe cambiato per sempre le nostre vite.

Adesso, a distanza di 2 anni, ci siamo ancora dentro, ma come se non bastasse dobbiamo portare nel cuore il peso di qualcosa più grande, qualcosa che, a differenza della pandemia, si potrebbe controllare, potrebbe anche non esistere. Nel 2022, purtroppo, stiamo assistendo a qualcosa che ci lascia l’amaro in bocca e la delusione per il mondo che abbiamo creato. La guerra.

Non entro in merito al perché sia scattata, a cosa ci sia dietro in senso completo. Mi chiedo solo PERCHè?

Perché al posto di andare avanti torniamo indietro?

Perché non appena ci “liberiamo” di qualcosa ne subentra un’altra ancora più devastante?

Perché il cuore della gente sembra essere impazzito?

Perché?

E no, non so trovare una risposta plausibile per giustificare quanto stia accadendo.

Sia le pandemie che le guerre son cose che abbiamo studiato. Le abbiamo sempre viste da lontano, ci hanno spiegato come siano nate, quanto siano durate, non ci hanno mai toccati direttamente, non a noi di questa generazione.

E invece, in soli due anni, ci troviamo a dover affrontare cose che sembravano non esistere, cose che credevamo fossero accadute perché i tempi erano diversi, le mentalità diverse, perché ancora non si conosceva molto, non ci si sapeva rapportare civilmente e perché la medicina non era all’avanguardia come adesso.

Ma cosa è cambiato? Ad oggi, che stiamo assistendo a tutto questo, quali sono le differenze tra passato e presente?

Nessuna. Non ci sono differenze.

Abbiamo urlato dai balconi, creato striscioni con frasi rassicuranti.

“Andrà tutto bene”, dicevamo.

E invece sta andando tutto storto.

Eravamo speranzosi che la pandemia potesse avvicinarci tutti, che potesse smuovere gli animi, anche quelli più duri. Credevamo che la pandemia servisse come scossa per cambiare il mondo che avevamo costruito fino a quel momento, credevamo che ci avrebbe resi più forti, più umani, gentili con il prossimo, collaborativi sotto tutti i punti di vista, proprio perché TUTTI in questi due anni abbiamo patito le stesse cose, abbiamo provato le stesse sensazioni di smarrimento, di terrore, di perdita… credevamo che l’unione facesse la forza, ci credevamo davvero.

E invece? Invece un bel niente.

Siamo ancora qui, nel bel mezzo della confusione più totale, tra vaccini, green pass, mascherine, igienizzanti e non abbiamo fatto alcun passo avanti, anzi stiamo indietreggiando, stiamo tornando allo stato primitivo.

La guerra. Era davvero necessario? È l’unica scelta da poter prendere in considerazione?

Perché? Ma cosa passa per la testa a questa gente?

Ho sempre avuto paura dei soldi, del potere, della gente “superiore”. Sono queste le persone che spesso si lasciano trasportare dalle manie, hanno tutto e vogliono sempre di più ottengono quel di più e non gli basta. E continuano a chiedere altro, sempre di più. E poi? Quando non ottengono ciò che vogliono ecco che le parole non bastano più, e da persone piccole e prive di buon senso agiscono con le armi.

Mi chiedo che cuore abbiano, come facciano ad elaborare delle mosse così vigliacche, come facciano a guardarsi al mattino e cominciare la giornata senza sentirsi in colpa.

Avremmo bisogno solo di certezze, di positività, di speranza e amore, e ci ritroviamo avvolti dall’odio, dall’oscurità senza che lo desiderassimo davvero.

E tutto questo per ottenere sempre di più.

Ed è straziante, è straziante vedere quei bambini in lacrime, terrorizzati dai rumori atroci che sanno di morte, terrorizzati senza capire davvero cosa stia succedendo. È straziante vedere vittime innocenti, vedere la gente scappare dal proprio Paese per cercare un rifugio, è straziante pregare che tutto finisca e vedere che non sta cambiando niente.

È straziante sapere che si potrebbe dire basta e basta non è mai.

È straziante poter svolgere normalmente la routine sapendo che qui, in questo mondo, nel nostro stesso mondo, c’è qualcuno che aveva cose semplici e adesso non ha niente, o potrebbe non aver niente di colpo.

Quanto dolore si può ancora sopportare? Quanto tempo ancora dovrà passare per riprenderci la vita che tutti meritiamo? Quando vedremo la gente che merita serenità sorridere di cuore e la gente che crea trambusto non avere pace?

“Non può piovere per sempre” dicono… ma già da un po’ ci troviamo dentro una tempesta dalla quale è sempre più difficile uscirne illesi.

Siamo impotenti davanti a tutto questo, l’unica cosa da poter fare è unire le nostre forze, le nostre suppliche, i nostri cuori puri e chiedere la fine di questo incubo.

E chissà se qualcuno, almeno stavolta, ci ascolterà.

Spero di si, mi auguro di si. Deve essere si.

#STOPALLAGUERRA

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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