Tutti a Versailles con Netflix

Nel periodo natalizio tanta noia in TV. i palinsesti della TV pubblica e privata sciorinano i soliti film a tema natalizio, alla “volemose tutti bene“. Nessun bel programma di attualità a tenerci compagnia e nessun film in prima visione che non sia per bambini. E per il fatto che la TV in quel periodo non avesse varietà di contenuti, mia figlia tra i vari regalini di Natale, mi ha fatto trovare sotto l’albero un abbonamento alla piattaforma Netflix. Ero, a dire il vero, un po’ restia al riguardo, ma dopo un paio di giorni ho creato il mio account e ho inizato a leggere l’offerta presentata da Netflix.
E da subito ho adocchiato la serie su Versailles.
Una serie su un periodo storico importantissimo della Francia di cui io sono appassionata, non potevo perderla. E per una che ha scaffali colmi di romanzi e romanzetti rosa sugli intrighi a corte di Re Sole, capirete come fosse per me impossibile non guardare quella serie.

Versailles narra le vicende di Luigi XIV, che ventottenne comincia la costruzione della reggia di Versailles.

I primi due episodi sono stati quasi hot lo ammetto.

In pratica, non si vedevano altro che scene di sesso…

Nel primo episodio c’erano ben 20 minuti di scene di sesso dove non si diceva una parola.

Le scene di sesso nella varie serie ci sono e sono sempre esplicite, come anche quelle di violenza.

A volte ho chiuso gli occhi durante omicidi o torture lo ammetto, tanto erano violente le scene.

La serie Versailles è piena di parti romanzate e di personaggi inventati o portati agli eccessi.

Ho molto apprezzato i costumi, la cura nel cercare di ricreare le acconciature del tempo, le ambientazioni che vanno tra la reggia di Versailles e molti altri bellissimi castelli come quello di Fontainbleu.

La figura di Luigi XIV risulta molto complessa.

Un regno che è durato 72 anni e 110 giorni è difficile da presentare in tutte le sue sfaccettature.

Pensando al Re Sole mi viene in mente lo sfarzo di Versailles, le guerre lunghissime, le amanti e le riforme di Colbert.

Andando avanti con gli episodi, non si parla solo del Re e delle sue amanti tra cui spicca Enrichetta d’Inghilterra la cognata moglie di Filippo D’Orleans, ma spicca l’uomo, il politico pronto a trarre di ogni occasione, anche quelle negative, un’opportunità.

Altra importante figura nella serie è Filippo, il duca D’Orleans.

Se dapprima appare solo come il fratello del Re, ancora più dissoluto di lui, il cui passatempo sembra essere solo quello di ubriacarsi e folleggiare con il Cavaliere di Lorena, ne diventa invece protagonista. Filippo ha una personalità forte, al contrario di quello che può sembrare. Anche se rimane sempre in bilico tra invidia e amore verso il fratello. Da sempre desideroso di mostrare il suo valore e di proteggere il sovrano a costo della sua stessa vita.

Filippo rimane uno dei pochi che ha davvero il coraggio di avvicinarsi al Sole, senza temere di venire bruciato.

È stato quasi l’ombra del sovrano.

Stravagante, eccentrico, bisessuale dichiarato, sua madre stessa lo incitava a vestirsi da donna da bambino.

La regina Anna lo chiamava “la mia bambina” facendolo vestire con abiti femminili fin da ragazzo, un’azione che avrebbe perseguito per tutta la vita.

In seguito cominciò a frequentare anche balli e feste pubbliche in abbigliamento femminile, con trucchi e gioielli.

Lo ispiravano il gusto per i profumi e gli orecchini.

Nonostante ciò, era comunque il fratello del re ed era suo dovere sposarsi, per interessi politici. La sua prima moglie Enrichetta d’Inghilterra, era la principessa più bella del tempo.

Attraverso i figli dei suoi due matrimoni, Filippo divenne un antenato comune di numerosi regnanti in tutta Europa, tanto da guadagnarsi il soprannome di “il nonno d’Europa”.

Filippo viveva la sua bisessualità in maniera aperta, il suo più famoso amante e favorito fu il cavaliere di Lorena, che scatenò le ire della prima moglie di Filippo.

Comunque sia, Enrichetta non mancava ella stessa di avere rapporti extraconiugali, perfino con il Re stesso, suo cognato.

Così mentre Filippo si divertiva con i bei giovani di corte, Luigi consolava l’infelice Enrichetta. 

Anche i veleni circolavano a corte generando molte vittime.

Dopo la strana morte di Enrichetta d’Inghilterra, ci fu quella altrettanto sospetta del capo della polizia parigina Daubray.
Le donne hanno un ruolo importante.

Luigi ha un numero considerevole di amanti e la Regina, Maria Teresa d’Asburgo, è quindi dimenticata e sola ma per quanto sia pia e devota, anche lei sarà incline a lasciarsi andare alla passione più di una volta, tanto che avrà figli non dal Re.

Potrei definire in una parola l’atmosfera di questa serie molto glamour e fashion.

D’altronde Versailles non è certo la prima serie di finzione ispirata a quel periodo.

Mi è subito venuto in mente la saga di Angelica, cinque film degli anni ’60 con Michèle Mercier, la “bellissima e indomabile Angélique” desiderata da tutti, perfino dal Re Sole.

Una storia in cui non mancano tocchi erotici e da libro Harmony.

Eppure a me da ragazza piaceva e in estate era un appuntamento fisso alla TV.
E andando un po’ più avanti con la storia c’è la Rivoluzione Francese.

Non posso non citare Le rose di Versailles, alias Lady Oscar.

Ma è chiaro che ci sono tante invenzioni, in primis l’amata protagonista, poiché una donna in quel periodo non sarebbe mai potuta diventata militare.

Perciò sì, anche le storie inventante e che fanno storcere il naso ai puristi storici possono aiutare ad imparare di più su un dato periodo storico.

Angela Amendola

Cos’è la poesia?

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