Tradimento in letteratura

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In letteratura la Donna è spesso traditrice; si divincola dai legami costruiti a tavolino, si inerpica sui monti delle passioni improvvise e fuggitive, si libra in voli spericolati alla continua esaltazione ricerca di un sentimento da fuggire inizialmente ma da coltivare poi senza remore.

Nella storia dei tradimenti letterari salta subito in mente un nome fra tutti: Elena di Troia.

Figlia di Zeus e di una mortale, Elena bellissima e seducente, è sposata col rude e molto più in età di lei Menelao.

Rapita da Paride, principe di Troia, rappresenterà il pretesto per l’inizio della sanguinosa guerra tra Sparta e Troia raccontata da Omero nella sua Iliade.

A differenza di ciò che molti immaginano, in realtà Elena considera Paride un debole e (si desume da alcuni versi del VI canto) gli preferisce addirittura Ettore.

Restando nelle opere in versi, un tradimento nobile ma eclatante è sicuramente quello della bella Ginevra nei confronti del celebre Re Artù.

Perdutamente innamorata dell’affascinante l’Ancillotto, Cavaliere della Tavola Rotonda, Ginevra cederà alla sua passione.

Le loro gesta sono narrate nell’opera medievale “Chrétien de Troyes” e il loro adulterio è sicuramente il più celebre del ciclo bretone.

Se parliamo di donne infedeli in letteratura non si può non ricordare la grande e drammatica storia di passione e amore narrata in Anna Karenina di Lev Tolstoj; solo nel 1877 il grande scrittore trattava di amore e adulterio con una contemporaneità che scuote ancora oggi.

Sposata ad un uomo che non ama, Anna incontra alla stazione di Mosca il conte Akeksej Vronskij e se ne innamora perdutamente.

Tenta di lottare contro questo sentimento e ritorna a San Pietroburgo ma lui la raggiunge e la passione divampa.

Ancora il tradimento e ancora vissuto con grande senso di colpa è al centro del capolavoro di Stendhal “Ilrossoeil nero”; ispirato ad un reale fatto di cronaca nera, “l’affaire Berthet“, il romanzo narra dell’Educazione sentimentale di Julien Sorel, giovane precettore di casa Renal, invaghito della padrona di casa con cui consuma una liason clandestina e fatale.

Grandi pagine di letteratura e alti momenti di passione si uniscono ad una feroce critica della società parigina adita a vizi e sperperi , con un culto del benessere e di un Dio “possesso” che tutto fagocita e trasmuta.

Da citare sicuramente è anche la storia travagliata e maledetta ne “La lettera scarlatta” di Nataniel Hawthorne.

Il romanzo del 1850 rappresenta una condanna al perbenismo puritano dell’America di allora, e l’adulterio di Hester con il reverendo intreccia il tema dell’erotismo, della maternità, della carnalità con la codardia del clero, l’amore coniugale inaspettato e la possibilità di riscatto contro una lettera incisa sul petto.

Narratore imponente delle storie d’amore e di grandi passioni nella letteratura tra 800 e 900 è sicuramente l’inglese D.H.Lawrence, autore di grandi romanzi come “L’amante di Lady Chatterley”, “Donne innamorate” o “Il Pavone bianco”.

La sua potente scrittura evoca eros e passione con prepotenza e verità, libera da sovrastrutture e schermi.

I corpi sono mostrati perché necessari alla storia e i momenti di intimità sono raccontati con un realismo potente.

Ne “L’amante di Lady Chatterleyla donna è spudorata e passionale e vive la sua relazione extraconiugale con Michaelis prima e con il guardacaccia Oliver poi senza inibizioni sentimentali.
C’è da dire che Lawrence deve molto sicuramente al re di tutte le storie di tradimento o di amore frustrato per eccellenza: “Madame Bovary”.

Il capolavoro di Gustave Flaubert, storia della giovane Emma, delle sue ambizioni e voluttà sentimentali e umane, dei suoi sogni e illusioni perdute, del matrimonio infelice con Charles Bovary, mediocre medico di campagna e dei suoi voli romantici tra le braccia di due uomini diversi.

Chiudiamo invece ora con l’immagine di un amore che si circonda del tradimento ma che resta puro nella sua immagine letteraria, perché originariamente nato per essere vissuto: l’amore letto e narrato ne “Le affinità elettive” di Goethe, un romanzo che analizza la passione, la complicità, la chimica tra due esseri che fanno del tradimento una necessità naturale e che nulla ha a che vedere con lo squallore del sotterfugio.

Ottilia ed Edoardo sono in realtà in simbiosi e fanno del loro amore un manifesto di appartenenza che cancella le brutture delle menzogne, esaltando la potenza irrefrenabile, selvaggia e ineguagliabile dell’Amore come solo “l’Alta Letteratura” sa elevare e mostrare.

Sandra Orlando

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