“Una piccola acciuga nel piatto vale più di un tonno in mare”.

Si tratta di un proverbio francese che significa “meglio un uovo oggi che una gallina domani”.

In poche parole, bisogna accontentarsi di ciò che si ha.

È questa la giusta premessa per parlare di un piatto tipico della mia terra la Calabria: spaghetti con acciuga e mollica.

È una pietanza molto semplice, contadina, non elaborata, di cui si conoscono tante versioni a seconda del territorio.

Quando lo preparo, la mia memoria è affollata di ricordi che mi portano alle feste natalizie.

Non si poteva chiamare Vigilia di Natale, se sulla tavola imbandita non era presente la prima portata, povera, ma ricca.

E questo ossimoro cade a pennello perché, come sempre accade, nelle cose frugali si nascondono grandi ricchezze.

Quando ero piccola, non amavo particolarmente le acciughe, perché già il loro odore mi risultava forte e stavo lontana dalla cucina per non sentirlo.

Nonostante esordissi sempre con la solita frase, “sa troppo di pesce“, piuttosto che prendere le distanze, quando mi sedevo a tavola, consumavo ugualmente quella portata principale perché “l’appetito fa di un’acciuga una leccornia“.

Non solo, ma il giorno dopo la pasta che era avanzata, si riscaldava al fuoco del camino in una pirofila di terracotta sicché si sentiva maggiormente il sapore e il profumo della tradizione.

Sembrerebbe, secondo un’antica leggenda, che questa ricetta affondi le sue radici nel periodo medioevale al tempo in cui si verificavano le incursioni dei Saraceni in Italia.

In un paesino della Lucania, Armento, in provincia di Potenza, accadde che, quando alcuni monaci bizantini fermarono l’avanzata dei Saraceni, una donna del paese si prodigò a preparare questo piatto con la mollica per celebrare questa vittoria.

Si racconta che alla giovane, alcuni giorni prima della battaglia, fosse apparsa la Madonna la quale le aveva anticipato la vittoria dandole un ferretto per realizzare la pasta.

Lo scopo era quello di allestire un banchetto con tutti i compaesani, provati dalle incursioni saracene.

La donna pensò di condire il piatto con mollica di pane raffermo.

Ma come si prepara questo piatto azzurro?
Quali sono gli ingredienti?

Ingredienti per 4 persone

400 gr. di spaghetti
5/6 alici sottosale
1 spicchio di aglio
mollica di pane raffermo
prezzemolo
peperincino
olio extravergine
tempo di preparazione:10 minuti

Preparazione

Le acciughe vanno dissalate, diliscate e spezzettate. Bisogna imbiondire in padella l’aglio con olio extravergine, subito dopo allontanato per cedere il posto alla mollica che va poco rosolata.

In quest’ultimo condimento si versano le acciughe a cui si aggiunge un po’ del liquido della pasta.

Si lessano gli spaghetti, si scolano al dente e si condiscono con la salsa appena preparata.
Dulcis in fundo si potrà fare una spolverata di pangrattato e prezzemolo.

Noi calabresi amiamo arricchire questo piatto oltre che con peperoncino, anche con origano, capperi, olive etc.

Il segreto della buona riuscita di questa pietanza risiede anche nel saperla abbinare con un bicchiere di vino bianco calabrese.


A questo punto gli antichi Romani consiglierebbero un ” ficus post apuam”, un fico dopo l’acciuga.
Ma, nonostante abbia fatto diverse ricerche, sembra non si conosca il motivo di ciò.
Non mi resta che augurare “buon appetito”…

Piera Messinese

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Piera Messinese
Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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