“Lo scontro Beef”: su Netflix la serie “politically incorrect”

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Lo scontro- Beef è una delle serie di maggior successo di questa ultima stagione trasmessa sulla piattaforma di Netflix.

Si passa dalla commedia al thriller, dalla soap opera al dramma fino al “noir” in un susseguirsi di ‘colpi bassi’ fra i due personaggi principali e di scorrettezze senza mezze misure.

La trama

Può un tamponamento stradale cambiare completamente la tua vita?

“Beef – Lo scontro”, pluripremiata (con tre Golden Globe) serie Netflix in 10 puntate, parte da un evento comune (un tamponamento) che diventa un incubo vero e proprio. L’attrice Ali Wong interpreta in modo convincente Amy, proprietaria di un lussuoso negozio di piante, mentre Steven Yeun (il Glenn di “The walking dead”) è Danny, un pover’uomo che si guadagna da vivere come tuttofare.

Lei ricca lui povero. Scontro inevitabile.

L’incontro-scontro tra i due sarà  davvero fatale. Iniziando a farsi una serie di piccoli dispetti reciproci per vendicarsi dopo l’incidente, scoprono i segreti l’uno dell’altra, arrivando così tanto in profondità da compromettersi in prima persona.

È uno scontro anche sociale: due persone di classi sociali diverse, di due culture diverse, (giapponese e coreana), in una storia che spiega alcune dinamiche proprie del vivere statunitense.

Alla fine dei 10 episodi si giunge ad una sorta di drammatico e quasi ‘tarantiniano’ Duello finale che servirà a determinare il giusto peso delle cose.

Amara satira

Satira sociale ma anche terribile e amara critica a certi presupposti della società statunitense difficili da scardinare (i poveri difficilmente diventano ricchi i ricchi sono sempre più ricchi) dove il Sogno americano si infrange nella dura realtà dei paletti serrati tra una classe sociale benestante alto borghese e di successo, una classe operaia emigrata, mancante di possibilità di istruzione, e reali sbocchi di crescita perchè molto legata a pregiudizi .

Bravi interpreti e una sceneggiatura brillante e fuori da clichè e stereotipi hanno determinato il grande  successo di critica e pubblico (molti i riconoscimenti come detto) della serie (seconda stagione in programma) e confermato anche il carisma di Steven Yeung, attore apprezzato anche sul grande schermo (Minari, THe Human,Nope).

Un prodotto da vedere non solo perchè divertente, e perchè in fondo, sa prendersi in giro da solo,  ma soprattutto per lo spaccato sociale di ipocrisie mostrato e la riflessione che se ne determina. Alla fine riesce anche a trasmettere un messaggio di grande positività.

Nonostante le forti e, e insanabili diremmo, divergenze tra i due protagonisti un filo sottile sembra, e riesce, ad unirli. E’ quello degli incompresi e indefiniti, di coloro che non sanno essere felici. Ottimo

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Sono Sandra Orlando, mamma di Anna e Andrea, laureata in Lingue e insegnante. Faccio parte dell'Associazione Accademia e collaboro come Editor a SCREPmagazine. Dal 2020 Sono redattrice ed Editor nella redazione della rivista di Cinema Taxidrivers per cui ho ricoperto il ruolo di Programmatrice e Head of editorial Contents . Amo la letteratura, il cinema, la musica ed in genere tutto ciò che di artistico “sa dirmi qualcosa”. Mi incuriosisce l'estro dell'inconsueto e il sorriso genuino dell'umiltà intelligente.  Scrivere fa parte di me. 

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