“Singolare femminile” la superba affermazione della maternità

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Da un paio d’anni mia figlia non fa che descrivermi la Val Seriana dove lei vive, e Bergamo, Vertova, Clusone, tutti luoghi che ho ritrovato nel libro che ho letto in questi giorni.

Il libro è Singolare femminile di Sveva Casati Modigliani.

Libro che è una superba affermazione della maternità.

Martina la protagonista è una figura “singolare”, molto consapevole della vocazione più autentica della donna, cioè quella di generare la vita. Esprimerà questa sua concezione di vita che supera il “femminismo” per seguire una via quasi diversa, quella della femminilità.

La sua vicenda inizia negli anni Quaranta e arriva ai nostri giorni.

Ne otteniamo un “ritratto di signore” molto originale, e tutto affrontando un tema che riguarda le donne molto da vicino.

Titolo perfetto per un romanzo interamente dedicato alle donne, in una saga familiare.

Le vicende narrate mostrano una protagonista sui generis, con un diverso modo di pensare, vicende di donne che lottano per farcela da sole. Si perchè gli uomini, in questo libro, sono figure di contorno. Quello che in questa occasione, l’autrice vuole sottolineare, è proprio il mondo interiore delle donne, con le loro mille contraddizioni, le debolezze, ma anche la tenacia e l’amore incondizionato che sanno offrire.

Sveva Casati Modignani, nel libro “Singolare femminile”, racconta una storia dalle mille sfumature, come il carattere della protagonista che è Martina Agrestis.
Il suo mondo è quasi interamente abitato da donne, le tre figlie, Giuliana, Maria, Osvalda e la madre Vienna.

Ha solo un grande amore, Leandro Bertola, che sposerà solo a sessant’anni e tre compagni che sono i tre padri delle sue figlie.

Il romanzo è ambientato in un piccolo paese della provincia bergamasca, Vertova, dove il comportamento libero e senza paura dei giudizi della gente della giovane Martina, viene criticato fin dalla sua prima gravidanza a quindici anni.

La protagonista, però, forte e determinata crescerà le figlie che avrà, serenamente ma mai da sola, sempre guidata e aiutata dalla mamma Vienna. Anche quest’ultima, però, ha un segreto da rivelare alla figlia: il nome del vero padre, Stefano Ceppi.

Non ebbe il coraggio di svelarlo da subito, cresciuta a sua volta tra pregiudizi, non riuscì a vivere il suo amore, non potendo piangere nemmeno la scomparsa in Russia, durante la guerra, del suo Stefano.

Martina, è grande, diventata madre e Ines Ceppi, sua nonna, vuole riconoscerla, vuole vivere vicino all’unico legame con l’adorato figlio. Ines Ceppi, nel rispetto della discrezione e senza sconvolgere ulteriormente la vita della vivace nipote, le diede ciò che le spettava.

Martina visse, da quel momento nell’agio senza bisogno di lavorare, dedicandosi unicamente alle sue tre figlie.

Giuliana, attrice affermata, imiterà la madre decidendo di crescere sola la figlia Camilla nata dal suo amore per Sante Sozzani con cui si riunirà solo all’età di cinquanta anni, dando cosi la possibilità alla sua bambina, ormai adulta, di avere un rapporto con il padre con il quale condivideva la passione per l’arte.

Maria, proprietaria di un chiosco di fiori, dopo un matrimonio, un divorzio e tre figli troverà un affettuoso compagno nel farmacista Raul Draghi.

Osvalda, dopo la morte della madre, capirà di aver sbagliato per aver sempre osteggiato, criticato e giudicato la vita di Martina, accettando la proposta di matrimonio di Galeazzo, creando con lui una nuova famiglia.

Durante il Natale con le sue sorelle, Osvalda riscopre sua madre che, nonostante il suo andare fuori da schemi, era riuscita a creare una famiglia solida e unita.

Il libro è molto piacevole, si legge d’un fiato perchè l’autrice riesce a fondere le storie delle protagoniste anche se di epoche diverse.

È coinvolgente, è un libro che non si riesce a metter via prima dell’epilogo, dimostrando ancora una volta che la Casati Modignani sa come parlare al cuore delle donne. Sempre.

Angela Amendola

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