Incontriamo oggi il Dott. Paolo Mascaro Sindaco di Lamezia Terme al quale chiediamo come ha affrontato la minaccia del CoronaVirus…

LF: Da circa 4 mesi ha ripreso possesso del suo ruolo di Sindaco del Comune di Lamezia Terme. Come uomo e come primo cittadino, si trova in prima linea nella gestione di un’emergenza sanitaria mai vista. Cosa ha provato appena ha compreso di doversi sobbarcare la responsabilità della sicurezza della sua comunità?

PM: Sicuramente il Covid 19 è piombato inaspettato nei primissimi mesi del mio mandato ed ha inevitabilmente comportato il dispendio di tantissime energie con conseguente rallentamento dell’usuale agire amministrativo e dei tanti progetti che si stavano portando avanti. Di certo, la responsabilità di guidare una Comunità, assumendo a volte scelte difficili ma inevitabili, in un momento epocale quale quello che stiamo vivendo è molto forte ma nel contempo è forte il desiderio di poter condurre al meglio le sorti dei cittadini e di lavorare intensamente pensando già alla rinascita.

LF: Il Comune di Lamezia Terme sta gestendo egregiamente la situazione sia sanitaria che sociale. Quanto è importante per un Sindaco poter contare sulle associazioni di volontariato del proprio territorio?

Ho sempre lodato l’importante ruolo che riveste nel lametino il mondo dell’associazionismo, vero orgoglio sia nel campo culturale che della solidarietà sociale. In questi mesi, le associazioni di volontariato stanno svolgendo un ruolo eccezionale in tante iniziative che stanno alleviando le tante sofferenze della popolazione: sono state distribuite ad oggi porta a porta oltre 12.000 mascherine a circa 6.000 nuclei familiari, sono stati consegnati tantissimi pacchi spesa a centinaia di famiglie indigenti e si è offerto ogni sollievo alla parte della Comunità che ne aveva e ne ha tanto bisogno. Sapere, quindi, di poter contare su associazioni di così elevato valore facilita e rafforza l’operato del Sindaco.

LF: Questa emergenza ha evidenziato carenza e punti di forza di ogni territorio. Si sarà ritrovato a dover rivedere la sua linea programmatica amministrativo-politica di inizio mandato. Ha già in mente come riportare alla normalità la sua comunità e da dove iniziare?

PM: Noi non abbiamo mai smesso di operare anche nel normale agire amministrativo; ho la fortuna di guidare una Giunta dall’elevato ed indiscusso spessore e dalla grande competenza, e ciò consente di lavorare alacremente anche in periodi di difficoltà estrema, e di avere alle spalle un Consiglio Comunale molto entusiasta e motivato. Dobbiamo, quindi, portare avanti i progetti che necessariamente debbono condurre al definitivo risanamento finanziario di ente ereditato in pre-dissesto, all’approvazione del Piano Strutturale Comunale, alla ripresa economica e produttiva, al pieno utilizzo delle tante strutture pubbliche di immenso pregio artistico e culturale, all’efficientamento e modernizzazione della macchina burocratica comunale.

LF: I sindaci in tutta Italia lamentano di esser stati lasciati soli a gestire la crisi sia dall’apparato statale che regionale. Lei si sente istituzionalmente solo?

PM: I Sindaci rivestono in questo momento un ruolo particolarmente delicato essendo i terminali di ogni richiesta, di ogni sofferenza, di ogni problematica che investono territorio e Comunità. Non mi sento comunque solo sia in quanto, ripeto, sono affiancato da Assessori e Consiglieri di grande valore e sia in quanto ben consapevole che in ogni ambito tutte le istituzioni stanno dando il massimo per poter superare le attuali difficoltà.

LF: L’ospedale di Lamezia Terme, uno dei punti di riferimento più importanti, è stato al centro di attenzione mediatica per due episodi: i degenti della casa di cura di Chiaravalle e la carenza di adeguate misure di sicurezza. Vicende che hanno richiesto il suo intervento. Sarà una delle battaglie che porterà avanti quella di restituire piena operatività alla struttura ospedaliera?

PM: Il Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme era e può ritornare uno dei fiori all’occhiello della sanità calabrese. E’ struttura che, grazie alla sua posizione logistica, alla sua capacità attrattiva, alla grande professionalità di chi vi opera, può davvero essere al servizio non solo dell’area centrale della Calabria ma dell’intero territorio regionale. Nel corso degli ultimi anni, la struttura è stata progressivamente spogliata di tanti reparti e tanti ambulatori ed ha progressivamente visto scemare le sue possibilità e potenzialità. Occorre, sin da subito e non appena cessata l’emergenza, ripensare al ruolo del Presidio Ospedaliero e  ridare allo stesso dignità anche con l’immediata riapertura di ambulatori e reparti quali quelli di Malattie Infettive, Microbiologia, Virologia che avrebbero potuto dare un grande apporto nell’emergenza che stiamo oggi vivendo. Al riguardo, con riferimento in particolare a malattie infettive si può pensare di creare una grande struttura regionale essendovi anche la disponibilità di apposito immobile. Invece, ci si è trovati del tutto impreparati e si è purtroppo dovuto far rilevare che la struttura non avrebbe avuto la possibilità di fornire le doverose cure ai degenti provenienti dalla Casa di Cura di Chiaravalle e non avrebbe potuto garantire le necessarie tutele agli operatori sanitari.

LF: Uomo politico e non solo. Quali sono gli hobby dell’uomo Paolo?

PM: Sono sicuramente appassionato della vita e delle immense gioie che ogni giornata riesce ad offrire a ciascuno di noi. Amo il calcio ed ogni sport in genere, amo il cinema, il teatro, la natura e tutto ciò che è vita. Amo poter dare tutto me stesso per la crescita della mia Comunità e della mia Terra.

LF: Presidente della Vigor Lamezia in passato. Una squadra che per poco mancò la promozione in serie B. Vuole raccontare un episodio felice di quella esperienza?

PM: Sono stati 7 anni stupendi ed indimenticabili, contrassegnati da tanti successi e da poche sconfitte. Non posso non ricordare con entusiasmo la storica promozione della Vigor nella Lega Pro Unica e non posso non ricordare la gioia, da “sfegatato tifoso vigorino“, nell’aver vinto per ben due volte il derby al Ceravolo di Catanzaro.

LF: Uomo di centro-destra da sempre. Condivide le scelte politiche delle nomine assessoriali della neopresidente Santelli?

PM: No, io non ho mai avuto tessere di partito nella mia vita. Resto libero sognatore, non inquadrabile con facilità in uno schema politico precostituito. Oggi sono alla guida della mia Città con due liste civiche prive di colore politico e che racchiudono persone provenienti da opposte pregresse esperienze politiche così come la mia Giunta ha al suo interno persone dichiaratamente di sinistra. Sulle nomine, come sempre, sarà l’inesorabile legge del tempo a promuoverle o bocciarle: io faccio il tifo affinchè si possano dimostrare le migliori perchè in tal modo significherà che la Calabria avrà fatto grandi passi in avanti e ne ha assolutamente bisogno.

LF: Cosa vede Paolo Mascaro nel suo futuro politico?

PM: Essere Sindaco della mia Città per 5 lunghi anni e condurla alla piena rinascita.

LF: Avvocato rinomato e stimato, quali erano i sogni nel cassetto da ragazzo? Da uomo, cosa è rimasto di quel ragazzo?

PM: E’ rimasto inalterato il pieno entusiasmo nell’affrontare ogni aspetto della vita ed è rimasta inalterata la capacità e la voglia di sognare. Si è acquisita la consapevolezza che tutti i sogni, con determinazione, passione e volontà si possono raggiungere. Ho svolto la mia professione con entusiasmo raggiungendo la Presidenza dell’Ordine da giovanissimo, ho guidato la squadra di calcio per la quale da bambino il mio cuore batteva forte, ho avuto la fortuna di essere Sindaco della mia Comunità che è l’emozione più bella che possa esservi.

LF: Lamezia Terme ama il suo Sindaco. Rielezione a parte, lo ha dimostrato nella vicinanza a seguito di vicende che per un periodo lo hanno costretto a sospendere il ruolo istituzionale che la città le ha restituito con una vittoria schiacciante. Quel periodo particolare, ha cambiato il suo modo di guardare alla politica? Da uomo, quanto è pesato?

PM: Tra me e Lamezia è viscerale ricambiato amore. Ho sempre sentito l’affetto, forte e caloroso, di gran parte della popolazione anche in momenti nei quali era anche atto di coraggio manifestare quell’amore. E’ ovvio che un periodo difficile, quale quello che io ho personalmente vissuto, cambia il modo di vedere la vita prima ancora che di vedere la politica. In 57 anni ho sempre combattuto disonestà e malaffare ed ho sempre operato per far trionfare la legalità; non è stato, quindi, facile sopportare tante ingiustizie ed affrontare tante vicende che, per come per me scontato ab origine, si sono ovviamente dissolte nel nulla.

LF: Una curiosità… Qual è la sua opera teatrale preferita? Perché?

PM: “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello.

Grazie Signor Sindaco e  buon lavoro…

Maria Luana Ferraro

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Maria Luana Ferraro
Sono Maria Luana Ferraro, consulente aziendale e mi occupo anche di finanza personale. I calcoli sono il mio lavoro, le parole la mia passione. Fin da bambina, anziché bambole e pentoline, chiedevo libri, quaderni e penne. A sei anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Appassionata di letteratura italiana e straniera, il mio più grande sogno è sempre stato diventare giornalista. Sogno che, piano, si sta realizzando. Socia fondatrice della “Associazione Accademia & Eventi”, da agosto 2018 collaboro con “SCREPMagazine” curando varie rubriche ed organizzando eventi. Fare questo mi permette di dare risalto a curiosità e particolarità che spesso sfuggono. Naturalmente, in piena coerenza con ciò che è il mio modo di interpretare la vita…eccolo: “Quando la mente è libera di spaziare, i confini fisici divengono limiti sottili, impercepibili. Siamo carcerieri e carcerati di noi stessi. Noi abbiamo le chiavi delle nostre manette. La chiave è la conoscenza: più conosci, più la mente è libera da preconcetti e ottusità. Più la mente è aperta, più si ha forza e coraggio così come sicurezza. Forza, coraggio e sicurezza ti spingono a tentare l’impossibile affinché divenga possibile.”

2 Commenti

  1. Complimenti per l’articolo dedicato al nostro Sindaco Mascaro figura sensibile e carismatica.Gianni Caruso.

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