Sarebbe bello…

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Sarebbe bello se la mia me dimenticasse il male del passato,
situazioni e persone annesse a ricordi malinconici.
Sarebbe bello se la mia me facesse pace col suo passato,
senza darsi più colpe, soprattutto quelle che non ha.
Sarebbe bello se le sue ferite si rimarginassero,
senza lasciare alcuna traccia.
Sarebbe bello se la mia me tornasse a sognare ancora, in grande,
che desiderasse ancora cose maestose,
speciali, felici.
Sarebbe bello se la mia me si svegliasse presto,
si guardasse allo specchio e vedesse la donna che è diventata,
che, nonostante le ammaccature, vedesse che è ancora totalmente integra.
Sarebbe bello se si accorgesse della sua forza,
una forza smisurata,
una forza che non l’ha mai fatta arrendere.
Sarebbe bello se la mia me credesse ancora nell’amore,
nonostante l’amore le abbia sempre dato mille motivi per non crederci più.
Sarebbe bello se trovasse sempre la forza di rialzarsi dopo ogni caduta,
se trovasse sempre la forza di ricominciare da zero,
e che ogni sconfitta la vedesse come una lezione per non cadere più negli stessi errori.
Sarebbe bello se sul suo viso ci fosse un’alternanza di sorrisi,
il doppio, il triplo… infiniti rispetto a quelli visti fino a qui.
E le lacrime, perché servono anche loro,
ma sarebbe bello se fossero in minore quantità.
Sarebbe bello, infine, che smettesse di avere paura…
della gente, della vita…
Ma soprattutto sarebbe bello se smettesse di aver paura di non essere abbastanza.
Quante volte nella nostra vita non ci siamo sentiti abbastanza?
Penso accada spesso, più di quanto dovrebbe.
Pensiamo di non meritare le cose belle, attenzioni, amore, premi.
Siamo costantemente presi di mira da noi stessi, non riusciamo a vedere quanto valiamo, quanto sudore abbiamo versato per raggiungere un obiettivo, quanta strada abbiamo dovuto fare per essere quelli che siamo oggi.
Ci meravigliamo, ci arrabbiamo, ci incupiamo quando dalla bocca degli altri escono critiche sulla nostra persona, su quello che abbiamo fatto e facciamo… ma non ci rendiamo conto di quante critiche facciamo a noi stessi, quanto ci consideriamo di basso livello, incapaci, fragili, stupidi.
Tutto questo puntarci il dito non fa altro che distruggere quella piccola dose di autostima che ogni giorno tenta di riemergere nonostante la buttiamo via.
Ci autodistruggiamo, ci annientiamo… ci spegniamo.
E se provassimo a fare tutto al contrario?
Ad incoraggiarci quando sbagliamo, quando non riusciamo a raggiungere l’obiettivo prefissato, quando perdiamo?
Pensiamo a quanto potrebbe migliorarne la qualità.
Basta farci del male, basta pensare di valere zero, basta non credere in noi stessi.
Impariamo a cadere, a perdere, a comprendere l’errore. Impariamo a saper guardare i nostri sbagli con un’aria diversa, di sfida, ma in modo del tutto sereno e ripartiamo!

Giulia Trio

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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