Si è chiuso Sanremo 2020!!!

Di certo Amadeus ha fatto un buon festival come gli ascolti di ogni serata dimostrano.

Peraltro con un “dispiegamento di forze” così massiccio, col supporto di Fiorello, con una quantità impressionante di donne certamente belle ma “per nulla banali”, non era difficile.

Ma se Sanremo è la “vetrina della canzone italiana di adesso”, come anche Amadeus, da “buon vecchio dj” afferma, allora io mi sono concentrato da un lato sugli aspetti musicali e dall’altro sui testi.

Confesso.

Amo la poesia e per questo non posso non ammettere che molte “canzoni parlate”, il cosiddetto “rapping”, hanno testi davvero intensi, vere e proprie pagine di poesia, racconti brevi, opere letterarie a volte dure e maleducate ma “di questi tempi” quindi arte!

Però anche io da vecchio dj, musicista e chitarrista cantante, rimango convinto che fare musica è una cosa diversa. La musica con la “M” maiuscola ha bisogno di una storia, di un testo, montato su note eseguite da musicisti in gamba e di una melodia cantata da una voce espressiva, intonata e con una estensione vocale non comune.

Quindi io non amo i “brani parlati” se non addirittura urlati che a questo Sanremo hanno partecipato.

Mi spiace no!

A me piace Gassman con “la sua vita non sempre a colori”…e lui canta!

Ma veniamo adesso ai contenuti.

Di cosa parlano le canzoni del 70mo Festival di Sanremo?

Prevalentemente di famiglia, di rapporti interpersonali e di tematiche forse importanti ma spesso mascherate di divertimento.

Rapporti complicati, affetti familiari, edonismo e le solite, standardizzate canzoni d’amore che peraltro proprio con “Fai rumore” di Diodato trova la testa della classifica già all’avvio dell’ultima serata confermata poi dalla vittoria finale nonché dai Premi della Critica “Mia Martini” e della Sala Stampa “Lucio Dalla”.

Il Festival di Sanremo, al quale ogni Febbraio è impossibile sfuggire, già dalle settimane che precedono, è denso di anticipazioni, scoop, micro e macro scandali, polemiche, polemiche e ancora polemiche.

E vediamo dunque, dopo una lettura più o meno attenta, quali sono i temi principali delle canzoni di Sanremo 2020.

Prima di tutto occorre precisare che dedicare canzoni a genitori, figli e nonni non è certo una novità. Ricordate le “Mamme” di Claudio Villa, Edoardo Bennato e Luca Barbarossa – vincitore a Sanremo nel 1992 con la splendida “Portami a ballare” – fino ai padri (spesso contestati) di Mia Martini – che sempre nel 1992 portò all’Ariston “Gli uomini non cambiano”.

Sanremo 2020 non si smentisce e torna prepotentemente alle tematiche familiari come fa Giordana Angi, rivelazione musicale di Amici.

La sua canzone “Come mia madre” è una dedica d’amore: “Sei tu il regalo dei miei compleanni/La luce accesa quando torno tardi/Il cuore più grande dove ripararmi”…

E Paolo Jannacci con “Voglio parlarti adesso”, canta una vera e propria ninna-nanna alla figlia dodicenne: “E quell’idea che tu resti un po’ mia/Non sarò mai pronto a dirti sì/Ma tuo padre sarà sempre qui/Si è fatto tardi… adesso dormi”.

Tutti buoni sentimenti che come tali non possono che essere un tantino sdolcinati.

Sorprende anche il rocker Piero Pelù, che al “Gigante”, nipotino di tre anni, dedica una canzone originale nel testo e nelle melodie, che per tutto questo colpisce: “Sei il mio asso/Tu sei il mio Gesù la luce sul nulla mio piccolo Buddha/Il tuo non è un pianto è il tuo primo canto ehi!”.

Beh c’è chi può! Mio padre era un semplice muratore e come tale non poteva cantar dediche ai nipoti dai palchi di Sanremo ma – coerentemente – “ha dedicato sempre ai suoi nipoti” …una casa ognuno! Ogni nonno offre quello che sa fare…

E l’edonismo? Tatuaggi, “fighismo”, “laurismo”?

L’altro grande filone è proprio quello delle canzoni divertenti pure accompagnate da ritmi latini.

L’esempio più lampante? Elettra Lamborghini con la sua “Musica (e il resto scompare)” il cui testo, devo dire, di certo non è derivato da uno scritto di Alda Merini.

Elettra racconta (difficile dire “canta”): “Mi piace la musica fino al mattino/Faccio casino lo stesso ma non bevo vino”…  e si agita da vera “mini-twerking-queen” dal costoso lifestyle da super ereditiera.

Anche Raphael Gualazzi, jazzista implaxcabile, si è fatto coinvolgere in frivolezze.

In Carioca, infatti, descrive un incontro hot in un locale – su qualche spiaggia brasiliana, a giudicare dal titolo: “Sento solo la musica/Forse sei il diavolo/Ma sembri magica…Occhi scuri/E pelle carioca”.

E che dire infine di “Ringo Starr”, l’antidoto alle fragilità della vita dei Pinguini Tattici Nucleari: ”Partire, andarmene via di qua, e cambiare la mia vita in toto tipo andando in Africa/Ma questa sera ho solo voglia di ballare, di perdere la testa e non pensare più”…

E l’amore?

Sanremo stesso è sinonimo di canzoni d’amore, amori nati, travagliati, maledetti e poi finiti. Ecco allora il ruvido Enrico Nigiotti con “Baciamo adesso”, roba da emozioni immediate: “Sei l’unica stanza che mi salva dal disordine/Baciami, baciami”… implora “il Nigiotti”.

Riki in “Lo sappiamo entrambi” canta relazioni sfasciate: “Io fisso il vuoto che è a pezzi e tu/Ti addormenti guardando la tivù”…

Tosca con “Ho amato tutto”, inventa una poetica lettera d’addio: “Se tu mi chiedi in questa vita cosa ho fatto/Io ti rispondo ho amato/Ho amato tutto”… e forse tutti!

Per caso o forse no, se non per vera fortuna, c’è l’ironia e l’intelligenza di Francesco Gabbani che, in “Viceversa”, canta: “Basterebbe solamente dire senza starci troppo a ragionare/Che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa”. Con “Viceversa” il cantautore è forse l’unico di questo Festival capace di decifrare con semplicità, i meccanismi complessi di un vero sentimento: “Ma l’amore di normale non ha neanche le parole/Parlano di pace e fanno la rivoluzione/Dittatori in testa e partigiani dentro al cuore/Non c’è soluzione che non sia l’accettazione/Di lasciarsi abbandonati all’emozione”…

In sintesi?

Un bello spettacolo, certamente. Grandi ascolti,  certamente. Divertente, certamente.

Ma a me è capitato di essere più coinvolto dalle gag di “Sciuri”, dalle splendide partner di Amadeus (nonne annesse), dalle esternazioni fuori contesto di Morgan e di riuscire davvero a stento a seguire cantanti, a ricordare canzoni, ritornelli e ad eccitarmi per la gara…ma si sa…io sono solo un vecchio dj, musicista, chitarrista cantante, figlio di un muratore e di una casalinga…

In ogni caso complimenti agli “AmaRello” e …GRANDE VINCENZO, sempre una buona parola per tutti!!!

Risultato immagini per vincenzo mollica

 

 

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