‘Roma’ di Alfonso Cuaròn un bianco e nero che colora

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di Alfonso Cuaròn con Yalitza Aparicio, Marina de Tavira. 2018

A volte i film possono uscire dalla schematismo della sola pellicola cinematografica per entrare a far parte di una dimensione altra che meglio possa rappesentarli.
E’ il caso di Roma, lo struggente racconto in bianco e nero di un Alfonso Cuaròn davvero sorprendente.
Con semplicità parte il film girato a Colonia Roma, quartiere lussuoso di Città del Messico, nei luoghi e tempi lontani dell’infanzia stessa del regista.

La famiglia presentata, con la madre Sofia (Marina de Tavira), i suoi quattro figli e il marito medico Antonio è una famiglia solo all’ apparenza allegra: Sofia è una donna in realtà presa solo dalle continue infedeltà del marito e i bambini sono accuditi da Clèo (strepitosa Yalitza Aparicio), governante, cameriera, cuoca e soprattutto dolce tata.

Clèo è riservata, silenziosa, forte e pacifica, vera anima e cuore del film; la sua vita quotidiana scorre tra pulizie di casa, cucina, scuola dei bambini e momenti personali divisi con la sua amica Adela, cameriera della casa, e i loro fidanzati.

Gli eventi successivi metteranno a dura prova la sua tenacia e l’equilibrio della famiglia.

Famiglia e dignità

La dignità potrebbe essere il sottotitolo del film di Cuaron, vincitore a Venezia e 2  Golden Globes all’attivo.

La dignità dell’amore filiale da parte di chi i figli non li genera ma li cresce come suoi, la dignità di una classe sociale sfruttata dalla borghesia, la dignità di un paese alla vigila della rivoluzione e la dignità della donna oggetto di soprusi che incontra l’idea della maternità e sa che non sempre può essere affrontata con semplicità o appoggio da un genere maschile che poco ha di umano.
Tuttavia il bianco e nero colora a volte di armonia i viottoli di acqua che scorre sui gradini della casa padronale, le vie del quartiere affollato da un’umanità varia, l’autobus che conduce all’istruzione, la calda atmosfera in cucina, gli abbracci di Clèo ai “suoi bambini”, il suo sorriso gioioso che profuma di famiglia.

L’omaggio di Cuaron a quella che è stata la sua infanzia rappresenta così un sublime quadro che ti colpisce con la sua verità, col suo stile semplice, con la sua assenza di orpelli e con l’essenziale della rappresentazione umana, nel bene e nel male.

Resta il suono dominante sulle parole, il rumore dell’aeroplano che sorvola in cielo mentre Cleo pulisce, il suono delle risate, il fruscio violento dell’ incendio che genera il nuovo e la volontà di cambiamento e lo stupore che si trascina fino ai titoli di coda, meravigliosa conclusione di uno straordinario assetto scenico, tecnico e interpretativo e indimenticabile ritratto umano. Su Netflix.

Sandra Orlando

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Sandra Orlando
Sono Sandra Orlando, mamma di Anna e Andrea, laureata in Lingue e insegnante. Faccio parte dell'Associazione Accademia e collaboro come Editor a SCREPmagazine. Sono Caporedattrice della rivista di Cinema Taxidrivers con cui collaboro dal 2020 . Amo la letteratura, il cinema, la musica ed in genere tutto ciò che di artistico “sa dirmi qualcosa”. Mi incuriosisce l'estro dell'inconsueto e il sorriso genuino dell'umiltà intelligente.  Scrivere fa parte di me. 

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