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Umberto Boccioni (nona e ultima parte)
“Forme uniche della continuità nello spazio”
Bronzo, Cm.121,9 x 39,4 x 91,4
Museo d’Arte, San Paolo.
Boccioni, fu un artista completo.
Oltre al rinnovamento della pittura italiana, a partire dal 1912 si rivolse anche alla scultura applicando gli stessi principi artistici di Marinetti, il suo inventore.
“Forme uniche della continuità nello spazio” è, quindi, il perfetto esempio dell’applicazione in scultura del futurismo.
“FORME UNICHE DELLA CONTINUITÀ NELLO SPAZIO”
Il bronzo rappresenta una figura umana senza braccia nell’atto di compiere un potente movimento in avanti creando un’energia tutta sua.
Nel corpo si riconoscono distintamente i polpacci di alcuni muscoli e l’articolazione del ginocchio.
La luce sulla scultura in bronzo è scura e luminosa. Attraverso una opportuna illuminazione, si creano, quindi, effetti di ombre e luce molto evidenti.
Nonostante il corpo si muova in avanti ed è rappresentato dal busto leggermente piegato verso la direzione del movimento, la struttura di “Forme uniche della continuità nello spazio” è ben equilibrata.
Inoltre, se osservata di profilo, la statua assume valori pittorici che l’avvicinano alle rappresentazioni dei quadri futuristi.
Boccioni ha avuto l’idea di realizzare la sua opera osservando un giocatore di calcio.
Lo scatto, che l’artista milanese ha impresso in quella forma, è quello di un ragazzo che tira un calcio ad un pallone.
Un gesto atletico studiato attentamente da Boccioni, che diventa la rappresentazione del pensiero artistico e filosofico Futurista.
CONCLUSIONE:
“Forme uniche di continuità nello spazio” è anche un’opera da record.
Nel novembre del 2019, a New York, Christie’s ha battuto all’asta per 16,2 milioni di dollari la celeberrima scultura.
Valutata inizialmente tra i 3,8 e 4,5 milioni di dollari, il capolavoro ha segnato con quest’asta il nuovo record di quotazione dell’artista italiano.
Bruno Vergani






