M’accorgo che correndo verso Y ciò che più desidero non è trovare Y al termine della mia corsa: voglio che sia Y a correre verso di me, è questa la risposta di cui ho bisogno, cioè ho bisogno che lei sappia che io sto correndo verso di lei ma nello stesso tempo ho bisogno di sapere che lei sta correndo verso di me.

Non ricordo dove ho letto per la prima volta questa citazione di Italo Calvino, nè i miei anni quando la lessi per la prima volta, quello che ricordo, è che questa frase è rimasta nella mia mente.

La frase si trova ne “Gli amori difficili“, una raccolta di racconti che hanno come tema il sentimento amoroso, gli amori platonici, o gli amori immaginari.

Gli amori difficili di cui Calvino narra, sono tredici, ad ognuno è dedicata una storia.

Il protagonista del racconto intraprende un viaggio verso la persona amata in quanto spera di trovarla, volendo riprendere le parole della citazione iniziale, ad attenderlo al termine della corsa, del viaggio.

Ed è ciò che lui stesso ha vissuto per qualche anno.

Una storia d’amore fatta di viaggi e attese.

Nei suoi racconti l’uomo e la donna sono l’una tesa verso l’altra in continua tensione, erotica, sentimentale, fisica anche quando sono lontani.

Perchè se è facile parlare di amore, di sguardi, di mani che si intrecciano, di baci che si regalano, parlare di amore immaginato, pensato, è una svolta che noi dobbiamo a lui e ai suoi “Amori difficili”.

Ho visto partire il tuo treno, tu al finestrino, t’ho salutata, non visto, dal finestrino del mio treno, bellissima… Il treno che mi sta trascinando su per l’Italia e quello che ti porterà verso il Sud mi paiono un’immagine di feroce violenza, come due cavalli frustati in direzioni opposte, che dilaniano un unico corpo.

Italo Calvino a Elsa De Giorgi

Ci hanno narraro di amori forti, amori intensi, molto passionali, a volte tragici e drammatici. Sono proprio quegli amori che ci hanno fatto sognare e che hanno segnato un’epoca.

Alcuni sono stati duraturi, altri fugaci ma struggenti, altri ancora hanno visto rotture e poi riappacificazioni, tutti grandi amori di coppie appartenenti al mondo dell’arte e della cultura.

Come nel caso di Italo Calvino.

Italo Calvino era visto come uomo riservato e freddo. Ma una donna ci ha invece raccontato come Calvino fosse in realtà un uomo molto passionale, la donna in questione è Elsa De Giorgi.

I due furono amanti tra il ’55 e il ’58 e a testimoniare questo loro amore, ci sono tante lettere, per la precisione 407.

Nel 1990, la De Giorgi decise di pubblicarne alcune su una rivista e alcune lettere sono state poi ripubblicate dal “Corriere della Sera” con molto disappunto da parte della moglie dello scrittore.

Elsa Giorgi Alberti, nacque nel 1914 e fu una delle attrici più amate del cinema dei “telefoni bianchi”.

Proveniva da una nobile famiglia e appena 18 enne iniziò la sua carriera cinematografica.

Nel 1948 sposò il Conte Sandrino Contino Bonacossi, un partigiano, collezionista d’arte e nella loro villa a Roma ricevevano giornalmente personalità come Alberto Moravia, Renato Guttuso e lei, Elsa era molto stimata sia come donna che come letterata.

Nel 1955 conobbe Italo Calvino di dieci anni più giovane rispetto a lei.

L’incontro sfociò in un amore difficile, fatto di incontri proibiti, viaggi in treno tra Roma e Torino per vedersi poche ore. Amore vissuto con incontri fugaci ma appassionati. Il loro fu davvero un grande amore.

Della relazione si ebbe notizia perché ne parlarono i giornali e poi tra di loro tutto finì nel 1958. Elsa De Giorgi si battè nel corso degli anni per far capire quanto questa relazione fosse stata importante per Italo, perché lo maturò tanto come uomo ma soprattutto come scrittore.

Incontrò Italo Calvino per la prima volta durante una conferenza letteraria a Firenze.

Era stata un’attrice ammirata per la sua bellezza, ma aveva avuto anche abbastanza coraggio per opporsi al regime fascista e sostenere la Resistenza. Elsa attrice, scrittrice, donna aristocratica, era talmente bella che Paola Olivetti, la sorella di Natalia Ginzburg, le diceva: “Sei troppo bella per scrivere”, e fece di tutto per impedirglielo.

Tu la vita la devi vivere, insegnare vivendola, non scrivere. Lascia scrivere i brutti!

Fu lei a presentargli Calvino. Ma nemmeno un intellettuale così serio, poteva restare indifferente allo splendore di una donna così. Nacque, una storia d’amore tenuta segretissima, molto tormentata eppure piena di momenti di grande felicità, che la stessa attrice rivelò molto anni dopo. Alla fine, dopo la rottura, rimase la bellezza di una storia d’amore fatta di frasi come
che mi importa il mare se tu non mi ami”.

Perché, in quel momento, per Italo Calvino la sua vita era quella donna, amava Elsa più di tutto e come soleva dire l’amore “era grande più dell’oceano“.

Poi, come molte volte succede, anche quella passione perse i suoi colori più belli.

È diventò come un treno malinconico che si trascina, che parte e non ritorna più, portandosi via una parte di te. 

Angela Amendola

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