
Nell’articolo di oggi, grazie alla preziosa collaborazione del Prof. Eugenio Lo Gullo – Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, Sessuologo, già Docente Università “La Sapienza” di Roma e scrittore, parleremo di un importante argomento, ossia: psicoterapia, droghe, doping, ormoni e anabolizzanti.
Argomento di importante attualità, soprattutto tra giovani e a chi, frequentando palestre, si trova, anche involontariamente, a farne largo abuso.
Dottor Lo Gullo, ScrepMagazine la ringrazia ancora una volta per essere qui con noi e di porre la sua esperienza e le sue conoscenze, a disposizione dei nostri lettori.
Può raccontarci la sua esperienza medica inerente alle droghe e alle sostanze di doping, ormoni e anabolizzanti?
Nel corso delle sedute di psicoterapia, soprattutto se si utilizza l’Ipnosi, si svela la vera natura dei pazienti che in alcuni casi utilizzano diverse strategie per tentare di ingannare persino lo Psicologo.
Il transfert è molto frequente soprattutto nei pazienti borderline e dell’affettività.
In molti casi vi è l’uso di sostanze utilizzate per ottenere subito disinibizione, energia, prestazioni sessuali e fisiche entusiasmanti.
Questa pratica é in costante aumento in una Società che vuole tutto e subito.
I giovani pazienti in studio usano una frase ricorrente ed allo stesso tempo emblematica: “Ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo”.
Pertanto, si ricorre al medico per ottenere delle pillole, si assumono psicofarmaci ed alcool per disinibirsi, farmaci a base di creatina per gonfiare i muscoli, vitamine, proteine, ormoni e anabolizzanti che garantiscano un aumento del volume muscolare e prestazioni fisiche e sessuali durature.
La palestra ed improvvisati istruttori, che fanno persino i dietologi, diventano i luoghi ideali dove utilizzare sostanze stimolanti e farmaci a base di ormoni per sviluppare un fisico atletico e muscoli possenti. Spesso si ricorre al fai da te assumendo farmaci utilizzati da amici e parenti.
Eppure, è noto che il “doping” – che rappresenta l’impiego frequente di sostanze capaci di migliorare la prestazione fisica, atletica e l’aumento della massa muscolare – è pericolosissimo.
Infatti, nel doping vengono utilizzate sostanze stupefacenti di ogni tipo per ottenere un effetto stimolante (cocaina, ecstasy, anfetamine, ecc…), analgesico (morfina), oppure farmaci a base di ormoni e farmaci diuretici che provocano danni gravissimi all’organismo e alla psiche con modificazioni dell’umore, sensazioni di onnipotenza e di forza smisurata – che spesso è solo illusoria – alterazioni di coscienza e, nei casi più gravi, un’organizzazione psicotica della personalità. In alcuni soggetti si osserva una vera e propria ossessione per gli allenamenti, per la palestra e per i pesi o per disciplina sportiva.
Si vive per lo sport (non sano in questi casi) e si fa di tutto per dimostrare agli altri le proprie capacità fisiche.
Il mito di Ercole diventa bisogno incessante di esibizione dei muscoli, del fisico, della prestanza, di una virilità spesso molto ridotta per l’uso eccessivo di farmaci, ormoni. Tanto fumo e pochissimo arrosto.
Difatti, basta smettere per un po di tempo per perdere tonicità muscolare e tanti risultati ottenuti con un durissimo Lavoro.
Al contrario, i muscoli e le abilità acquisite con lo sport vero, con le Arti Marziali restano per sempre con una piccolissima riduzione della massa muscolare.
Nonostante il doping sia illegale e contro ogni etica sportiva, l’uso di sostanze per migliorare le prestazioni è molto diffuso soprattutto tra le persone che praticano attività fisiche nel tempo libero. Si cercano gli anabolizzanti (steroidi anabolizzanti androgeni) come il testosterone perchè aumentano la massa e la potenza muscolare.
Naturalmente, intossicando il fegato, i reni, il cervello e tutto l’organismo con manifestazioni psicopatologiche come: insonnia, confusione mentale, crisi d’ansia, depressione, stati di alterazione psicofisica.
I diuretici sono molto utilizzati perché aiutano l’eliminazione dei fluidi favorendo la riduzione repentina del peso corporeo e per tentare di ridurre la presenza di altri farmaci nelle urine e per tentare di aggirare in questo modo i controlli medici e anti-doping.
Gli ormoni servono invece a stimolare la produzione di steroidi nel corpo e producono un effetto euforizzante che a lungo andare provoca una sensazione di euforia che va ad interferire con il principio di percezione della realtà interiore ed esteriore. Alcuni atleti arrivano a farsi iniettare le stesse sostanze usate per far ingrassare i vitelli pur di ottenere un fisico possente.
I danni possono essere notevoli sia da un punto di vista fisico che psicologico e difatti quando arrivano in psicoterapia questi soggetti vivono profondi stati di angoscia, ansia, depressione, alterazioni della sfera corporea, del cibo, del sonno, della sessualità, della vita sociale oltre a mostrare “i muscoli” in ogni situazione rivelandosi arroganti, presuntuosi, bulli, aggressivi.
L’aggressività difatti aumenta e vi sono modificazioni del tono della voce oltre ad una facile irritabilità.
Gli anabolizzanti (steroidi anabolizzanti androgeni), possono comportare danni alla sfera psichica, ma soprattutto al fegato, all’epidermide, all’apparato cardiovascolare e all’apparato endocrino. Inoltre, l’uso prolungato favorisce l’insorgenza di tumori e di disturbi psichici. Negli uomini gli steroidi possono provocare una diminuzione dei testicoli e la riduzione della produzione di sperma; mentre nelle donne può verificarsi una mascolinizzazione: riduzione del seno e perdita delle mestruazioni.
L’uso di diuretici per raggiungere una riduzione repentina di peso corporeo può comportare gravi danni e squilibri all’organismo, forme anoressiche e bulimiche difficili da trattare che devastano per sempre l’organismo e la personalità dei soggetti.
Gli ormoni peptidici possono creare gravi effetti collaterali come: allergie, diabete, acromegalia (grave malattia che negli adulti si manifesta con la crescita delle ossa e negli adolescenti con il gigantismo).
L’ansia sempre presente è caratterizzata da uno stato di allarme generale, spesso, accompagnato da una sensazione di paura immotivata e non correlata ad alcun evento cosciente. I segni dell’ansia sono facilmente riconoscibili poiché hanno vari effetti somatici dovuti ad un’iperattività del sistema nervoso e muscolare.
La depressione è caratterizzata da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi in grado di compromettere seriamente la vita di una persona, nonché le sue abilità psicologiche e sociali.
La depressione non è quindi, come spesso ritenuto, un semplice abbassamento dell’umore, ma una patologia che altera anche in maniera consistente il modo in cui una persona vive, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno. In alcuni casi, la depressione è associata ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista e quasi sempre si accompagna a deficit dell’attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica.
Essa può assumere la forma di un singolo episodio transitorio (si parlerà quindi di episodio depressivo) oppure di un vero e proprio disturbo (si parlerà quindi di disturbo depressivo). L’episodio o il disturbo depressivo sono a loro volta caratterizzati da una maggiore o minore gravità.
Nella psicologia dello sport, per poter indagare le capacità psicofisiche di gioco e di socializzazione, oltre che il reale livello aggiunto dall’atleta, è necessario comprendere le caratteristiche del comportamento ludico-sportivo espresso con se stessi e con gli altri atleti che deve considerare a nostro parere cinque fasi essenziali:
– la quantità di tempo speso per gli allenamenti;
– il apporto instaurato con gli altri atleti;
– il grado di interazione;
– la qualità dell’interazione;
– il significato attribuito alla competizione-gara.
Le ricerche di Hartup (1983) sull’uso del tempo libero hanno rilevato la tendenza a trascorrere più tempo di gioco con gli amici che con gli altri coetanei.
Tale comportamento, nel nostro caso, non è da considerarsi sempre valido per la costante ricerca di nuove relazioni e di continue conferme del proprio essere, ma va sottolineato che in un clima di amicizia e di cooperazione il livello degli atleti tende a crescere.
Inoltre, molti bambini-ragazzi abbandonano uno sport se non riescono a trovarsi a loro agio. E’ quindi compito dell’istruttore creare il giusto clima di socializzazione.
Ciò è necessario per incoraggiare l’inserimento del soggetto all’interno di un gruppo che si riorganizza continuamente per l’arrivo di nuovi atleti.
La presenza in palestra di soggetti appartenenti all’altro sesso porta il soggetto a definire e sviluppare strategie di confronto capaci di rispondere alle pulsioni sessuali di cui il gioco rappresenta lo strumento di realizzazione reale o simbolico primario.
Fare sport, a qualunque età, non solo significa possibilità di gioco e di gestione del tempo libero, ma promuove alte probabilità di raggiungere una buona forma fisica.
Ogni sport, naturalmente, possiede delle caratteristiche che l’atleta confronta con le proprie attitudini e che definisce norme ideali che non sono dissimili dai giochi sociali. Le regole di uno sport divengono con il tempo uno stile di vita, un punto di riferimento più o meno forte, cui adattarsi.
Ciò comporta un periodo di incontro-adattamento seguito da una fase di stabilità-sicurezza fisica e psicologia dettata dall’addestramento che produce autostima psicofisico-sportiva.
Nella valutazione generale è importante considerare:
– il motivo della scelta sportiva;
– l’influenza dei genitori nella scelta;
– le aspettative rispetto allo sport;
– il livello di socializzazione aggiunto;
– a che livello viene praticato lo sport;
– se l’atleta subisce spesso incidenti;
– se rende di più in allenamento o in gara;
– gli sport praticati;
– gli impegni sociali e familiari;
– i vissuti personali;
– valutazione psicomotoria e neurofisiologica;
– autovalutazione;
– altro.
L’individuazione delle difficoltà che impediscono lo sport, inteso in questo caso come interazione, e l’accesso in un gruppo sociale, permette l’esame di precise e soggettive sfere di sofferenza nei soggetti di tutte le età. Il terreno di gioco, la palestra, in questo caso, diviene il palcoscenico ideale sul quale ognuno interpreta la propria parte che scaturisce da un copione, la personalità, che si è costruita nell’arco di tutta la vita.
La ringraziamo e le porgiamo i nostri più sinceri saluti.
Clicca sul link qui sotto per leggere un mio articolo precedente:
Ansia, depressione, disturbi alimentari…quando stomaco e corpo somatizzano







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