Proteina Spike, sorvegliata speciale!

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Cos’è una mutazione?
La mutazione è un cambiamento nella successione o nel numero delle basi di un gene.
Essa può verificarsi in qualsiasi cellula.
E quando si verifica nei gameti, entra a far parte del patrimonio ereditario dell’individuo trasmettendosi da una degenerazione all’altra.
Le mutazioni si dividono in geniche (puntiformi) quando interessano la struttura di un gene e cromosomiche se interessano tratti di cromosoma.
Queste ultime possono anche alterare il numero dei cromosomi (mutazioni genomiche).
In questi giorni si sente parlare della mutazione del Sars-Cov2 nota come variante inglese identificata come VUI-202012/01 della proteina Spike isolata nel Regno Unito.
Di cosa si tratta?
Prima di rispondere a tale quesito è opportuno fare una breve presentazione della proteina Spike che è la chiave di lettura che il virus adopera per entrare nella cellula ospite.
Per poter debellare questo nemico invisibile è necessario conoscere la struttura tridimensionale cioè la forma delle proteine virali a cui si deve l’infezione e la replicazione virale.
Si passa, in seguito, alla sintesi di vari composti chimici che ne bloccano la funzione interrompendo il ciclo vitale del virus.
La proteina Spike, quindi, si è rivelata una delle proteine più interessanti.
Si trova sulla superficie virale ed ha la forma di una corona.
Possiede due regioni: la S1 deputata a legarsi alle cellule bersaglio tramite il recettore ACE2 ed una regione S2 che permette al virus di penetrare nella cellula.
La proteina è composta da 1200 aminoacidi e il nostro organismo produce tanti anticorpi contro diverse parti di questa proteina.
Quindi basterebbe trovare una molecola in grado di impedire l’interazione tra la proteina Spike e il recettore ACE2 per arrestare questa pandemia.
Finora le mutazioni che hanno coinvolto la proteina sono state all’incirca 4000.
La variante inglese fa paura perché ha circa 20 mutazioni, perché colpisce la parte (N501Y) della proteina Spike, perché sta sostituendo gli altri ceppi del virus e perché il ceppo mutato può diffondere facilmente.
Le mutazioni della proteina Spike potrebbero teoricamente avere delle conseguenze sulla capacità dei virus di infettare gli esseri umani, sulla sua contagiosità, sul suo comportamento come antigene nel provocare la risposta immunitaria difensiva.
Le mutazioni che alterano la proteina Spike potrebbero teoricamente influenzare alcuni test diagnostici oltre che avere un potenziale impatto sull’efficacia dei vaccini.
La maggior parte delle mutazioni hanno prodotto un difetto svantaggioso per il virus che, quindi, muore.
Potrebbe capitare che il virus tragga un vantaggio da una mutazione.
Ma la variante britannica potrebbe avere una conseguenza sull’efficacia del vaccino antiCovid- 19?
Esistono due tipologie di vaccini:
  1. Vaccini ad mRna (i vaccini di Pfizer, Moderna, AstraZeneca) che producono anticorpi neutralizzanti contro la proteina Spike;
  2. Vaccini cinesi, a base di virus inattivati, vaccini ad ampio spettro poiché viene inoculato il virus completo.
Quindi potrebbe verificarsi che altre proteine si propongano come attivatori del sistema immunitario, generando anticorpi, linfociti.
Come funzionano i vaccini che arriveranno in Italia?
Inviano un codice di lettere nelle cellule inducendo l’espressione di una proteina spike che viene riconosciuta dal sistema immunitario.
Se la variante britannica dovesse minacciare l’efficacia dei vaccini ad mRna cosa si potrebbe fare?
Esiste la possibilità di di intervenire sul vaccino già studiato, modificare il codice e produrre dosi in grado di rispondere a nuove varianti.
Il professore Giovanni Galli sostiene che in futuro esiste la possibilità che il vaccino vada aggiornato se il virus dovesse modificare sensibilmente.
La possibilità di mutazioni che sovvertono la struttura di una proteina o ne alterano il funzionamento derivano da una modifica della struttura di uno o più geni.
Certamente sono state attribuite e si attribuiscono alla spinta evolutiva.
La complicazione della struttura degli organismi viventi corrisponde ad una complicazione delle loro strutture generiche.
Organismi particolarmente mutati possono meglio adattarsi alla variabilità ambientale e quindi fornire il presupposto della selezione naturale.

Piera Messinese

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Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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