Pellizza da Volpedo (parte terza)

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Pellizza da Volpedo (parte terza)

“Panni al sole”

olio su tela, cm 87×131

Collezione privata

Dopo la famosa opera “Quarto stato” (ne ho parlato precedentemente), che associa divisionismo e critica sociale, Pellizza sperimentava di nuovo le infinite potenzialità di questa tecnica dipingendo “Panni al sole”.

La tecnica divisionista è ottenuta attraverso l’applicazione sulla tela di piccoli tocchi di colore puro, non mescolato, in modo tale che lo spettatore debba stare a una certa distanza per comprenderla completamente.

Come questa tela, che è una delle poche opere divisioniste ad aver retto il confronto con gli impressionisti.

“PANNI AL SOLE”

La scena ci emoziona, come se assistessimo realmente alla nascita di un nuovo giorno con il sole che sorge.

Realizzato nel prato che fiancheggia la sua casa-studio, “Panni al sole” costituisce uno dei più affascinanti capolavori del nostro Ottocento.

Ed è intuibile soprattutto dalla solarità della luce chiara e limpida, dalla geometria dei tronchi d’albero che graduano la profondità del campo visivo e dalle lenzuola stese che generano larghe zone d’ombra sul lungo viale.

La scelta cromatica dimostra che Pellizza cercava di appropriarsi della tavolozza distribuendo in ogni parte il colore attraverso punti e linee.

Si tratta di un’opera estremamente accurata e pura che associata alla scelta di operare nel rispetto delle diverse condizioni di luce e colore impongono tempi di esecuzione molto lunghi.

Proprio questa purezza, piena di incanto e grazia, è l’arte di Pellizza da Volpedo.

CONCLUDENDO:

Il dipinto è un inno alla gioia e l’artista piemontese, nella sua ricerca pittorica, cita e traduce un linguaggio decisamente novecentista, imitando, in alcuni tratti, il miglior Seurat. (Nella foto).

Bruno Vergani

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