“Nope” l’horror di Jordan Peele

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Nope è il terzo film da regista per Jordan Peele, che dopo Scappa e Noi ci introduce ad un nuovo concetto di Horror.

Il film è in sala distribuito da Universal Pictures. Nel cast Daniel Kaluuya, Keke Palmer, Steven Yeun, Brandon Perea e Michael Wincott.

‎La pellicola è divisa in cinque capitoli: “Ghost”, “Clover”, “Gordy”, “Lucky” e “Jean Jacket”. ‎
‎Nel 1998, sul palco della sitcom Gordy’s Home, l’attore animale scimpanzé titolare attacca e mutila i suoi co-protagonisti umani dopo lo scoppio  di un palloncino. L’attore bambino Ricky “Jupe” Park si nasconde sotto un tavolo e reta traumatizzato. Lo scimpanzé trova Jupe e allunga la mano per un pugno, prima di essere ucciso dalle autorità.‎

Otis Haywood Sr. addestra e gestisce cavalli per produzioni cinematografiche quando viene ucciso da qualcosa che cade inspiegabilmente dal cielo. iIsuoi figli Otis Jr. (“OJ”) e Emerald (“Em”) ereditano il ranch. OJ cerca di mantenere a galla l’attività di suo padre, mentre Em cerca fama e fortuna a Hollywood.

‎Sei mesi dopo, durante le riprese di uno spot con l’importante direttore della fotografia Antlers Holst, un cavallo reagisce violentemente quando la troupe lo spaventa, e gli Haywood vengono licenziati dal progetto. I problemi finanziari del ranch hanno costretto OJ a vendere cavalli a un piccolo parco a tema che sfrutta la storia del massacro di Gordy’s Home. Quella notte, gli Haywood notano dell’ elettricità fluttuare nell’aria . Scoprono che un oggetto volante non identificato (UFO) a forma di disco volante ha risucchiato i loro cavalli, In cerca di ricchezza e fama, i fratelli decidono di documentare le prove dell’esistenza dell’UFO e di installare telecamere di sorveglianza. Angel nota una nuvola vicina che non si muove mai. Ne deducono che è il nascondiglio dell’UFO.‎

“Cos’è un cattivo miracolo?”

Fin qui possiamo giungere a raccontare la trama della pellicola di Peele, ma non oltre. Perchè quello che parte come una sorta di film fantascientifico con venature horror e un pizzico di dramma familiare, nasconde ben altro.

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Nope viaggia su quattro binari: un mix di generi , l’aspetto emotivo, la riflessione politica. Parlando di genere, Nope intreccia varie influenze e suggestioni.

La minaccia extraterrestre  rimanda a riferimenti sci-fi, che Jordan Peele però rielabora e deturpa. Fantascienza contaminata da horror la si potrebbe definire. La paura si veste di mistero e ambiguità anche ( e soprattutto) grazie ad effetti visivi e sonori protagonisti assoluti dello schermo.

Il pericolo viene immaginato più che visto, ‘ascoltato’ più che osservato direttamente, spesso annunciato da suoni striduli che richiamano alla mente La guerra dei mondi di Spielberg (uno dei film la cui impronta è più evidente in questa pellicola di Peele).

Ciò che non vediamo fa più paura. Una vecchia regola che funziona sempre.

Una terza fonte di influenze (fino a questo momento rimasta in ombra nel cinema di Peele e che ora emerge) è  il western. C’è western  nello spettacolo messo in piedi da Jupe e nel duello  finale con il nemico alieno. Solo che qui non c’è il bianco mito del west a farla da padrone (John Wayne): qui sono tutti o quasi minoranze.

Ma d’altronde appropriarsi di modalità narrative (western, horror, sci-fi) generalmente precluse alle ‘minoranze’ è da sempre sottotesto di Peele e del suo fare Cinema e lo aveva già mostrato con il dramma razziale Scappa Get Out e anche con l’horror a tinte forti di NOi.

Qui è lo sfondo politico di Nope.

Accanto, ma non meno importante, lo strato personale e familiare. Padri scomparsi, fratelli che devono ricostruire un rapporto, traumi infantili. Daniel Kaluuya e Keke Palmer incarnano (con risultati a volte non totalmente convincenti) la disgregazione familiare e la difficoltà di comunicazione.

Il nucleo centrale del Film, che dà unicità poi al tutto, resta comunque un’ironica riflessione su spettacolo,  reality, show televisivi e su quanto il loro fascino abbia potere su di noi. Sacrificando forse l’Horror che è quello che più ci aspettavamo (e desideravamo) da Peele.

The show must go on?

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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