Non voglio morire “precario”

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Non voglio morire precario“…

Frase che risuona ormai in ogni ambito lavorativo, che sia industriale o terziario, ma che si fa sempre più forte tra le aule delle nostre scuole.
Orde di docenti, malinconici, arrabbiati, stanchi abitano le aule scolastiche con un pensiero fisso: e ora?
E nuovi futuri docenti sono sempre più scoraggiati nell’intraprendere questo meraviglioso mestiere, che è una missione.
E ora?

Una domanda che racchiude l’analisi perfetta di un periodo storico che vede l’attuale Governo vacillare sulla scuola.

Con il DPCM del 4 Agosto 2023, si sancisce la strutturazione di percorsi abilitanti con costi esosi che sostituiscono la Siss, 30,36,60, che non sono numeri a lotto ma i crediti necessari.

Sessanta crediti per i nuovi docenti, trentasei per chi è già in possesso dei ventiquattro CFU, 30 per docenti di ruolo che vogliono abilitarsi su altra classe di concorso.
I costi, le cifre fissate dagli accrediti già chiusi in seno alle università sono di circa 2500 euro, il tutto tra malumori che il mondo universitario ha sollevato, i costi palesemente confliggono sul diritto allo studio per le categorie non abbienti ed inoltre lo svolgimento dei corsi in presenza, renderà impossibile ai docenti con incarico su messa a disposizione o annuale di poter svolgere contemporaneamente abilitazione e lavoro.

Non c’è solo questo, il mondo della docenza è in subbuglio, i vecchi idonei alle graduatorie dei precedenti anni 2020,2022, i concorsi stem, lo straordinario bis del 2022 reclamano gli scorrimenti ed inoltre la possibilità seppur le classi di concorso siano con pochi posti di poter essere iscritti in sovrannumero . Per non parlare di alcune classi di concorso con posti zero.

In tutto questo i sindacati UIL , Anief, CGIL, Noi scuola, reclamano il doppio canale sul quale l’ onorevole Pittoni temporeggia, facendo intendere che è necessario l’ assenso dell’ unione europea.

Gli ultra triennalisti della scuola stanno veramente rischiando,dopo anni di messe al bando come roba vecchia, posata e dimenticata da un sistema confusionario e contorto.

Lo scenario poi peggiora con il varo di un ulteriore concorso lo straordinario ter ,con bando disponibile da dicembre che promette la stabilizzazione di oltre 70.000 unità, con una quota solo del 30% per gli ultra triennalisti. I requisiti sono indefettibili ,ossia laurea più in24 CFU conseguiti prima del 31/10/2022 o i tre anni di servizio nell’ ultimo quinquennio con obbligatorietà di un anno di servizio specifico su classe di concorso ove si voglia concorrere.
I precari lamentano questa ricerca tra crediti e prove economiche di ulteriori conferme nella guida della classe e nella padronanza della materia e delle capacità educative.

I sindacati hanno avviato una stagione di scioperi, le università sono in subbuglio, molte università rimanderanno i percorsi al prossimo anno 2024/2025 altre classi di concorso come le AFAM sono completamente dimenticate da ogni protezione celeste.

Eppure nella lotta che dovrebbe essere conciliazione tra il nuovo ed il vecchio, c’è chi insiste nel dividere per imperare, invece di unire vecchio e nuovo in una crescita maieutica della scuola, che vede colleghi anziani demotivati e stanchi e non più al passo con le nuove tecnologie e d’altro canto giovani acerbi che necessitano di guida adulta.

In questo marasma deve essere prioritario trovare una quadra che apra anche alle richieste dell’opposizione e che punti efficacemente al dialogo tra le parti, ponendo un vincolo nei concorsi in entrata e affrontando l’affannosa questione della precarietà lavorativa.

Infine non censurare il corpo docenti nella legittima protesta poiché la chiave della democrazia è il dissenso.
La chiave della scuola è la democrazia.
La chiave della democrazia è la Costituzione.

SIMONA BAGNATO

Clicca sul l,ink qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Il caso Claps

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Nata e vissuta in Calabria, sono diplomata al Conservatorio in chitarra classica e laureata in Giurisprudenza. Ho scelto di abbracciare l'arte e la didattica musicale. Insegnante nei licei musicali, ho partecipato a numerose rassegne nazionali di musica classica, in alcuni casi classificandomi al primo posto. Compositrice e scrittrice, sono da sempre attivamente impegnata in difesa di diritti umani e civili. Ho militato in Amnesty International ed oggi in Arcigay sezione di “Lamezia-Catanzaro-Vibo”. Ho abbracciato con entusiasmo il progetto “SCREPmagazine” già dai suoi primi albori. Mi piace l'essenza delle cose e condividerla.

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