Non solo selfie con “chiappe al vento”

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Con Stati Generali si indica un organo consultivo in cui erano rappresentati i tre ceti sociali esistenti in Francia prima della Rivoluzione Francese del 1789.

Essi si riunivano quando incombevano sul paese pericoli davvero gravi.

Furono convocati la prima volta da Filippo IV nel 1302 e tra questa data e il 1615 furono poi riuniti numerose volte.

Dopo il 1615, ultima sessione decisa da Maria de’ Medici, non furono più convocati sino al 1789, quando Re Luigi XVI indisse le elezioni per il loro rinnovo.

Investiamo sulla bellezza – ha dichiarato il Presidente Conte alla apertura degli “Stati Generali” ieri a Villa Pamphili a Roma dove si terranno – appunto – da sabato 13 giugno a domenica 21 giugno, almeno per ora, a porte chiuse.

Come al solito anche questa idea del Premier Conte ha incontrato – a mio parere “stupidamente” – ostacoli e ironia da parte di tanti, soprattutto dalle opposizioni.

In questa Italia chiunque faccia qualche cosa, prenda una iniziativa, va incontro alle ironie di una pletora di “saccenti” che nelle stesse condizioni non credo siano in grado di far meglio.

Mentre Conte fa la passerella fra leader inutili e chef, io sono al Sud a lavorare…” afferma Salvini noncurante dei dati dei sondaggi che danno in forte calo la sua credibilità!

Personalmente sono stufo di ascoltare TV, social, interviste simili più ad una lite al bar su un rigore non concesso che al dibattito fra  “gente seria” che – di fatto – ha in mano il futuro di questa Italia.

E proprio per “non scendere al loro stesso – inutile – livello” vorrei raccontare la mia opinione vestendo “panni ancor più umili” i panni di una “massaia d’altri tempi”, quelle donne sagge, lavoratrici, silenziose, bravissime a far quadrare i conti senza far mancare nulla a nessuno, incredibilmente logiche, essenziali ed operative.

Non farò quindi riferimento a opinioni e nomi di “grandi esperti”, non voglio citare numeri, statistiche e fonti né tanto meno agitare la rabbia per quello che oggi dicono di voler fare gli stessi che negli anni passati non hanno fatto nulle se non disastri peggiori.

Vorrei provare a fare un ragionamento di semplice buonsenso.

Partirei proprio “dalle nostre bellezze”… l’Italia è una specie di “miniera” di bellezza piccola, grande spesso immensa ed ineguagliabile.

Meno male che ce ne siamo accorti. Ce ne siamo accorti… sì?

Ora mi chiedo, mi continuerò a chiedere e vi chiedo perchè degli imbecilli imbrattano con vernici e scritte sgrammaticate pezzi di colonne, di muri romani, di marmi,…ecc?

Quindi se dobbiamo ripartire dalla bellezza, occorre far capire che la “bellezza italiana è – direi – sacra”!

In tutta Italia si entra, si cammina, ci si siede, … come si fa in una Chiesa e non abbandonando quintali di bottiglie di birra sulla scalinata di Trinità dei Monti oppure nelle aree verdi attorno al Colosseo.

Quindi prima di ripartire dalla bellezza, occorre tarare una intensa operazione educativa mirata a far comprendere che prima di valorizzarla, la bellezza si rispetta e… guai a non farlo!

Poi.

Chi scrive ha partecipato se non fatto parte, negli anni passati, di varie iniziative e comitati ai quali sedevano nomi illustri e illustri università.

Devo dire con grande delusione che al di là di compilare grossi “papielli” giustificativi delle ore impiegate dalle risorse coinvolte nei vari progetti in questa o quella attività, di benefici strutturali per i territori sui quali si spendevano tutti quei milioni di euro, ne ho visti pochi e ne sono rimasti ben pochi.

Sempre per tornare alla bellezza, chi scrive propose di dotare chiese e monumenti di una piccola città del Sud che stava per diventare Capitale Europea della Cultura, di un “sistemino semplice semplice” tale per cui il turista che passava accanto proprio a quel monumento, riceveva una notifica che lo avvisava, gli raccontava veloce veloce che cosa quel monumento fosse e lo invitava ad entrare.

Se il turista accettava l’invito, entrando pagava un biglietto di pochi euro “in automatico” già con quella stessa App del suo cellulare che poi gli faceva pure da Cicerone…

A me pare banale ma immaginate “questo sistemino semplice semplice” esteso a tappeto su tutte e dico tutte le bellezze storiche ed artistiche italiane?

Senza contare, per esempio, i contributi delle attività economiche circostanti quel monumento poiché la stessa App avrebbe detto al turista…”quando esci dalla Chiesa, se hai fame, 50 metri a destra potrai gustare succulenti panini col famoso pane di Matera e salumi lucani”…

Nulla di tutto questo è stato fatto e se Matera fosse diventata un laboratorio in tal senso, gli Enti che gestiscono i nostri Beni Culturali avrebbero – e ripeto davvero in automatico – incassi spaventosi ogni ora del giorno ogni giorno dell’anno.

E non voglio dilungarmi su tutto ciò che in termini di “realtà virtuale aumentata” si potrebbe realizzare per mostrare, ad esempio, come si viveva proprio in quella casa di Pompei… oltre ad utilizzare (finalmente a tappeto) il monitoraggio satellitare per svelare qualsiasi piccolo cedimento e intervenire in tempo prima che un crollo ci porti via un pezzo di bellezza (nella foto il crollo della Schola Armaturarum a Pompei)!

E dalla bellezza passiamo alla Sanità…ma solo per esempio dato che su scuola, infrastrutture pesanti, imprenditoria, ecc potremmo passare un bel po’ di tempo, roba da rendere permanenti gli Stati Generali ben oltre il 21 giugno.

La Sanità italiana è un costo per i cittadini.

La Sanità non produce ma spende.

Quindi se da 10 passo a 100 rianimazioni, “vuoto per pieno” moltiplico per 10 i vecchi costi (sempre ragionando alla “vecchia saggia massaia”).

Tralasciando l’enorme idiozia della regionalizzazione della Sanità poiché, regola banale dei fondamentali di marketing, se fosse un unico soggetto – lo Stato centrale – a contrattare (per esempio) sul prezzo delle siringhe per tutti gli ospedali italiani, le stesse siringhe costerebbero un decimo di quanto oggi le paga la più efficiente fra le attuali Sanità regionali.

Regola davvero “terra terra”.

E non voglio nemmeno tentare di capire come mai l’Ospedale San Carlo di Potenza ha completamente chiuso i battenti in “epoca Covid”… forse per “rimpastare” primari, capi e capetti in maniera più aderente alle nuove tendenze politiche della Regione?

Ma se la Sanità è un costo, allora non produce reddito e vuol dire che sono le tasse a mantenerla. E come lei la Scuola, i servizi agli anziani,…

E vuol dire anche che se prendiamo soldi in prestito dalla UE per le nuovo assunzioni di medici ed infermieri, quelli sono soldi che poi dobbiamo restituire per onorare appunto i debiti contratti.

Ciò può avvenire solo partendo dal principio che le tasse devono pagarle tutti tutti tutti.

Ed ecco un altro aspetto banalmente fondamentale.

Se vogliamo mantenere questa “grande Sanità anche nel post-Covid”, occorre ottimizzarne i costi, occorre preoccuparsi di restituire i soldi presi in prestito, occorre pagare RIPETO tutti tutti tutti le tasse.

E quindi, anche qui, prima di ripartire, occorre tarare una intensa operazione educativa mirata a far comprendere che la Sanità Pubblica – fra i tanti – è un grande valore nazionale, non deve essere politicizzata e che se deve salvare la vita ai nostri cari e magari a noi stessi, occorre pagare le tasse e… guai (ma guai davvero) a non farlo!

Aggiungerei anche un pizzico di furbizia.

Se tutti devono pagare le tasse, forse sarebbe obiettivo più facile da raggiungere abbassandole perchè mi pare ovvio che se la Fca-Chrysler, la capogruppo della Fca Italy, ha sede legale nei Paesi Bassi e sede fiscale a Londra, nel Regno Unito, ci sarà un motivo?

E allora dai Paesi Bassi al Sud Italia, perché non “facciamo un banale copia ed incolla” delle leggi e norme fiscali di quei Paesi (peraltro UE) per esempio creando in alcune Regione italiane, meglio se del Sud (che tutti dicono di voler rilanciare) “aree a fiscalità simile o magari di un pelino più vantaggiose”?

Altro che Paesi Bassi che hanno pure l’arroganza di farci da professori…

E in questo modo tante aziende italiane rientrerebbero, molte aziende straniere utilizzerebbero questa possibilità e, di conseguenza, avrebbe senso l’alta velocità Salerno-Potenza-Bari e altre infrastrutture pesanti annesse e connesse.

Ma poche o tante che siano, le tasse si pagano anche per evitare che i sussidi (cosa alla quale io personalmente sono contrario) per coloro che dovrebbero essere i più poveri alla fine finiscano nelle tasche di chi povero non è perché evade.

Evadere…già. Altro concetto superabile col “bilancio famigliare” e non con 730, 740, UNICO, … ecc…

Il bilancio, un documento in cui inserire tutte, ma proprio tutte le spese sostenute, ivi comprese quelle per bollette, vitto e alloggio,.. ecc… insomma tutte le uscite dell’azienda famiglia, fra passivo e attivo.

Troppo? Troppo innovativo?

No! Per niente anche perché se si prendono soldi a debito – ripeto – occorre preoccuparsi per tempo sul come restituirli, a meno che non si intenda cedere “pezzi di italica bellezza” ai franco-tedeschi!

Già perchè qui a furia di litigi, tweet e ospitate in sedicenti dibattiti TV di presunti leader, alla fine una azienducola franco-indiana acquista “l’acciaio italiano” e poi quando gli gira, lo distrugge!

Per non parlare dello “spazio italiano”, dell’aeronautica,… ecc in mano ai francesi di Thales o a WindTre di proprietà di CK Hutchison Holdings Limitednon meglio definito conglomerato multinazionale” registrato presso le isole Cayman e con sede a Hong Kong.

Adesso mi fermo qui perché onestamente non voglio manco svelare tutte le idee che da tempo mi frullano in testa dopo tante esperienze avute nella scuola, nella formazione, università, ricerca, turismo, spettacolo, infrastrutture, alta tecnologia.

Spero solo di non dover andare di nuovo al ViBook di Vibo Valenza e di perdermi per strada perché il navigatore della mia auto “non mi dà più indicazioni” dato che in quelle zone della Calabria la rete a volte ci sta molte altre volte no!

Questo è intollerabile specie quando abbiamo scoperto che si può fare anche la FAD con una rete bella veloce e capillare e non solo postare selfie magari con “chiappe varie al vento”!

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