Non esco mai senza…

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Prima di uscire, il primo oggetto che ci assicuriamo di portare con noi, è il telefono. Certamente, adesso lo possiamo fare ma in passato era praticamente impossibile.

Ma come è nato e si è trasformato negli anni il telefono?

La parola telefono deriva da due parole greche: «lontano» e «suono».

È infatti un sistema di trasmissione a distanza del suono che mette in comunicazione due utenti, permettendo a entrambi sia di parlare sia di ascoltare.

I primi tentativi che portarono all’invenzione del telefono erano basati sul trasporto del suono attraverso l’aria.

L’invenzione del telefono elettrico è ufficialmente attribuita ad Antonio Meucci nel 1871, il quale si basò sulle ricerche di Basilio Catania. 

Fu Innocenzo Manzetti che riuscì a realizzare un apparecchio elettrico in grado di comunicare a distanza, basandosi sull’induzione elettromagnetica.

Ma la prima invenzione del telefono venne attribuita all’americano Bell.

Solamente nel 2002 il Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto la paternità del telefono ad Antonio Meucci.

Il telefono è un dispositivo che, attraverso un microfono e un ricevitore, permette a chi lo utilizza di parlare e di ascoltare a distanza chi utilizza un dispositivo analogo.

Esso è in grado di trasformare vibrazioni acustiche in impulsi elettrici e convertili in suoni.

Oggi utilizzando la tastiera, in passato un disco selettore, è possibile comporre un codice numerico corrispondente alla persona con cui si vuol dialogare.

Attraverso di esso oggi si può anche navigare su internet.

Si distinguono tre tipi principali di telefoni, in base al loro funzionamento: meccanico; elettrico; ottico. Inoltre, può essere fisso e mobile; cellulare o satellitare.

Sul telefono meccanico possiamo dire che, trasmettendo il suono “facendo vibrare del materiale“, è in grado di far ricevere il suono così trasmesso ad una stazione ricevente. Il telefono meccanico è il primo tipo di telefono realizzato.

Il suo utilizzo venne superato dal telefono elettrico.

Il primo esempio di telefono meccanico fu realizzato da Robert Hooke nel 1667. 

Il telefono elettrico trasmette il suono in onde elettromagnetiche a radiofrequenza. 

Due sono i tipi principali di telefoni elettrici: il primo tipo è quello in cui il segnale elettrico viene trasmesso agli altri apparecchi telefonici ricetrasmittenti mediante un cavo telefonico; il secondo tipo è il radiotelefono che usa onde elettromagnetiche e non richiede la connessione elettrica tra i dispositivi in comunicazione.

Il radiotelefono è un telefono elettrico che trasmette il suono sotto forma di onde radio.

Il telefono ottico è un telefono che trasmette il suono sotto forma di luce infrarossa o ultravioletta. Il primo telefono ottico, fu realizzato da Alexander Graham Bell nel 1980.

Oggi la fibra ottica è ampiamente utilizzata nelle moderne reti telefoniche sempre più ad ampia estensione.

Il telefono fisso è un telefono che deve essere installato in un luogo fisico e collegato all’impianto telefonico con cavo, detto doppino perchè costituito da due fili.

Un unico cavo telefonico fornisce sia il segnale voce e Internet sia l’alimentazione elettrica del telefono. I moderni telefoni fissi sono costituiti da due blocchi: la parte hardware da appoggiare su un ripiano o appendere alla parete, detta base; un altro blocco destinato ad essere tenuto in mano, detto microtelefono o più comunemente cornetta.

Nel microtelefono sono presenti sia microfono che altoparlante. Una volta era presente sulla base una tastiera numerica, necessaria alla selezione del numero telefonico. Oggi la tastiera numerica può essere anche sulla cornetta stessa.  Un telefono fisso può essere sia con filo che senza filo. Comunque non sono molto diffusi i telefoni fissi appartenenti ad entrambi i tipi.

Nel telefono senza filo detto cordless, i due blocchi sono collegati via radio.

La comunicazione tra la base e il microtelefono del telefono senza filo avviene mediante onde radio: sono presenti quindi radiotrasmettitore e radioricevitore.

Così strutturato il telefono senza filo offre la mobilità tipica di un telefono mobile, ma questa mobilità normalmente è limitata a poche centinaia di metri, la portata tipica dei due radiotrasmettitori presenti nel telefono senza filo ed è alimentato con batterie ricaricabili. Solitamente la base cordless è collegata sia al cavo telefonico che alla rete elettrica.

Il telefono mobile non richiede l’installazione in un luogo fisso, si collega a una rete telefonica mobile in grado di servire aree geografiche molto ampie e la comunicazione avviene attraverso onde radio.

I telefoni mobili possono essere di tipo veicolare o trasportabile.

Il telefono veicolare era installato principalmente neii mezzi di trasporto. Era costituito da due blocchi, come un telefono fisso, collegati mediante cavo telefonico. Il telefono veicolare era alimentato dalla batteria elettrica del mezzo perciò l’utente telefonico poteva telefonare solo dal veicolo. I telefoni veicolari sono stati sostituiti con radio o computer di bordo in connessione Bluetooth.

Il telefono trasportabile poteva essere trasportato da una sola persona e avevano le dimensioni di una valigia di media grandezza.

Il telefono portatile rappresenta una svolta perché l’utente telefonico mobile dispone di un telefono mobile poco ingombrante e quindi in grado di offrire la praticità desiderata.

Il primo telefono portatile disponibile in commercio fu il Motorola del 1983.

È con il telefono palmare che si ha l’esplosione commerciale perché, grazie alle sue dimensioni estremamente ridotte, esso è in grado di offrire grande praticità di utilizzo e di trasporto.

I primi modelli di telefoni palmari erano esosi mentre oggi ne esistono di tutti i prezzi. Lo smartphone è un telefono palmare che integra molte applicazioni quali ad esempio una fotocamera, un’assistenza digitale e molte altre ancora.

Il satellitare è un telefono che trasmette e riceve il segnale elettromagnetico da una stazione radiotelefonica satellitare. Non è molto utilizzato anche se in alcune zone il telefono satellitare rappresenta l’unica soluzione per chi ha necessità di utilizzare la rete telefonica.

Le linee telefoniche fisse sono composte da cavi in rame che formano un circuito.

Ogni doppino di rame viene collegato a una scatola o box, che può essere su palo o fissata a muro. Dalla scatola parte un vero e proprio cavo per connettere l’armadio alla più vicina centrale telefonica. Una linea telefonica è una specifica connessione tra l’utente e la centrale telefonica locale. I circuiti che permettono le connessioni tra gli armadi e le centrali, e tra le varie centrali possono essere analogici o digitali, su rame, ponte radio o fibra ottica.

Per iniziare una chiamata locale è generalmente sufficiente comporre il numero, preceduto da un prefisso telefonico dell’area locale. Se si vuole effettuare una chiamata internazionale è necessario comporre il prefisso “00”, seguito dal prefisso del paese di destinazione e dal prefisso della zona e dal numero telefonico.

Il sistema mobile moderno è caratterizzato da una struttura basata sull’uso di celle. Da qui la derivazione rete cellulare. La telefonia cellulare utilizza le celle poiché le frequenze radio sono limitate e devono essere condivise tra più utilizzatori.

La stazione radio base comunica con la rete di telefonia pubblica secondo la disponibilità di rete che può essere in fibra ottica, cablaggio in rame o attraverso ponte radio.  Quando il telefonino si allontana troppo da una stazione radio base, il sistema ricerca automaticamente una cella più vicina e la comunicazione avviene su questa.

Non possedere un telefono cellulare, connesso a rete Internet, vuol dire esser disconnessi dal mondo.

Oggi anche le notizie in tempo reale ci raggiungono attraverso cellulari ovunque siamo.

Timore più grande è che si scarichi la batteria, a meno che non si possiedono caricabatterie portatili. Da utili sono diventati per molti un modo indispensabile di comunicare anche grazie alle applicazioni scaricabili di social e messaggistica.

E’ il caso di dire che il telefonino ha reso schiavo della tecnologia l’uomo, ormai in molti casi, incapace di comunicare a quattro occhi ma velocissimo attraverso schermo e tastiera!

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Maria Luana Ferraro
Sono Maria Luana Ferraro, consulente aziendale e mi occupo anche di finanza personale. I calcoli sono il mio lavoro, le parole la mia passione. Fin da bambina, anziché bambole e pentoline, chiedevo libri, quaderni e penne. A sei anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Appassionata di letteratura italiana e straniera, il mio più grande sogno è sempre stato diventare giornalista. Sogno che, piano, si sta realizzando. Socia fondatrice della “Associazione Accademia & Eventi”, da agosto 2018 collaboro con “SCREPMagazine” curando varie rubriche ed organizzando eventi. Fare questo mi permette di dare risalto a curiosità e particolarità che spesso sfuggono. Naturalmente, in piena coerenza con ciò che è il mio modo di interpretare la vita…eccolo: “Quando la mente è libera di spaziare, i confini fisici divengono limiti sottili, impercepibili. Siamo carcerieri e carcerati di noi stessi. Noi abbiamo le chiavi delle nostre manette. La chiave è la conoscenza: più conosci, più la mente è libera da preconcetti e ottusità. Più la mente è aperta, più si ha forza e coraggio così come sicurezza. Forza, coraggio e sicurezza ti spingono a tentare l’impossibile affinché divenga possibile.”

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  1. […] By Maria Luana Ferraro – 25/10/2021 0 155223 Facebook Twitter Pinterest WhatsApp Linkedin Email Telegram Venerdi scorso, 22 ottobre, lo stilista Anton Giulio Grande è stato protagonista del red carpet del festival del cinema di Roma, in occasione della premiere del film di Carlo Verdone ‘Vita da Carlo’ presso l’Auditorium Parco della Musica. progettato da Renzo Piano, dove era presente il gotha del cinema italiano. Anton Giulio Grande ha sfilato sul red carpet accompagnato da due top model : Inna e Denisa che indossavano due superbe creazioni della sua ultima e inedita collezione di Alta Moda autunno – inverno 2021/2022. Splendide “valchirie”, look da guerriere amazzoni, create per l’occasione in esclusiva dal maestro dell’hair e del make up Paolo di Pofi, che traevano ispirazione come dichiara Grande agli anni ’70 provocatori che inneggiavano alla libertà e alla rottura degli schemi, gli anni delle esclusive frequentazioni dello studio 54 di New York, frequentato da Andy Wharol e da star come David Bowie e Amanda Lear. Proprio a queste due trasgressive icone che Grande ispira i look delle sue ultime creazioni, composte da tute iper ricamate, sexy e trasparenti in pizzo nero, coperte da appariscenti mantelli in ottomano glitterato con strascico, completamente bordati di rouches di duchesse bordeaux e piume di struzzo nero, il tutto accessoriato da splendidi ed esclusivi gioielli della maison “I Gioielli della corona” tempestati di 50 carati di  diamanti purissimi  e 15 carati di smeraldi colombiani. Ovazione ed  accoglienza da star per lo stilista all’arrivo davanti l’affollato spazio riservato a cameraman e fotografi . Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente: https://screpmagazine.com/non-esco-mai-senza/ […]

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