Non abbandonare chi ti ama incondizionatamente

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È arrivata l’estate e con essa è arrivato come ogni anno il fenomeno degli abbandoni degli animali. Fenomeno dilagante ovunque, e senza che nessuno paghi.

Quando si avvicina l’estate si inizia a pensare alle vacanze, al luogo in cui dirigersi per rilassarsi dopo un anno di scuola e di lavoro, e il nostro amico a quattro zampe molto spesso è il primo a soffrire perché abbandonato al primo ostacolo.

Proprio lui che il giorno prima faceva parte di una famiglia, magari non la migliore delle famiglie,ma pur sempre qualcuno da amare, perchè si sa che i cani hanno quell’incredibile dono di perdonare.

Loro che riescono a sentire dentro quel senso di appartenenza che ormai non appartiene più all’uomo.

Ma poi arriva quel giorno dove, quella persona che lui guarda con amore e da cui si aspetta amore, decide di abbandonarlo. Oggi lo si chiama “rinuncia di proprietà”, e la differenza rispetto all’abbandono sta nel fatto che almeno viene portato in un canile, e non al suo destino spesso fatale, in una strada isolata dove nessuno potrà salvarlo.

Non sono numeri da snocciolare ogni estate, ma nomi di piccoli indifesi , emozioni, sofferenze di un essere vivente che non ha alcuna colpa. Anche per questo le associazioni animaliste raccomandano sempre che nel caso di sopraggiunte difficoltà nel gestire i propri animali domestici, è sempre bene chiedere aiuto ai volontari e alle guardie zoofile di zona, proprio per non arrivare al crudele gesto dell’abbandono in canile o, peggio, al reato dell’abbandono sul territorio, fattispecie punita dall’articolo 727 del Codice penale.

Stasera la mia famiglia è felice, domani partiremo per andare in vacanza, al mare. La mamma a tavola dice a papà che vuole restare un mese intero, non ce la fa più di casa, ufficio, mascherina e covid.Io penso che sarà bellissimo andarci tutti insiemi, già so che saranno giorni felici anche per me. Già penso allo scorso anno quando anche se per pochi giorni, siamo partiti per il mare. Ricordo i giochi coi miei fratellini, le palline rosse da riportare indietro, i tuffi in acqua e gli schizzi di tutti noi. Ma durante la notte sento papà e mamma discutere a causa mia. Mi accuccio vicino la porta della camera da letto, e cerco di capire perché urlano. Papà chiede alla mamma “dove lasciamo il cane?“.

Lei che risponde “Arrangiati è tuo, vedi tu cosa devi fare“.

Non ho dormito quella notte, al sorgere del sole, papà mi fa fare la solita passeggiata in attesa che tutti siano pronti.

Mi ha messo il collare, ma ha stretto forte, perché è nervoso?

Ma sono contento, vado al mare coi miei familiari, loro sono la mia famiglia, mi vogliono bene. Mi fa salire in macchina, mi porta in una strada che non conosco. Ho un po’ di paura, vorrei chiedere il perché siamo qui?

Mi fa scendere, ha il viso tutto tirato. Ora che fa? Mi fa una carezza e mi lega una catena pesante al collarino verde.

No proprio non capisco che sta facendo papà.

Attorciglia la catena ad un palo e va via. La macchina si allontana, va via veloce. Forse vuole giocare a nascondino, o forse no. Il sole ora riscalda troppo, ho sete mi sento debole, ora svengo.

Mi addormento e quando mi sveglio il sole è tramontato, perché papà non torna?

È arrabbiato con me perché ho graffiato il divano, o perché mi deve portare fuori per farmi fare la pipì?

Ora vedo la luna in cielo, ho pure freddo, quando torna a prendermi? Se ritorna io gli voglio ancora bene, lo perdono…

Sono stanco, ho fame, non ho bevuto né mangiato tutto il giorno, ho sonno tanto sonno. Papà verrà domani…

Angela Amendola

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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