Nina ritorna a casa

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_”Nina, dai forza, lavati prima tu, così potrai andare a letto e riposare, finalmente. Ti serve aiuto?”…

Nina sembra imbarazzata all’idea di spogliarsi davanti a me, fa cenno di no alla mia offerta di aiutarla. Prende tutto ciò di cui ha bisogno e si rifugia nella stanza da bagno.

Resto da solo a fare i conti con me stesso, a progettare come se fossi ancora un giovanotto, uno sposo che attende la sua sposa.

Quando esce dalla stanza da bagno, sembra quasi un’altra. La sua pelle ha cambiato colore e finalmente, rivedo i suoi occhi di cioccolato e vorrei stringerla forte ma devo frenarmi, non voglio farle pressioni.

Ora tocca a me prepararmi per la notte, non ci vorrà molto e francamente, non vedo l’ora di mettermi a letto.

Sono molto stanco, non è facile trascorrere tante ore seduti su una carrozza e poi, quante emozioni, la paura di non riuscire a trovarla e poi, vedersela davanti, proprio quando avevamo perso le speranze.

Abbiamo girato per la Calabria, in lungo e in largo, siamo andati per boschi e campagne. Sapevamo fin dall’inizio che non sarebbe stato facile ma, l’amore per lei, per la nostra amata brigantessa, ci ha sostenuto e ci ha dato la forza di andare avanti, nonostante tutto.

Mi infilo rapidamente a letto e la sento sussultare, le accarezzo il viso e come una bambina, si tranquillizza.

Mi addormento e sogni confusi, affollano il mio riposo, non riesco a dare un senso.

La sensazione di completezza mi basta. Quando riapro gli occhi è già l’alba e guardo il sole che risale dalle tenebre, portando luce e calore. Nina è alle mie spalle, allungo la mano per toccarla ma non la trovo, mi giro;

_”Oh mio Dio, se n’è andata! Nina non c’è!”…

Lascio velocemente il letto per correre dai miei figli, forse è lì, con loro. Che stupido che sono! Faccio il giro intorno al letto e cosa vedo?

Nina che dorme sul pavimento! Quanto deve aver sofferto, povera moglie mia, tanto da non riuscire più a dormire in un letto vero.

Noi dormivamo nei nostri letti caldi e morbidi, lei si arrangiava così, come capitava, come le bestie! L’ha fatto per noi.

Ha provato a lottare per i suoi figli, per tutti i figli di questa terra. Accovacciandomi davanti a lei, la guardo con tenerezza e non so se lasciarla continuare a dormire o svegliarla e convincerla di tornare a letto.

Anche se mi sento in colpa, decido di lasciarla dove si trova, sono certo che si riabituerà. Ci occorre tempo e pazienza.

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