Messi e il contratto milionario

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Il sudore come la fatica non sono uguali per tutti. Un giocatore di serie C non gioca e suda come Messi?

Non gioca per l’intero campionato come fanno i vari Messi e Ronaldo ? Perché questa abissale differenza quando lo sforzo e l’impegno è per tutti lo stesso? Notizia di oggi è il contratto multimilionario di Messi con il Barcellona, 500 e passa milioni di euro per 4 anni. Sì va bene, c’è un ritorno di guadagno per la squadra, ci sono gli sponsor ma il suo sudore è come quello di un ragazzo che gioca nelle serie minori. Un uomo non può essere paragonato ad un dio, come ho letto su alcuni giornali. Il guadagno di una persona sola, basterebbe a coprire i costi della vaccinazione di una nazione come la nostra. Questo sistema che ha creato l’uomo non porterà mai ad una vera giustizia economica che, si badi bene, non dovrebbe contemplare l’appiattimento del valore del singolo, ma dovrebbe valutare il reale rendimento e premiare il merito di ognuno. Non datemi del comunista a prescindere, sono sicuro che anche voi considerate questi eccessi un’ingiustizia che dovrebbe essere combattuta per portare equilibrio nell’economia dello sport, e che dovrebbe essere estesa a tutte quelle attività che con poco arricchiscono poche persone. Anche l’ambiente in cui lavoro, uffici giudiziari, andrebbe “morigerato ” dal punto di vista del guadagno, poiché le controversie civili comportano un impegno che non è equiparato alla difficoltà della causa ma al suo valore monetario. Mi spiego meglio, una causa di basso valore ma che comporta uno studio lungo e prolungato porta un rendimento tot, una causa di valore elevato che non comporta studi e sforzi particolari dona un rendimento decuplicato. Così succede per l’import export, i produttori che hanno lavorato spezzandosi la schiena per creare prodotti che il mercato poi distribuirà, vengono surclassati dai vari importatori o exportatori che ne curano solo la diffusione. Gli esempi sarebbero tantissimi sia nel mondo commerciale che in quello imprenditoriali, i famosi garanti servono a ben poco perché tutto dipende dal sistema politico economico che si abbraccia. La meritocrazia deve prevedere un riconoscimento che la evidenzi anche per fare da sprone a chi con senso di onestà si misura con gli altri. Se sei bravo non posso toglierti il merito, ma il nostro sistema di valutazione è palesemente sbilanciato poiché in parecchi casi la remunerazione del merito è esorbitante rispetto a chi svolge identico lavoro. Abbiamo avuto il nostro caro Mastropasqua che tra stipendi ed incarichi (ne aveva una cinquantina) si beccava oltre un milione di euro l’anno. E il pensionato che dopo 40 anni di lavoro, o l’impresario che ha messo in gioco i suoi capitali per creare quelle piccole grandi aziende che sono l’ossatura della nostra economia è giusto che percepiscono pensioni da fame? L’uomo comune non accetta queste contraddizioni ma non trova una soluzione adeguata: si potrebbe raggiungere un equilibrio se ci fosse una classe politica che perseguisse ideali di giustizia, soprattutto economica. Tutto perché le ideologie sono scomparse, i politici si aggrappano alle poltrone, il popolo è così diviso e non c’è soluzione a questi eccessi ma solo sconforto e pessimismo.

Rodolfo Bagnato 

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