Magritte, Mina, Garcia Lorca e l’amore a distanza

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C’è un quadro che esprime tutto il disagio del tempo che stiamo vivendo.

È Amore a distanza di René Magritte che ha consegnato ai posteri, dipinti meravigliosi, non solo per la loro bellezza, ma anche per la capacità di emozionarci.

E Amore a distanza mostra le due persone ritratte, quanto sono lontane, separate da una invisibile barriera che impedisce loro di ricongiungersi. Come capita da due anni a molte coppie.

I due innamorati del dipinto, sono in uno scenario arido, a cui si contrappone soltanto il colore rosso dell’abito di lei.

Al centro del quadro quel bacio sospeso, frustrato dalla mancanza del corpo dell’amato, di lui è presente solo la testa.

Le braccia della giovane, che è presente in tutta la figura, sono conserte perché rassegnate all’impossibilità di un pieno ricongiungimento fisico.

Eppure, in quel bacio si condensa tutto il loro amore. La testa di lei è reclinata all’indietro, le gambe sono accavallate, le mani sul ventre sono la manifestazione dell’amore che arde in loro.

Ciò che balza agli occhi è il conflitto fra il desiderio di unione tra i due, e l’impossibilità che accada.

Il sentimento diventa così prezioso per questo motivo, l’impossibilità a farlo diventare vero, concreto e reale.

Lo stesso concetto che Mina esprime nella sua meravigliosa Raso.

“Amore mio
è già da tempo che ti amo così
lontano dai tuoi occhi e dal tuo cuore
senza avvisarti mai.
Io so chi sei, che nome hai
è questo che mi basta, e non vorrei
sfiorare l’equilibrio dei pensieri
e preferisco amarti senza un vero modo
perchè io so che ci sei
anche se non ci vediamo.
Facciamo che tutto sia
un sentimento di raso
e quando ti attacchi su
ci voli via
così, senza aggrapparsi alla ringhiera di un’effimera poesia… “

Tu sei così,
frammento mio di quotidianità,
che puntualmente vivi la mia vita
che al primo freddo mi riscaldi l’aria intorno.
La notte fredda sarà
sotto un parato di stelle
la luna imbiancherà
gocce che rigano il viso
le raccoglierà
lucide e chiare
un mare senza onde è tanto grande, navigando senza vele.
Ecco è così
che riempio poche ore della vita
aprendo una finestra sulla strada
io vedo chiaro l’orizzonte che non seguir mai insieme a te.
La notte fredda sarà
sotto un parato di stelle
la luna imbiancherà
gocce che rigano il viso
le raccoglierà
lucide e chiare
un mare senza onde è tanto grande, navigando senza vele…

Quindi anche qui, amore da lontano, come il dipinto di Magritte. Il testo definisce questo sentimento di Raso per le proprietà tipiche del raso stesso, bellissimo al tatto e quindi che dona sensazioni piacevoli, allo stesso tempo si scivola via, perché su una cosa liscia, troppo liscia è difficile sostenersi.

Così lei preferisce amarlo senza un “vero” modo, un sentimento senza forma concreta, senza abbracci. Loro ci sono l’uno per l’altro.

A confortarsi ad aiutarsi e con un affetto profondo che è più importante della passione. In fondo sono davvero presenti uno nella vita dell’altro. Si amano, si confortano e si sentono vicini anche se non si vedono.

È un sentimento che travalica le normali consuetudini dell’amore ma che si trova in una posizione ambigua e quindi dona anche tante sensazioni dolorose. Solitudine, perché manca quel contatto che ti fa gioire ad esempio di un cielo stellato visto insieme, o di una luna piena all’orizzonte quando si sta abbracciati in riva al mare.

Ciononostante, continua il testo, la sua vita è piena affettivamente, ma quando per un istante la protagonista torna nella realtà, capisce che insieme non potranno avere un futuro e dunque il pensiero, desolante, le porta tristezza e lacrime che l’altro consolerà inconscio della vera ragione per la quale sono scese.

Ma ecco che alla fine del testo troviamo la presa di coscienza, che per quanto grande sia un sentimento, come il mare, anche se hai una barca in questo caso è l’amore, ma non hai le vele che rappresentano il coraggio di rischiare, o impossibilità di farlo, tu non ti muovi!

E dunque il tutto è al di sopra delle tue capacità…

Sarà capitato a tutti che, mentre siamo a letto al buio, a farci luce sono solo i nostri ricordi. Anche le immagini sfocate, di notte diventano nitide.

Sembra di toccare ancora la persona che, in realtà, se ne è andata. Le immagini della nostra mente si materializzano.

E i ricordi di un amore che è lontano, sono il tema di una bellissima poesia di Federico Garcia Lorca

Giaccio da solo nella casa silenziosa

Giaccio da solo nella casa silenziosa,
la lampada è spenta,
e stendo pian piano le mie mani
per afferrare le tue,
e lentamente spingo la mia fervente bocca
verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi
– e all’improvviso son sveglio,
ed intorno a me la fredda notte tace,
luccica nella finestra una limpida stella –
o tu, dove sono i tuoi capelli biondi,
dov’è la tua dolce bocca?
Ora bevo in ogni piacere la sofferenza
e veleno in ogni vino;
mai avrei immaginato che fosse tanto amaro
essere solo
essere solo e senza di te!

Federico Garcia Lorca

Angela Amendola

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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