Licantropia e Luna piena

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Gli indiani d’America sono i protagonisti della storia e li abbiamo visti in innumerevoli film al cinema, personaggi che si sono differenziati per le loro tradizioni e credenze tramandate da generazione in generazione.

Tra le leggende legante agli indiani ricordiamo quelle sui licantropi, gli uomini-lupi.

La definizione di lupo mannaro dovrebbe significare appunto uomo-lupo. Il termine mannaro deriva dall’inglese man, che significa uomo anche nella lingua tedesca (anche se il licantropo tedesco viene definito wehr-wulf e quello inglese were-wolf). Il vocabolo licantropo fu usato da Plinio, il quale, facendo riferimento agli Arcadi, dice che loro credevano molto nella magia, detta licantropia (dal latino lycaon, un canide simile al lupo e dal greco anthropos, che significa uomo).

Questa magia trasformava gli uomini in lupi, e dopo un certo periodo di tempo, ritornavano alla loro forma originaria.

La credenza dell’uomo lupo risale all’antichità ed è continuata nel tempo, sopravvivendo tutt’oggi in molte culture.

In Molise esistono varie testimonianze, tradizioni; quella più antica definisce lupo-mannaro colui che nasce la notte di Natale, come scrive anche Celestino Mucci nel 1853 “Chi nasce nella notte di S. Natale è definito lupo mannaro…”.

La tradizione popolare di Bonefro sostiene che “chi nasce la notte di Natale, a mezzanotte precisa, diventa lupo-mannaro”…o ancora un detto di Vinchiaturo dice “Chi nasce la notte de Natale, s’è nasce mascure Lupe menare, s’è femmena è streia”

Tradizione del Molise che va in contrasto con il vero significato del Natale, ovvero la nascita di Gesù Bambino. Ma tale notte viene considerata magica, perché possono accadere avvenimenti prodigiosi e soprannaturali.

Berengario Amorosa definisce lupo mannaro colui che a causa di un attacco epilettico grave e delirante, nelle notti, specie in quelle di marzo, esce ululando per le vie del paese, distruggendo e mordendo qualunque cosa abbia davanti.

È stato descritto da molta gente come un uomo con le sembianze di lupo, o molto somigliante ad un cane rabbioso dalla coda spelacchiata.

Ma una leggenda che continuiamo a sentir dire è che la licantropia si manifesti durante le notti di plenilunio, durante la luna piena.

Leggenda della luna piena:

In una calda notte di luglio, un lupo seduto sulla cima di un monte ululava fortissimo.

In cielo era presente un pezzetto di luna che giocava a nascondersi dietro delle soffici nuvole o, addirittura, danzava tra loro.

Gli ululati del lupo erano sempre più insistenti e disperati, tanto da disturbare la regina della notte, la Luna, che gli chiese: “Perchè urli tanto? Smettila almeno per un po’ no?”

Il lupo rispose: “Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccino della cucciolata e sono disperato. Per favore aiutami!”

Così la Luna, dopo averlo ascoltato, si gonfiò talmente tanto fino a diventare una grossa e luminosissima palla e gli disse dolcemente: “Vedi se riesci a trovarlo adesso il tuo figlioletto”.

Il piccolo lupetto fu trovato impaurito e morto di freddo, vicino ad un precipizio. Il padre balzando velocemente lo afferrò, lo strinse forte a sé e ringraziò la Luna emozionato e grato. E spari tra la vegetazione.

Per premiare la bontà della Luna, le fate dei boschi le fecero un regalo: ogni 30 giorni sarebbe potuta diventare tonda, grossa e luminosa così che tutti i cuccioli del mondo possano ammirarla estasiati.

Ecco perché i lupi, ad ogni luna piena ululano…quello è un momento di festa.

Giulia Trio

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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