Ieri pomeriggio momenti pregni di emozioni quelli vissuti sulla costa calabrese.

Dopo la suggestione di vedere la nave scuola davanti la Costa degli Dei con lo splendido scenario di Tropea e Capo Vaticano,  il viaggio dell’Amerigo Vespucci, che è considerata la nave più bella del mondo, attraverso le rotte del Tirreno, si è concluso ieri a Falerna, con la solenne celebrazione dell’ammaina bandiera.

Le luci tricolore al tramonto di agosto e l’imponenza dell’imbarcazione, hanno ricreato  uno scenario magico, poetico e suggestivo, a cui hanno assistito bagnanti, curiosi e appassionati, lungo tutto il litorale, consapevoli di aver ammirato un esempio maestoso di bellezza.

Centinaia di persone hanno salutato la nave scuola.

Striscioni, canti, selfie e foto per immortalare la preziosità di ciò che stavano vivendo.

E poi tra l’Amerigo Vespucci e Falerna c’è un legame particolare. A bordo del leggendario veliero c’è anche un falernese.
È Don Pietro Folino Gallo, cugino di mio marito, cappellano militare degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno.
La sua avventura sul veliero è iniziata nel 2017 attraverso la Campagna d’Istruzione in Canada e Nord America.
«La Messa domenicale in mare ed in particolare in Oceano Atlantico regala emozioni uniche, perché è proprio lo scenario a darti la possibilità di dialogare spiritualmente; la vastità del mare e l’immensità del cielo sopra di noi, sono lo sfondo perfetto dove predicare la parola del Signore».

E questo scenario lo ha fatto vivere diverse volte anche a me, che ho assistito alla Santa Messa in spiaggia da lui celebrata.

È con queste parole che Don Pietro Folino Gallo descrive la sua attività religiosa sulla Nave più bella del mondo.
La sua missione in mare ha lo scopo di far crescere spiritualmente i ventenni e di aiutarli durante la loro permanenza sul veliero.
Sono più che orgogliosa che la guida spirituale degli allievi dell’equipaggio sia un nostro cugino.

La nave Amerigo Vespucci fu varata il 22 febbraio 1931 nei cantieri di Castellammare di Stabia e ha formato diverse generazioni di ufficiali.
Il principale scopo della nave è infatti quello di fungere da “scuola galleggiante”. A bordo i futuri ufficiali di Marina imparano tutte le tecniche marinaresche e ogni segreto sulla navigazione.

Un’altra caratteristica del veliero è che tutti i comandi delle manovre che l’equipaggio deve eseguire, in particolare i nocchieri (gli addetti alle manovre marinaresche, come il salpaggio dell’ancora, le manovre ai paranchi, ecc.) sono dati con il fischietto, chiamato “fischietto del nostromo”.

A bordo della Nave Scuola A. Vespucci lavorano solitamente circa 270 militari. A questi nel periodo estivo si aggiungono gli Allievi dell’Accademia Navale di Livorno, circa un centinaio, oltre ad un team di supporto di una trentina di militari.

“Non chi inizia ma chi perseguita”…

Il motto della nave più bella del mondo. 

Angela Amendola

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