La vita è…un romanzo di Joel Dicker

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La vita è un romanzo di cui già si conosce la fine: il protagonista muore. La cosa più importante, in fondo, non è come va a finire, ma in che modo riempiamo le pagine. Perché la vita, come un romanzo deve essere un’avventura. E le avventure sono le vacanze della vita.

[“L’enigma della camera 622” pag 632 ultimo capoverso]

Joel Dicker

Joel Dicker, giovane brillante scrittore svizzero di successo, trascina i lettori nei meandri delle centinaia di pagine dei suoi romanzi, dove il mistero da risolvere, seppure sempre ben congegnato, è un pretesto per parlare della vita, dei sentimenti, delle passioni, delle contraddizioni, di ciò che sembra e di ciò che è, delle paure e degli errori degli imperfetti esseri umani. Che vivano nei caotici e complicati Stati Uniti o nella tranquilla Svizzera, i protagonisti sono sempre alle prese, spesso su piani temporali diversi, con il disvelamento di verità nascoste, con la dicotomia verità/menzogna…perché nulla è mai come sembra …

“quando si vuole veramente credere a qualcosa, si vede solo quello che si vuole “.

Lasciando da parte l’ormai conosciutissimo(grazie anche alla serie tv) “La verità su Harry  Quebert” parleremo dei suoi ultimi due romanzi “La scomparsa di Stephanie Mailer”(2018) e “L’enigma della camera 22” (2020).

“La scomparsa di Stephanie Mailer”

Il romanzo si snoda su due piani temporali diversi: Nel 1994 un quadruplice omicidio aveva sconvolto la cittàdina immaginaria  di Orphea, negli Hamptons: la sera dell’inaugurazione del festival teatrale, il sindaco   viene  ucciso barbaramente assieme alla moglie e al figlio di 10 anni e ad una donna   impegnata a fare jogging che passava casualmente proprio davanti casa del sindaco.Due giovani poliziotti, Jesse Rosenberg e Derek Scott, si occupano delle indagini e catturano l’assassino.

Dopo   vent’ anni, proprio nel giorno in cui Jesse Rosenberg sta per lasciare la polizia, l’incontro con la giornalista Stephanie Mailer  sconvolgerà i suoi piani per il futuro: Stephanie gli dice che, vent’anni prima, lui e il suo collega avevano arrestato la persona sbagliata.  Stephanie Mailer però scompare e non si trova  e Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l’indagine,   riesumare i propri  fantasmi e quelli della piccola cittadina Orphea .

Come nei suoi precedenti romanzi, Dicker ci racconta una storia che sta all’interno di un’altra storia; affascina il lettore con un mistero che affonda le sue radici in un altro mistero e per questo intreccia le vicissitudini di una miriade di personaggi, tutti a vario titolo implicati nella vicenda narrata. Così la Stephanie Mailer del titolo è il motore della storia che si dipana in una immaginaria cittadina americana che ha tutti i difetti del piccolo centro.

Affascinanti gli investigatori che sembrano usciti dalla penna di Friedrich Dürrenmatt: la scoperta del colpevole diventa un fatto personale, un dovere morale. Ognuno di loro ha una tormentata storia personale che diventa parte del romanzo.

L’enigma della camera 22

Contrariamente agli altri romanzi di Dicker “L’enigma della camera 22” è ambientato nella sua Svizzera, tra le montagne delle stazioni sciistiche e Ginevra con i suoi Istituti Bancari.

La storia che cominciamo a leggere è quella di uno scrittore che si chiama Joel alle prese con problemi sentimentali e con il dolore per la morte del suo editore Bernard , colui che ha creduto in lui e  nel suo  possibile successo, che decide di andare da solo in vacanza a Verbier, in un lussuoso albergo dove per caso scopre che non esiste la camera n° 222 mala 221bis. Perché? Le risposte evasive del personale e l’intromissione di una giovane donna che riconosciutolo come scrittore famoso, lo invita a scrivere un romanzo su questo mistero sono il punto di partenza della storia.

Quindici anni prima, un  fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente.
La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622  sconvolge il Palace de Verbier, la banca e tutto il mondo finanziario svizzero.
L’inchiesta della polizia non  porta alla scoperta del   colpevole, anche perchè molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno ha o sembra abbia  un alibi; e al Palace de Verbier  si affrettano a cancellare  l’accaduto  per riprendere il prima possibile la comoda normalità e riacquistare i clienti inevitabilmente persi per lo scandalo.. Come in “La scomparsa di Stephanie Mailer” il mistero del titolo alla fine non è il vero protagonista del romanzo tanto che noi lettori per circa quattrocento pagine ignoreremo cosa sia accaduto per la precisione in quella stanza e il nome della vittima.

Anche questa storia si svolge su piani temporali diversi, tre per la precisione dominati da due tematiche, i sentimenti e il potere : se si può scegliere tra potere e amore cosa si sceglierà? Noi vediamo solo quello che si vuole vedere?

La città di Ginevra,città natale dell’autore, con le sue banche e la numerosa borghesia finanziaria, è protagonista insieme agli attori della storia.

Una girandola di personaggi, travestimenti, amori adulteri, la scalata per la presidenza di una delle più importanti banche svizzere, clamorosi colpi di scena ci accompagneranno per 632 pagine fino alla risoluzione del mistero : è il potere o l’amore il detonatore del delitto?

Lo scoprirete solo leggendo.

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Sono Maria Fiorenza Virgallito, professoressa di italiano e storia in un istituto tecnico. Sono nata a Matera, cresciuta a Torino, vivo da più di trent'anni a Roma: insomma, radici meridionali, rigida impostazione piemontese stemperata da un pizzico di allegra romanità. Convinta di fare il lavoro più bello del mondo, “sempre in trincea” per cercare di far appassionare i ragazzi alla lettura, al cinema e al teatro. Sono una lettrice onnivora e scrittrice sporadica. In realtà sognavo davvero di fare la scrittrice ma poi, come la mia eroina Jo March di "Piccole Donne", ho lasciato il mio sogno nel cassetto e sono diventata per scelta e non per ripiego un'insegnante. Con ScrepMagazine posso far sì che il mio sogno esca finalmente dal cassetto per volare tra le pagine di un giornale di qualità che fa cultura sul web. In fondo il mio motto è "La cultura è il mondo".

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