La telepatia degli animali

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Le scienze ufficiali si sono autoimposte dei limiti che soltanto da pochissimo tempo, tentano di superare.

Leo Talamonti con il suo libro “Universo proibito” è la sintesi di ricerche su fenomeni aggregati sotto l’insegna delle “scienze occulte”, dalla telepatia alla chiaroveggenza.

Universo proibito” è un libro attuo al ripensamento di problemi che fino ad oggi sono stati liquidati con la superbia di un inutile razionalismo.

Ricchissimo di illuminanti episodi, di significativi aneddoti, di materiali e documenti presentati dopo essere stati sottoposti al vaglio di prove e controprove, “Universo proibito” vuole essere un approccio con l’”altra realtà” dell‘uomo, quella che va oltre l’esperienza e il dominio dei sensi e che si trova nella psiche.

La tendenza a immedesimarsi consente di abolire le barriere poste dalla mente, fino a far raggiungere una dimensione dove l’individuo non è più soltanto se stesso, dove può sentirsi tutt’uno con il più umile degli animali.

Questo filo invisibile che lega più esseri, non può che essere l’amore, non limitato ma che trascende le differenziazioni tra creature fondendole in un’unica anima comune.

Tra uomo e animale vi è la possibilità di “sentirsi a vicenda“, così come la madre è legata al proprio bambino di cui percepisce tutti i messaggi anche inconsci, mentre il bambino sente e percepisce la presenza della madre nonostante le distanze.

L’animale partecipa agli eventi che coinvolgono il proprio “padrone” anche se avvengono a grandi distanze e vi partecipa manifestando in modo inequivocabile il proprio dolore.

Sarà successo anche a voi di udire gli ululati strazianti con i quali alcuni animali preannunciano eventi nefasti di una persona, che dapprima non vengono riconosciuti ma che vengono poi confermati.

Ma la corrispondenza è biunivoca, anche l’uomo può avere un rapporto intenso con il compagno a 4 zampe.

Ecco quello che ci racconta il noto romanziere Rider Haggard.

Una notte gli capitò di vedere il suo vecchio bracco, Bob, che giaceva disteso sul fianco tra i canneti di uno stagno.

L’animale stava morendo, lo scrittore sempre dormendo cominciò ad emettere suoni inarticolati e lamentosi come una bestia ferita e non smise fino quando la moglie per sottrarlo a quell’incubo non lo ebbe svegliato.

Al mattino dopo si accorsero che Bob era scomparso, lo cercarono e ne trovarono il cadavere in uno stagno a due chilometri da casa, era stato investito da un treno.

Si è riscontrato che i cani diventano inquieti e nervosi quando sentono avvicinarsi il pericolo, percepiscono l’arrivo di un terremoto quarantotto ore prima.

I giapponesi si fanno invece aiutare dalle tortore a prevedere i terremoti, mentre in un laboratorio di studi di San Paolo, in Brasile, pronosticano con stupefacente precisione l’arrivo di tifoni e cicloni per mezzo della sensibilità dei gatti.

Molti sono i casi documentati in cui gli animali hanno dato prove di premonizione, anche nel libro di Talamonti. E si può ipotizzare che essi siano in contatto con una coscienza universale e che abbiano un compito da svolgere su questo pianeta.

Molto significativo è il caso descritto da Talamonti, di un Ufficiale di Marina, in Inghilterra, addetto al servizio delle mine galleggianti nel Mare del Nord.

Quando doveva partire per qualche missione, la moglie aveva l’abitudine di andare al molo per salutarlo con il loro cane. L’animale non aveva mai dato segni di allarmarsi nel vederlo partire, ma una sera, quando arrivò al molo, l’animale cercò di dissuadere il padrone dal partire tirandolo in tutti i modi: per la giacca, per i pantaloni, per le maniche e dimostrandosi assai irrequieto.

Proprio quella notte la nave affondò e l’ufficiale perse la vita.

I cani sono in grado, a quanto pare, di avvertire la presenza della morte persino a distanza, soprattutto se colpisce il loro “padrone”.

Probabilmente avviene attraverso un processo simile a quello telepatico.

Tra gli episodi più noti che dimostrano un caso di telepatia fra cane e padrone ce n’è uno accaduto a Torino, nel ’38.

Riguardava il capitano Maris Galli che possedeva un levriero di nome Wamar, molto affezionato a lui.

L’ufficiale, quando partì per la guerra d’Africa, affidò Wamar alle cure della sua famiglia.

Ma un giorno, il 27 giugno del 1936, il levriero cominciò a dare segnali di irrequietezza, aggirandosi per la casa con lamenti e ululati, con lo sguardo stravolto come se stesse osservando qualcosa di tragico svolgersi sotto i suoi occhi.

Con molta probabilità percepiva ciò che in quel momento stava succedendo ovvero che il suo padrone perdeva la vita. Da quel giorno il cane non volle più mangiare e si lasciò morire.

Una gattina molto intelligente, che amava tantissimo la sua casa e i suoi padroni, anche dopo la morte fece in modo di farsi rivedere.

Infatti, la padrona la trovava molte volte nei posti in cui le piaceva di più stare quand’era in vita, ad esempio sul pianerottolo o vicino alla camera da letto.

Persino un amico di famiglia la vide mentre giocava con lo zerbino, uno dei suoi divertimenti preferiti.

Oggi va di moda andare alla ricerca di angeli, guru, terapeuti, maestri asceti.

Quando non siamo alla ricerca di questi, siamo occupati a cercare di migliorare noi stessi frequentando seminari, corsi intensivi, ritiri, gruppi di meditazione. Comprendo questo desiderio intenso di trovare una guida spirituale, ma forse cerchiamo troppo lontano, dovremmo guardare una volta tanto verso il basso.

Chi è quel piccolo amico coi baffi e il corpo ricoperto di pelliccia che si muove ai nostri piedi?

Quello che ci corre incontro a salutarci a prescindere da quanto a lungo lo abbiamo fatto aspettare, che ci tiene compagnia quando siamo malati o che ci offre amore incondizionato. Forse dovremmo osservarlo più da vicino… guardarlo attraverso gli occhi del cuore.

Amate gli animali: Dio ha donato loro i rudimenti del pensiero e una gioia imperturbata. Non siate voi a turbarla, non li maltrattate, non privateli della loro gioia, non contrastate il pensiero divino. Uomo, non ti vantare di superiorità nei confronti degli animali: essi sono senza peccato, mentre tu, con tutta la tua grandezza, insozzi la terra con la tua comparsa su di essa e lasci la tua orma putrida dietro di te; purtroppo questo è vero per quasi tutti noi.“…
(Fëdor Dostoevskij)

Angela Amendola

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

L’ultimo respiro d’amore e di vita di una madre

 

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