“Come il mare in un bicchiere”. Noi e il dove siamo

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come il mare in un bicchiere

Dov’è il confine fra la persona che siamo e la posizione che riusciamo a trovare in questo mondo?

Se l’è chiesto Chiara Gamberale in Come il mare in un bicchiere

Lo fa con una scrittura semplice che ti colpisce per l’immediatezza di pensieri che riconosci.

Come il mare in un bicchiere è più un quaderno, una raccolta di pensieri che l’autrice ha messo insieme durante questi mesi di chiusura fisica (e non tanto emotiva) ma non è il racconto del suo lockdown, piuttosto una voce che spiega di quella quarantena mentale ed emotiva di cui non si parla mai abbastanza.

Lo dice la stessa autrice rivolgendosi ad un lettore stordito da un evento talmente improvviso da non potersi metabolizzare prima dei 3 anni:

L’intenzione di questo mio libro , che preferirei chiamare quaderno, non è tediarvi con il diario della mia quarantena…voglio parlare di un certo tipo di disagio…riflettere insieme su un protocollo di autodifesa psicologica ed emotiva…

Cosa succede se è la nostra testa ad andare in quarantena? Cosa succede se invece è il nostro cuore?

Chiara riflette e spiega con naturalezza parte di quello che forse in questo periodo abbiamo pensato tutti:

il Coronavirus ci ha costretti in casa, ci ha messi in pausa, in tanti hanno perso persone care, un lavoro, un tetto sulla testa. In tanti abbiamo smarrito parte di noi. Riusciremo a tornare quelli di un tempo? Ad entrare in un luogo chiuso senza sentire quell’urgenza impellente di coprirci il volto? Sentire disagio ad un contatto fisico troppo invadente tra una folla che comincia  farsi sempre più folta.

In fondo è giusto tornare alla normalità , è necessario essere tornati a noi e agli altri. Ma cosa e quanto di Noi è ormai perduto?

Fuori di testa

Fuori di testa. Che senso ha questa espressione? Semmai, le persone che nella vita di tutti i giorni si sentono strette come il mare in un bicchiere sono Dentro di Testa.

La trama del libro:

Barricate nei loro pensieri, nelle loro emozioni esagerate. Proprio come Chiara, la protagonista di queste pagine, e come quegli amici che lei chiama gli Animali dell’Arca Senza Noè. Che però, quando la tragedia del Coronavirus impone di chiudersi in casa, hanno una reazione misteriosa. Contrariamente a chi di solito è capace di stare al mondo e si ritrova disorientato, Chiara e Daniela e Pierantonio e Gollum sembrano fin troppo capaci di sopportare la quarantena. Ma doveva ammalarsi il mondo, per permettere a loro di sentirsi meglio? Che cosa c’è, nelle restrizioni a cui sono chiamati, che li rassicura? (Feltrinelli ufficiale)

L’intenzione di questo mio breve libro, che preferirei chiamare quaderno, non è tediarvi con il diario della mia quarantena, ognuno ha il suo ed è quello il più prezioso. La mia intenzione è arrivare a riflettere insieme su un protocollo di autodifesa psicologica ed emotiva che questa incredibile tragedia ci potrebbe suggerire.

Chiara Gamberale

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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