La Soft Power Conference

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Su mandato del Presidente Draghi, Francesco Rutelli si è occupato della organizzazione della Soft Power Conference (SPC) che si terrà a Venezia il 30 e il 31 pv presso la Fondazione CINI e l’Università Cà Foscari in occasione della Presidenza Italiana del G20.

I temi centrali della SPC saranno la transizione ambientale ed il ruolo della cultura per la ripresa post-pandemia.

La scelta di Venezia non è casuale.

Città stracolma d’arte e di cultura e al tempo stesso così vulnerabile sia per l’acqua che alta la mina alle fondamenta, sia per le attività umane che – di certo – non la trattano con la dovuta delicatezza.

A tal proposito non posso non rammentare i “giganti del mare” che portano migliaia di turisti in crociera e che “scorrazzano in laguna” come fossero in pieno Oceano.

Ambiente e cultura.

Un ragazzo afghano, ormai in volo verso l’Italia su un C130 della nostra Aeronautica Militare, intervistato ha “ingenuamente confessato” di essere felice di venire in Italia, “un Paese, gli hanno detto, con piazze bellissime”.

E infine Donato Telesca, classe 1999, ragazzo del mio paesino lucano – Pietragalla – che anni fa perse le gambe cadendo in una macina del frantoio oleario di famiglia e che stamattina ha fatto la sua “rispettabilissima gara” alle Paralimpiadi di Tokyo arrivando sesto.

Il campione pietragallese del sollevamento pesi gareggia nella categoria sotto gli 80 kg.

La sua disabilità è grave: ha subito l’amputazione di entrambi gli arti inferiori, ma non si è fermato.

Tra gli juniores è stato due volte Campione del Mondo, nel 2017 e nel 2019, passato poi tra i “grandi”, ha ottenuto risultati incredibili in Coppa del Mondo.

Due primi posti, un secondo e un terzo posto nel 2021 gli hanno consentito di staccare il pass per partecipare all’edizione delle Paralimpiadi in corso a Tokyo…dopo aver preso la Laurea Triennale alla LUISS di Roma in economia e management.

Già management…parola “di moda”, altisonante, così tanto ignota ai cosiddetti manager italiani. Donato “da grande” vuol fare il manager!

Ma lui di certo potrà essere un ottimo manager, visto quello che ha fatto nonostante tutto. Non così tanti altri! Esempio?

Proprio grazie alla partecipazione di Donato alle Paralimpiadi di Tokyo, in paese sono arrivate troupe TV delle maggiori testate nazionali.

Fatte le interviste di rito al “Sindaco, al Maresciallo e al Parroco del paese”, nessuno, e dico nessuno, si è sognato di suggerire alle suddette troupe TV di presentare l’atleta Donato Telesca nel suo paese di origine, con tanto di cantine, palmenti, palazzi ducali e non e le … belle piazze da far visitare al ragazzo afghano, quello sul nostro C130!

Tanto per parlare di manager e di ruolo della cultura nella ripresa post-pandemia.

La questione è quindi semplice: non può esistere alcuna transizione se non accompagnata da una rivoluzione manageriale, formativa, universitaria e culturale che sappia riconoscere “le risorse a disposizione” e sappia metterle a valore nel modo più rispettoso e vantaggioso possibile.

Ripercorrere il nostro “recente passato manageriale” genera infatti una vera e propria sensazione di terrore.

Molti – non tutti – i cosiddetti manager che “letteralmente sono scappati a tasche piene” dopo aver lasciato le rispettive aziende “in braghe di tela”.

Ecco alcuni esempi di ex manager di Stato dagli addii più costosi:

  1. Cesare Romiti: Nel 1998 lascia la Fiat dopo 24 anni con una buonuscita di oltre 105 miliardi di lire, cui vanno aggiunti altri 99 miliardi per il patto di non concorrenza. In euro la cifra equivale a 105,3 milioni di euro.
  2. Alessandro Profumo: Nel 2010 lascia Unicredit con una liquidazione di 40,4 milioni per 12 anni di attività.
  3. Matteo Arpe: Nel 2007 lascia Capitalia con 37,4 milioni di liquidazione per sette anni di attività.
  4. Luca Cordero di Montezemolo: Nel 2014, dopo 13 anni di lavoro, va via da Ferrari con 27 milioni di euro.
  5. Paolo Cantarella: Nel 2002 l’allora ad di Fiat si dimette dopo 25 anni nel gruppo. La buonuscita è di 20 milioni di euro, più 1,35 milioni di compenso annuale.
  6. Roberto Colaninno: Nel 2001 riceve da Olivetti-Telecom una buonuscita 25,8 milioni per 15 anni di lavoro.
  7. Cesare Geronzi: Nel 2011, dopo poco meno di un anno di presidenza, Geronzi lascia Generali con una liquidazione di 65 milioni di euro.
  8. Riccardo Ruggiero: Nel 2007 lascia Telecom Italia che guida da sei anni. L’assegno è di 18 milioni di euro.
  9. Giovanni Bazoli: Nel 2016 il presidente lascia Banca Intesa dopo 25 anni di lavoro, con una buonuscita di 15 milioni di euro.
  10. Andrea Guerra: Nel 2014 lascia Luxottica dopo 10 anni con 11,4 milioni di euro di liquidazione.

Per non parlare dei calciatori che cambiano casacca a suon di milioni…Ronaldo docet!

Di certo i nomi citati, seppure di “alto profilo”, buoni o cattivi manager che siano, da soli non faranno mai transizioni!

Il termine stesso – “transizione” – rimanda come immagine alla “grande marea che sale” e se marea deve essere, ogni italiano, ogni cittadino di questo mondo deve prima di tutto diventare un “buon manager” di se stesso.

Matteo, uno studente bergamasco, grazie a Intercultura, frequenta il quarto anno di liceo in Cina, a Pechino.

Tutti i giorni si reca a lezione in bicicletta e i suoi compagni hanno manifestato fin da subito attenzione nei suoi confronti, dimostrandosi aperti e calorosi, a dispetto delle aspettative che Matteo stesso si era creato.

Il primo giorno di scuola Matteo, con i suoi amici di classe, si è diretto verso l’auditorium, dove, al termine di una dettagliata presentazione del nuovo semestre, tutti gli studenti si sono alzati in piedi e, con il braccio sinistro alzato, hanno recitato un giuramento solenne impegnandosi a lavorare sodo e con coscienza per tutto l’anno. 

La scuola cinese è articolata in maniera diversa dall’Italia.

Come da noi le lezioni iniziano alle 8, ma in Cina gli studenti devono arrivare in classe mezz’ora prima per ripassare o finire/discutere i compiti assegnati per la giornata.

Ogni lezione dura quarantacinque minuti e alla fine ci sono sempre cinque o dieci minuti di pausa prima di iniziare quella successiva.

A metà mattina tutti gli studenti si radunano sulla pista di atletica per la cerimonia dell’alzabandiera sulle note dell’inno nazionale e i morning exercise, dando vita a uno spettacolo unico dove tutti corrono insieme a ritmo di musica.

Ma sempre in Cina a gennaio di quest’anno è stata eseguita la condanna a morte di Lai Xiaomin, ex capo di China Huarong Asset Management, tra le maggiori società di gestione patrimoniale di Stato.

Si tratta della condanna più dura imposta nel Paese nell’ambito della lotta alla corruzione lanciata da Pechino, il cui secondo tribunale intermedio del popolo aveva stabilito che la pena di morte fosse più che giustificata.

Lai ha infatti ricevuto tangenti «particolarmente sostanziose», che in un caso hanno superato i 600 milioni di yuan (93 milioni di dollari).

Il manager in tutto ha raccolto 1,8 miliardi di yuan ($ 260 milioni) in un decennio, in cambio di atti derivati dall’abuso della sua posizione su investimenti, contratti di costruzione e altri favori.

Lai era stato dichiarato colpevole anche di aver creato una nuova famiglia mentre era sposato con la prima moglie.

« Ha messo in pericolo la sicurezza e la stabilità finanziarie nazionali », ha commentato la TV pubblica; « la condanna a morte è stata sua unica responsabilità, la meritava ».

Tra le accuse rivoltegli, sperpero di denaro pubblico, organizzazione illegale di feste, corruzione e relazioni sessuali con più donne contemporaneamente…(Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, trema…).

Tutto ciò mentre Biden lascia l’Afghanistan dalla mattina alla sera e poi piange per i morti dell’attentato all’aeroporto di Kabul…beh anche lui in quanto a “capacità manageriali”… poco poco di acqua la fa…

E alla fine di questa disordinata nonchè inconcludente riflessione, sarei felice potessi chiedere ai Leader della Soft Power Conference:

Ma secondo voi questo Mondo ha ancora speranze serie o dobbiamo ancora sopportare altre Saman Abbas fatte a pezzi da trogloditi che magari poi si fanno pure esplodere per guadagnare un posto nel loro Paradiso dei Martiri? Saremo capaci di diventare ognuno una piccola goccia dell’alta marea umana in transizione? ”.

Un bacio a te Saman.

Che tu possa riposare al più presto in pace dovunque tu sia perchè – per dirla alla ” Tribunale del Popolo ” – chi ti ha fatto questo ” ha messo in pericolo l’intera Umanità e perciò la condanna a morte sarebbe molto più che meritata “.

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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