La simbologia pasquale

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Siamo sempre più vicini alla Pasqua, il periodo in cui si festeggia la vittoria della vita contro la morte di Cristo.

Ed è in questo periodo che saltano fuori dei simboli riconducibili a questa festa.

Ma conosciamo la loro origine?

Scopriamola insieme!

Uovo e pulcino: rappresentano la nascita, una nuova vita. Nella simbologia cristiana stanno a significare la sconfitta della morte e la vita eterna. Nella tradizione balcanica e greco-ortodossa l’uovo sodo iniziò ad essere decorato di colore rosso (simbolo della Passione), successivamente furono aggiunti gli altri colori. Generalmente si utilizzano coloranti alimentari della pasticceria, ma in passato furono utilizzati prodotti vegetali come la cipolla rossa. Prima di essere mangiato nel giorno di Pasqua, ognuno sceglie il proprio uovo e inizia una gara per vedere quale sia quello più resistente tra tutti scontrandone le estremità.

Agnello: Gesù è sempre stato paragonato ad un agnello e rappresenta il sacrificio compiuto dal Figlio di Dio. Il nome Pasqua viene dall’ebraico Pesah e la tradizione di mangiare questo animale nasce dai sacrifici della Pasqua ebraica. Per loro è importante cibarsi di questo tipo di carne per ricordare che Dio, prima che inviasse l’ultima piaga contro gli egiziani per ucciderne ogni primogenito, promise loro la salvezza se i capifamiglia avessero segnato le porte delle loro case con del sangue di agnello così che il vento avrebbe riconosciuto le abitazioni degli ebrei e avrebbe risparmiato la vita dei figli.

Colomba: questo simbolo è collegato al racconto biblico del Diluvio Universale. Cessata la pioggia, Noè fece uscire dall’arca per 3 volte una colomba. Quando tornò portando nel becco un ramoscello di ulivo, Noè comprese che la pace fosse tornata a regnare tra cielo e terra. È considerato simbolo di pace.

Dai tempi dei Greci, Egizi e Romani la tradizione fu quella del dolce a forma di colomba, utilizzata durante le cerimonie sacre e negli anni ‘90 venne lanciata sul mercato quella che conosciamo tutti oggi.

Ulivo: oltre ad essere considerato un simbolo di pace, è ricordato anche per l’ingresso di Gesù a Gerusalemme durante la Domenica delle Palme, quando venne accolto dalla folla in festa salutandolo con delle palme di ulivo.

Coniglio: è utilizzato molto come simbolo nei paesi nordici e nel mondo anglosassone (Regno Unito e Stati Uniti), e meno presente nella nostra tradizione. Simbolo di prolificità e rinnovamento e dato che questo animale cambia colore del pelo in base alle stagioni fredde o calde, viene indicato da S. Ambrogio come simbolo di Resurrezione.

Campana: simbolo di festa e gioia con cui i fedeli festeggiano la Resurrezione di Cristo. Durante il Venerdì Santo, il giorno della morte di Cristo, le campane di tutte le Chiese rintoccano a lutto, mentre nel giorno della Santa Pasqua suonano a festa per annunciarne la sua Resurrezione.

Cero: simbolo di luce, proprio perché Gesù viene considerato la Luce del Mondo, che con la sua morte e Resurrezione ha sconfitto il buio delle tenebre.

Acqua: simbolo di purificazione. La notte di Pasqua è la notte battesimale per eccellenza, il momento in cui il fedele si unisce alla Pasqua di Cristo.

Fuoco: nella notte di Pasqua viene acceso un fuoco fuori la Chiesa ed intorno ad esso son presenti tutti i fedeli che accendono da quel fuoco il cero. È il simbolo per eccellenza della vittoria sulle tenebre, della vita sulla morte.

Croce: è il simbolo di Gesù e della religione cristiana. La Croce nell’Impero Romano era una tortura, il condannato veniva crocifisso e lasciato morire lentamente. Gesù fu condannato allo stesso modo e proprio per questo divenne il simbolo della religione cristiana.

Giulia Trio

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