La noia e l’amore

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Le relazioni amorose hanno delle fasi, dopo il primo periodo in cui tutto appare bello, romantico, la cosiddetta fase denominata luna di miele, ecco che tutto diventa routine e abitudine.

Arriva il periodo in cui sei così sicura dell’altra persona che non ti importa se ti vede struccata o con un pigiama di pile…

E sbagli… Ecco che la noia è presenza tra di voi. La zona confort creata porta serate di tv, divano e pigiamone…

Della noia si parla nelle opere di Walter Sickert che è l’artista inglese che secondo la scrittrice di romanzi gialli, Patricia Cornwell, era il serial killerJack lo squartatore. Uno dei suoi quadri, ci mostra una scena di vita familiare e raffigura una coppia, non curanti l’uno dell’altro, all’interno di un salone dai colori “verdeggianti”ma che ha toni cupi.

L’uomo che è seduto con in mano un sigaro, è indifferente a quello che c’è intorno, è immerso nei suoi pensieri. La moglie, a testa china su una cassettiera e con lo sguardo verso il muro della propria casa, è molto triste e impensierita. Cupa, desolata e soffocante è l’atmosfera che Sickert riesce brillantemente a creare a dimostrazione forse di tanti anni di matrimonio infelice.

Spesso si dice che la fine di un rapporto d’amore sia dovuto alla noia ed all’abitudine.

Questo è un pensiero che più di una volta si può ascoltare nei discorsi di coloro che si trovano davanti la fine di un rapporto d’amore.

La noia e l’abitudine vengono quindi indicate come la causa della cessazione di qualcosa che prima sembrava essere perfetto, duraturo e unico.

Io vi dico che non può essere così: quando un affetto è veramente duraturo e durevole, non vi può essere noia, non vi può essere abitudine.

Cade a pennello una delle canzoni più belle del Califfo.

Tutto il resto è noia è la metafora di qualsiasi storia d’amore senza l’amore, animata solo dalla passione che infine, inevitabilmente, si spegne e poi, diventa noia.

Un testo triste, malinconico, cinico. Come già il titolo anticipa, Franco Califano nella sua canzone “Tutto il resto è noia“, racconta l’ emozione che regala ogni storia d’amore nella fase iniziale, dove la novità e le prime avventure sono moltissime.

Dopo questo periodo subentra quel senso di noia, quotidianità, apatia che spegne l’ardore dell’inizio. E si volta lo sguardo da un’altra parte, cercando novità.

Nella canzone si cantano le immagini tipiche di quando, ad un primo appuntamento, ci si prepara emozionati, oppure quando si aspetta con desiderio la prima notte d’amore (“un’emozione che ti scoppia dentro/ l’invito a cena dove c’è atmosfera/ la barba fatta con maggiore cura./ la macchina a lavare ed era ora/ hai voglia di far centro quella sera’’).

Subito dopo però, si piomba nel vortice della banalità (ma l’entusiasmo che ti resta ancora è brutta copia di quello che era), ed il tempo e i suoi giorni, si riempiono di noia.

NAZIM HIKMET

Ti sei stancata di portare il mio peso.

Ti sei stancata di portare il mio peso
ti sei stancata delle mie mani
dei miei occhi, della mia ombra

le mie parole erano incendi
le mie parole eran pozzi profondi

verrà un giorno un giorno improvvisamente
sentirai dentro di te
le orme dei miei passi
che si allontanano

e quel peso sarà il più grave.

Angela Amendola

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Si muore da soli

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