…anche la musica è memoria…

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Son morto con altri cento
Son morto ch’ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento
E adesso sono nel vento
Ad Auschwitz c’era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d’inverno
E adesso sono nel vento
Adesso sono nel vento

La musica è memoria e la memoria si nutre di musica.

Il Richiamo al ricordo compiuto dalle note di una canzone è talmente immediato e potente da evocare con ferocia immediatezza momenti di cui non si vorrebbe in parte conservare i resti, ma le cui tracce sono invece importanti perchè ricordare è Necessario.

Nella Giornata della memoria ogni cosa possa aiutare a far comprendere, a render noto, è preziosa per preservare dal rischio dell’oblìo e riportare agli occhi di coloro che fingono di non sapere, quanto di inumano sia accaduto molti anni fa.

Canzoni sulla Shoah ne sono state scritte tante, anche importanti, da Bob Dylan e la sua With God in our Side del 1964 a Leonard Coen e la sua celebre Story of Isaac, solo per citare due celebri brani.

Restando però nella musica italiana, mi viene subito in mente La struggente Auschwitz di Francesco Guccini, pubblicata nel 1984.

Una canzone scarna, cruda, dura come la pietra da spaccare nel lager, una canzone che odora di Morte, di corpi arsi, di cenere nell’aria, di infanzia distrutta.

Ispirata al romanzo Tu passerai per il camino di Vincenzo Pappalettere (che racconta del campo di Mauthausen), la canzone è un dialogo a due voci che parlano con dolore: la voce più struggente è sicuramente quella del bambino ” morto con altri cento”, bruciato nel camino, divenuto polvere e volato via nel vento.

L’altra voce ad interrogarsi è quella del cantante che si chiede e fa domande importanti :

Quando l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare?

Sono passati 50 anni da quell’  orrore, ma la risposta non l’abbiamo ancora oggi  trovata…

Il vento si poserà

Il vento si poserà

Il vento si poserà

Sandra Orlando

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