La menzogna

147085

<< Guardatevi pertanto da un vano mormorare, preservate la lingua dalla maldicenza, perché neppure una parola segreta sarà senza effetto, una bocca menzognera uccide l’anima >> Sapienza I, 11

Troviamo nell’Antico Testamento una sentenza affidata alla moralità occidentale che con tale norma di comportamento dovrà fare i conti. Per la Bibbia la menzogna è da evitare perché produce danni all’anima del singolo e alla collettività, inquina i rapporti interpersonali e rende falsa la comunicazione. Anche nei Vangeli si invita più volte a non testimoniare il falso e la menzogna si ritiene suggerita dal diavolo, ingannatore per eccellenza.

Ce lo chiediamo noi, ma se lo chiedevano anche anticamente, se fosse legittimo mentire a fin di bene o, in un caso più importante per salvare la vita di un altro, innocente, perseguitato ingiustamente.

Uno dei filosofi che ha esaminato il problema della menzogna è Agostino, filosofo e vescovo che ha scritto sul tema un’opera De mendacio (La menzogna), il quale sostiene, proprio all’inizio dell’opera, che spesso chiamiamo menzogna ciò che menzogna non è.

Perché ci sia menzogna, infatti, bisogna valutare se colui che parla abbia un’idea corretta di ciò che sia vero o falso, sia consapevole che la parola che dice corrisponda al fatto e sia chiaro l’evento.

Spesso infatti non è così, a volte la verità opaca e il linguaggio ambiguo inducono a pronunciare falsità ma in questo caso per Agostino non si mente, si sbaglia per la superficialità nel considerare gli elementi; il bugiardo è colui che mente con consapevolezza, quindi, la menzogna per essere tale dev’essere intenzionale.

Come sempre Agostino ha di fronte l’uomo a cui guarda con particolare attenzione e nota che ci sono molti casi in cui egli ricorre alla menzogna, elenca otto tipi diversi di menzogne e non tutte hanno lo stesso grado di colpa.

E’ colpevole la bugia detta per danneggiare qualcuno o per trarne un vantaggio personale, la menzogna motivata dal desiderio di piacere, talvolta appare necessaria la menzogna detta per salvare l’anima o la vita ad un altro.

Trova esempio di ciò nei Testi Sacri, come quello di Sara che rise per la felicità di avere un figlio in tarda età ma agli angeli negò di avere riso, lo fece per la paura, infatti il riso era ritenuto sconveniente. Così come non fu colpevole la risposta delle levatrici d’Egitto che mentirono per salvare bambini ebrei e non solo non furono considerate colpevoli, ma furono lodate da Dio.

Poi, chiede Agostino, se viene da te uno che con la tua bugia salveresti dalla morte, ti rifiuteresti di mentire?

Per Agostino anche la menzogna usata a fin di bene è falsità quindi iniqua ed è da condannare, ma poiché “una cosa è mentire, un’altra cosa è nascondere il vero”, in alcuni casi è meglio tacere la verità che non è atteggiamento colpevole, piuttosto che mentire che ci porrebbe subito in una posizione di difetto.

Le considerazioni di Agostino aprono il dibattito sul tema, anche in epoche successive si porrà il problema del rapporto tra verità e menzogna con esiti diversi.

In ambito politico, per esempio, ci sono quelli che ritengono che se si applica rigidamente il principio per cui bisogna dire sempre la verità si rende impossibile la vita sociale.

Altri invece ritengono che ogni uomo abbia diritto sempre alla verità e che questa non possa essere modificata o taciuta per motivi che sembrano validi.

Tanti avvenimenti della storia recente e più lontana sono nascosti sotto un velo di falsità e   ipocrisia per celare gli errori e le inadempienze di altri. Così la vita sociale si inquina non si salva, predominano il sospetto e la sfiducia, si alimentano polemiche e accuse reciproche, si rendono falsi i rapporti tra le persone.

Soprattutto nell’età moderna, il tema della menzogna si lega a quello della verità, non solo diritto riconosciuto agli altri ma soprattutto verità con se stessi, infatti la menzogna offende prima di tutto il rispetto che dobbiamo avere per noi stessi.

Nella vita quotidiana si mente molto e in molte occasione, per avere un vantaggio, per sfuggire a situazioni difficili, per non recare danno a sé e agli altri, per millantare capacità personali inesistenti di fronte agli altri.

 Lo psicoanalista austriaco A. Adler ha parlato di <<menzogna di vita >> per indicare quelle falsità di cui un uomo riempie la propria vita per compensare un complesso di inferiorità.

Senza giungere a modificare la vita, piccole menzogne sono sempre in agguato, si mente al marito, alla moglie, al figlio, all’amante, all’amico, al collega di lavoro, alla persona incontrata per caso, a quella conosciuta da poco.

Spesso queste bugie non lasciano traccia e sembra non cambino niente, in effetti rivelano un disagio, un’incapacità di presentare se stesso all’altro così come si è.

Le menzogne sono molto presenti nel nostro mondo, da quelle individuali alle bufale diffuse sui media, la sensazione di vivere nella instabilità e nella falsità è molto forte.

Anche nella letteratura troviamo molti bugiardi: Pinocchio, il famoso burattino di legno; Iago, che con la sua menzogna suscita la gelosia di Otello; Ulisse, l’eroe omerico che molte volte è costretto ad ingannare gli altri e ammirato anche per la sua astuzia; Ser Cepparello, protagonista di una novella di Boccaccio, che mentendo al confessore in punto di morte si apre la strada per la santità.

Molte orribili dittature della storia recente hanno nascosto la verità su molti episodi ed hanno indotto indagati a mentire con la promessa di aver salva la vita, condannando poi il malcapitato.

La menzogna ha subito condanne morali, è considerata un reato, è usata dalla politica per ingannare i cittadini, eppure nell’opinione pubblica non gode dell’esecrazione che meriterebbe.

Ciò, forse, perché molti mentono, così dicono almeno le ricerche; si mente soprattutto al telefono, meno se si parla in presenza, più nei messaggi e meno nelle email.

La diffusione di gravi menzogne e piccole bugie è tale che non se ne avverte più la sconvenienza; in un mondo falso e pieno di bugiardi, unica consolazione, almeno per le donne, è il dato che esse mentono meno degli uomini e, dopo aver mentito, sono piene di sensi di colpa, anche questo dicono le ricerche.

    Gabriella Colistra

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here