La meditazione trascendentale

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Tra le varie tecniche di meditazione, quella che ho provato e che mi da più sollievo è la meditazione trascendentale.

Essa si basa principalmente sulla recitazione di un mantra, una parola sanscrita composta dai due termini man e tra, tradotti in modo semplice come “strumento che modifica il pensiero”.

Nella meditazione trascendentale il mantra ha un ruolo fondamentale, primario. Il suono è vibrazione e questo aiuta la mente umana a rilassarsi favorendo la meditazione. Aiuta anche a cambiare il proprio umore grazie all’azione che il suono crea sulla mente e sul corpo.

Altro elemento importante è la parola che usiamo. Il nostro subconscio assorbe il significato di quella parola che ripetiamo continuamente e fa si che arrivi nel lungo termine e ne modifica gli schemi di pensiero, soprattutto quelli nati nella nostra infanzia.

La cosa fondamentale è utilizzare il mantra con una parola o frase di positività, affinché un pensiero che è radicato nella nostra mente negativamente si trasformi in qualcosa di leggero e dolce.

Quali sono i benefici della recitazione di un mantra?

  1. Aumento degli ormoni della felicità
  2. Forte consapevolezza di sé
  3. Profondo stato di riposo

Durante la meditazione trascendentale ciò che è importante è ripetere il mantra più e più volte, ad alta voce o nella mente, o cantandolo, ecc, affinché ci si possa concentrare e sia efficace, facendo attenzione a non alterare la respirazione.

Inizialmente il mantra veniva recitato cantato in coro dai monaci.

Quali sono i mantra più efficaci?

  1. Om: è un mantra nato in Occidente. È una sillaba non traducibile e la sua forza sta tutta nel suono e nella vibrazione emessa. Può essere detto senza usare la lingua, muovendo solo la bocca.
  2. Il Rosario: ripetizione ciclica di due preghiere nella religione cristiana (Ave Maria e Padre Nostro) con l’utilizzo di una collana con delle perline e ciascuna di esse rappresenta una ripetizione.
  3. Mantra del Pellegrino Russo: il suo fine è quello di ricordarci la nostra condizione umile di fronte ad un bene supremo e ci insegna che invocare pietà non è un motivo per provare senso di vergogna.
  4. Pace e Amore: sarebbe bene collegare le due parole alla respirazione, inspirando pronunciandone una ed inspirando pronunciandone un’altra.
  5. Io sono Buddha e Io sono uno: Buddha in questo caso è la parte più elevata di noi stessi, mentre Io sono uno ci permette di connetterci con noi stessi in senso profondo.

I mantra si usa contarli cento e otto volte. È un numero sacro utilizzato nell’induismo e nel buddhismo e per tenerne conto si usa un rosario chiamato Mala.

In poche parole, il mantra ci aiuta a calmare le nostre emozioni più turbolente , le menti più agitate, aumenta la capacità di concentrazione e ci permette quindi di acquisire consapevolezza di noi stessi.

Conoscete altri mantra?

Giulia Trio

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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