La leggenda di Cleta

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La Calabria è ricca di miti e di storie interessanti che raccontano tradizioni antiche e misteri del passato. Alcune delle leggende più conosciute riguardano la presenza di creature mitologiche come i draghi e le sirene, che popolavano le acque del mare e dei fiumi della regione. Altre leggende parlano di antichi tesori nascosti nelle montagne o nei castelli abbandonati, che ancora oggi attirano cercatori di avventura in cerca di fortuna.

È nel cuore della Calabria che sorge il borgo di Cleto. Ed è in questo posto che la storia e la leggenda si intrecciano e danno vita alla leggenda di Cleta, la nutrice di Pentasilea, regina delle Amazzoni. Cleta era una valorosa guerriera dell’Amazzonia, un popolo di sole donne con fama di coraggio e abilità in battaglia. Un giorno, Pentasilea, la regina delle Amazzoni, partì per combattere a Troia al fianco dei Troiani.

Purtroppo, durante una cruenta battaglia, fu uccisa da Achille, il temibile guerriero acheo.
Quando la notizia della morte di Pentasilea raggiunse l’Amazzonia, Cleta, la sua fedele compagna di battaglie, decise di intraprendere un lungo viaggio verso l’Asia Minore per recuperare il corpo della regina caduta.

Armata di coraggio e determinazione, Cleta attraversò terre sconosciute e affrontò pericoli inimmaginabili per raggiungere Troia.
Una volta arrivata sul campo di battaglia, Cleta si mise alla ricerca del corpo di Pentasilea tra i cadaveri dei combattenti. Dopo giorni di ricerche disperate, finalmente trovò il corpo della sua amata regina e lo portò con sé, con il cuore spezzato ma pieno di rispetto e amore.

Cleta tornò all’Amazzonia con il corpo di Pentasilea e lo seppellì con tutti gli onori, celebrando il coraggio e il sacrificio della regina. Da quel momento, Cleta divenne una leggenda tra le Amazzoni, simbolo di fedeltà, coraggio e amore che non conosce confini.

Ma nella tradizione popolare calabrese si narra che una tempesta la spinse sulle coste calabresi, alla foce del fiume Savuto, dove fondò un regno che prese il suo nome.
Il borgo di Cleto, originariamente chiamato Pietramala, sorge su una roccia scoscesa, circondato da ulivi e mandorli in fiore. Qui, Cleta divenne la regina di Cleto, governando con saggezza e giustizia. Il suo regno prosperò, e la leggenda di Cleto si diffuse oltre i confini della Calabria.Dove finisce la leggenda, comincia la storia.

E la storia racconta che Cleta fu colonia di Crotone, poi fu spinta in guerra dal suo desiderio di indipendenza, uscendone distrutta.
Durante la dominazione normanna diventò Petramala, un nome con ogni probabilità legato alla pietra dura nella quale il paese è incastonato. Riprese poi l’antica denominazione, ma con una leggera variante. Oggi è Cleto.

Ma le tracce della sua “petra mala” sono ovunque. È fatta di pietra anche la seconda parola di questo luogo: castello. Declinata al plurale: castelli.
Questo è infatti uno dei pochi centri in Italia ad averne due: il castello medievale e il castello di Savuto, nell’omonima frazione.
Il castello medievale è il punto più alto di Cleto. Da quassù si domina la valle e in lontananza il mar Tirreno.
Il suo alito arriva lento, tra le vecchie case in pietra abbandonate e le tre chiese: quella matrice di Santa Maria Assunta, quella della Consolazione e i ruderi della chiesa del Santissimo Rosario.

Tutto procede lento. Solo qualche gatto si ferma a guardare, sospettoso, per poi scattare e scomparire tra i vicoli.
Si diceva che Cleta possedesse poteri magici e che potesse comunicare con gli spiriti della natura. Le sue parole erano ascoltate con rispetto e timore, e il suo nome divenne sinonimo di saggezza e coraggio.

Nei giorni di luna piena, si narra che Cleta apparisse sulla riva del fiume Savuto, con i capelli d’argento e gli occhi luminosi come stelle. Chiunque la vedesse avrebbe ricevuto una visione del proprio destino.
Oggi, il borgo di Cleto è un luogo incantato, dove le leggende si mescolano alla realtà.

Le antiche rovine e i vicoli stretti raccontano storie di un passato glorioso, mentre la gente del luogo continua a onorare la memoria di Cleta.
Forse, in qualche angolo nascosto, la regina immortale ancora cammina tra gli ulivi e i mandorli in fiore, custodendo i segreti di Cleto e aspettando che qualcuno scopra la verità dietro la leggenda.

La leggenda di Cleto vive nel cuore dei calabresi, e ogni pietra del borgo racconta la sua storia. Forse, un giorno, chiunque si avventuri tra le strade di Cleto potrà incontrare l’ombra di Cleta e scoprire il mistero che avvolge la sua figura.

Angela Amendola

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