Non si può stabilire con esattezza il giorno in cui io e “La ragazza dalla pelle di seta” abbiamo maturato la consapevolezza di essere legati da un comune destino, il momento in cui ci siamo prese per mano e abbiamo intrapreso questa avventura.
Dovrò andare molto a ritroso per trovare qualche traccia di questo primordiale contatto.
Nella valigia avevo messo le mie speranze, i sogni nel cassetto e chissà quante illusioni. Di una sola cosa ho la certezza: tutto è partito dal cuore e tutto è ritornato al cuore.

Quando si investe nei sentimenti e si affida alla penna il non facile compito di trasferirli su di un foglio bianco, si deve solo sperare di ottenere una gratificazione che vada in una sola direzione: essere letti e compresi, che le parole possano giungere alla giusta meta, che siano foriere di messaggi e che non rimangano un miscuglio di suoni.

Il mio rapporto con la scrittura è iniziato ai tempi della scuola primaria.

Avevo un quadernino su cui riportavo tutti i miei pensieri, ma avevo anche l’abitudine di lasciare frasi sparse sulla copertina dei libri e sull’ultima pagina del diario.

Durante l’adolescenza è stato l’amore il motivo ispiratore delle mie riflessioni.

È risaputo che quella è l’età in cui è molto facile chiudere gli occhi e affidarsi alla magia di un sogno.

Ho coltivato tale attitudine negli anni a seguire non perdendola mai di vista.

Quando scrivo, è come se mi mettessi in ascolto della parte più profonda di me e mi leggessi contemporaneamente. Mi piace rovistare nel mio profondo cuore e portare tutto in superficie, dare luce a ciò che vive nell’ombra.

Non scrivo mai perchè devo occupare il mio tempo libero.

La scrittura è per me un’esigenza, che nasce da un desiderio di libertà, da una volontà di dare alle mie parole una forma e un’anima.

Il tempo ha consolidato questa mia passione e, lungi da me la volontà di peccare di presunzione, credo che in tutti questi anni ho almeno tentato di dare un volto alla mia scrittura.

Perchè i miei viaggi più belli li realizzo quando “lascio danzare” la penna su un foglio bianco…

Piera Messinese

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Piera Messinese
Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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