La nostra “vocazione” nel conoscere i personaggi, piccoli e grandi, che in vari ambiti, dalla politica alla imprenditoria, dalla musica all’arte passando per la scrittura, animano i nostri territori e tutti insieme fanno “davvero grande” il nostro Paese, ci fa incontrare oggi un esponente della politica calabrese, l’Onorevole Alfonso Grillo che ha iniziato giovanissimo e con passione il suo percorso politico, non facile in una Regione del Sud.

Come ovvio è questo uno “spazio aperto” a tutti coloro che “hanno qualcosa da dire”, vogliono mostrare cosa fanno e sanno fare per il nostro Paese e non ha alcuna “presunzione” di “fare propaganda” a prodotti, uomini, servizi e men che meno a specifiche aree politiche.  

Alfonso Grillo è nato Vibo Valentia il 18.03.1967 ed è laureato in scienze politiche.

Esperienze Politiche – Istituzionali
1990 – 1995 Consigliere del Comune di Gerocarne.
1992 – 1995 Assessore all’Urbanistica del Comune di Gerocarne.
2000 – 2005 Presidente del Circolo Territoriale di Alleanza Nazionale:
– Membro del Coordinamento Provinciale AN
– Membro del coordinamento Regionale AN
2002 – 2005 Regione Calabria – Componente del Consiglio d’Amministrazione dell’ Ente Parco Regionale delle Serre.
2004 – 2008 Consigliere Provinciale di Vibo Valentia:
– Capogruppo Alleanza Nazionale; – Vicepresidente Commissione Garanzia e Controllo;
– Membro della Commissione LL.PP. e Ambiente.
2007 – 2010 Sindaco del Comune di Gerocarne.
– Vice Presidente Conferenza dei Sindaci Sanità Asp Vibo Valentia
2010 – 2014 Consigliere Regionale della Calabria:
– Capogruppo Consiglio Regionale;
– Delegato ai rapporti con i calabresi all’estero;
– Segretario I Commissione “Affari Istituzionali” ;
– Membro IV Commissione “Ambiente”;
– Membro V Commissione “urbanistica e LL.PP”;
2012 – 2013 Vice coordinatore Provinciale PDL;
– Membro del Coordinamento Regionale PDL.
2014 – Coordinatore Provinciale NCD Vibo Valentia
2013 – 2015 – Fondatore e membro direttivo Nazionale NCD
2015 – 2016 – Responsabile NCD enti locali – Regione Calabria
2016 – 2018 – Senato della Repubblica – Segretario particolare Presidente Renato
Schifani.

Onorevole Alfonso Grillo, da sempre attivo in politica nella destra. Ci vuol riassumere brevemente il suo percorso?

Il mio avvicinamento alla politica è avvenuto in giovane età. Galeotto fu un l’incontro a Soriano Calabro tra Giorgio Almirante ed un ragazzino poco più che quindicenne. Poi spinto da mio zio Mimmo, iniziai a frequentare i circoli e ad apprezzarne l’importanza nonché a subirne il fascino. Da allora questa passione, che sento innata, non mi ha mai abbandonato. La mia prima esperienza Istituzionale iniziò nel 1995 come Consigliere del comune di Gerocarne, il mio paese nell’entroterra vibonese. Nel 1992 fui nominato Assessore all’Urbanistica. Nel 2000 Presidente del Circolo Territoriale di Alleanza Nazionale, nonché Membro del Coordinamento Provinciale e di quello Regionale di An. Era il 2002 quando la Regione Calabria mi nominò Componente del consiglio d’amministrazione dell’Ente Parco Regionale delle Serre. Quella fu una esperienza assai qualificante perché, oltre ad affiancare personaggi di spessore politico, come il Sen. Murmura, ebbi l’onore di contribuire a far nascere un ente, il parco appunto. Nel 2004 Consigliere Provinciale di Vibo Valentia e nel 2007 guidai in consiglio il gruppo di AN. Fui eletto Sindaco del Comune di Gerocarne nonché Vice Presidente Conferenza dei Sindaci Sanità Asp Vibo Valentia. Devo dire che l’esperienza da Sindaco è forse una delle esperienze più esaltanti. Se la fai poi nel tuo paese è anche gratificante. Il grande lavoro svolto e la visibilità acquisita mi hanno aperto le porte nello scenario regionale e dal 2010 al 2014 rivestii il ruolo Consigliere Regionale della Calabria e Capogruppo Consiglio Regionale. Da lì, una serie di incarichi fra cui Delegato ai rapporti con i calabresi all’estero. Un ruolo che mi ha fatto acquisire maturità politica e personale: esperienza che sarei pronto a ripetere anche domani. Nel 2012 fui Vice coordinatore Provinciale e Membro del Coordinamento Regionale PDL per poi nel 2014 divenire Coordinatore Provinciale NCD Vibo Valentia, Fondatore e membro direttivo Nazionale NCD. Ottenni anche l’incarico di Responsabile NCD enti locali – Regione Calabria – e dal 2016 al 2018 un incarico al Senato della Repubblica come Segretario particolare presidente del senato Renato Schifani. Nell’ottobre 2018 decisi di riunire in un’associazione politico culturale tutte quelle persone che negli anni non hanno mai smesso di affiancarmi nel mio percorso e nacque, all’interno di un progetto di respiro regionale, il gruppo Movimento Vibo Valentia da vivere.

Oggi ci troviamo in una situazione storica senza precedenti. In tutta Italia la sanità ha manifestato i suoi limiti. Cosa hanno sbagliato secondo lei i Governi precedenti?

Fuor di dubbio la situazione che stiamo vivendo non solo non ha precedenti ma è anche di difficile gestione. La sanità in Italia manifestava già i suoi limiti a causa di un errata valutazione dei governi. Quest’ultimi, invece di investire sulla salute pubblica, trasformavano il bilancio nazionale sanitario in tesoretto da sequestrare per rimpinguare altre spese, sorvolando sulle carenze di un settore estremamente importante. Non è una novità la mancanza del personale medico in organico, le strutture non adeguate alle esigenze epidemiologiche dei territori. Ciò che oggi si rende palese è, con grande meraviglia, che le lacune non sono solo del Sud ma a quanto pare di tutta l’Italia.

Secondo lei, il premier Conte come sta gestendo questa emergenza?

Gestire questa emergenza sicuramente non è facile per lui, così come non lo è per gli altri paesi del mondo. Come ogni uomo politico, che senta il peso della responsabilità di milioni di vite in proporzione all’importanza del suo ruolo, credo stia tentando di fare del suo meglio. Questo non sempre gli riesce. Ad esempio la fase iniziale andava gestita meglio. Ho l’impressione che abbia sottovalutato il problema nonostante non erano mancate le prime avvisaglie sollevate dalla Cina. Non dimentichiamo poi gli esodi incontrollati verso il sud dalle zone rosse, scatenateti dalle intimazioni filtrate prima della divulgazione ufficiale del decreto del Presidente del Consiglio.

Dal collasso sanitario al fermo dell’economia. Cosa pensa del Decreto Cura Italia e modifiche?

Come ho già fermato la prima bozza del decreto ha sollevato non pochi dubbi sia sull’applicazione che sui risultati attesi. Nel susseguirsi delle modifiche si è cercato di correggere il tiro aumentando gli aiuti ma, allo stato dei fatti, facendo una valutazione sia politica che economica, si rischia di spendere milioni su milioni di euro senza effettivamente riuscire a far sollevare il tessuto economico. Oggi c’era da sostenere le aziende, le imprese, i lavoratori autonomi e titolari di partita iva sui quali graverà in maniera pesante e diretta lo stop economico e sociale. Rinviare i tributi, elargire 600 euro, tra l’altro non a tutti e dietro le solite lungaggini burocratiche, non risolve il problema. Serve un anno bianco sui tributi e finanziamenti per ripartire.

Lei è un rappresentante politico del nostro territorio. È stato anche consigliere regionale e quindi ha ben chiaro come mai la nostra sanità regionale è inefficiente. Colpa dello Stato o di cattiva gestione regionale?

Guardi, nessuno è immune da responsabilità. Lo è lo Stato che, come dicevo prima, ha sempre ridotto il Budget alle Regioni, lo è l’ente regionale che non ha saputo gestire economie e professionalità. Ci troviamo con una sanità a brandelli. Oggi tra l’altro, ricordiamo, la Calabria è commissariata con posti letto insufficienti e personale medico sotto organico. Strutture ospedaliere che potevano essere tenuta in vita hanno visto in prima la chiusura di reparto e pian piano trasformarsi in ambulatori o peggio chiuse. Feci e continuo a fare le mie battaglie per una gestione più vicina ai pazienti e al personale medico e ospedaliero. Credo che dopo quanto accaduto nessun governo, sia regionale che statale, possa più esimersi dalla responsabilità di tutelare un bene prezioso come la vita. Ma bisogna cambiare politica. Nei confronti della Calabria, ad esempio, c’è sempre un atteggiamento punitivo quasi fossero i cittadini ad aver creato il disavanzo economico e il deficit sanitario. Quindi aumento dei ticket, blocco dei turnover, riduzione degli ospedali, carenza di strumenti e professionalità hanno prodotto servizi sanitari poco rassicuranti ed emigrazione verso le regioni del nord, viaggi della speranza per avere cura ed assistenza, e ciò a determinato ulteriori costi. Risultato è che con i finanziamenti per la sanità calabrese sosteniamo la sanità delle regioni del nord, mentre noi manteniamo un livello assistenziale poroso e inefficiente. Sarebbe opportuno, pertanto, approfittare dell’emergenza da pandemia, e che gli eletti in parlamento della Calabria di ogni schieramento facessero fronte comune: “si chieda immediatamente un decreto speciale per il sud”. La minaccia da coronavirus, oltre a creare un precedente che ci deve far riflettere, sia l’occasione per aprire gli occhi. Il meridione non può condividere un contesto di “emergenza globale” priva di una assistenza sanitaria degna di un paese civile. Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto in Calabria se i numeri degli infettati fossero in linea con le regioni del nord.

Da pochi mesi si è insediata la Santelli come Presidente, anche col suo sostegno che l’ ha visto come candidato. Secondo lei, saranno sufficienti le misure del “Riparti Calabria” per aiutare concretamente l’economia regionale?

Sicuramente non lo saranno i 150 milioni di euro contemplati in una misura ma possono ritenersi un buon inizio. È da sottolineare però che la Calabria è una delle prime regioni ad aver adottato una misura specifica e fattibile per consentire a breve ritornare in operatività. Ovviamente nessuno può sapere l’ammontare economico provocato dal fermo obbligatorio di tutte le attività. Cioè se tali misure saranno sufficienti o dovranno essere integrate, lo si potrà stabilire nel tempo quando ci sarà ” la conta dei danni”. La fase due non sia solo l’annuncio di ripresa del paese deve anche contenere misure adeguate per garantire posti di lavoro e sostenere l’avviamento di aziende e imprese.

Passiamo a un argomento più leggero… Ama la filosofia. Può racchiudere in una citazione filosofica ciò che sentono gli italiani in questo momento?

Non credo ci sia una frase filosofica che possa racchiudere l’intero sentimento nazionale. Mi piace pensare che tutti gli italiani in questo momento pensino che presto torneremo a vivere le nostre fortune, fortunati di vivere in un paese meraviglioso, fortunati di esistere in un’epoca in cui l’essere umano è posto al centro dell’attenzione, fortunati ad essere assistiti e curati da professionalità di altissimo livello che in finiremo mai di ringraziare per quando stanno facendo,. Quindi se penso alla sfortunata circostanza della pandemia mi vieni in mente la frase di Seneca “Anche la sfortuna è mutevole. Forse sarà, forse non sarà, nel frattempo non è; tu spera nel meglio…”

Se non avesse scelto di occuparsi di politica, a cosa si sarebbe dedicato?

Prima di tutto vorrei sottolineare che sono un libero professionista, tuttavia la mia passione per la politica è così forte da non sapermi immaginare in altro contesto. Non lo so, forse avrei coltivato con più interesse la volontà di fare il calciatore.

Uomo pubblico, uomo privato… Cosa costa in termini di sacrifici privati, dover esser sempre una figura di riferimento?

Amo essere un punto di riferimento perché se non lo fossi, probabilmente, dovrei cambiare obiettivi nella vita. In termini di sacrifici privati spesso tocca rinunciare agli affetti più cari come la famiglia, ad altre passioni e hobby. Rinuncia più complicata, difficile, è trascurare la morale privata per favorire quella pubblica, per ragion di stato, diciamo così.

Lei ha un gruppo politico che lo sostiene non legato tanto a un partito quanto alla sua figura politica. Quanto è importante avere tal sostegno?

Come ho detto all’inizio ho riunito intorno a me le persone che da sempre mi hanno accompagnato in questo percorso e altre che si sono aggiunte in questi anni. Avere sostegno e condivisione su un percorso politico è determinate. Nessuno è in grado di incidere sui processi di sviluppo di territorio da solo. La squadra fa la differenza, hai bisogno di confrontarti di dibattere le questioni, di occhi e orecchie sul territorio.

Ipotizziamo un viaggio… Può mettere in valigia solo cinque oggetti… Cosa metterebbe?

In questa valigia immaginaria metterai sicuramente un libro di filosofia, “Lettere a Lucillo” di Lucio Anneo Seneca, pillole di vera saggezza; il mio cellulare; una giacca blu; una camicia bianca e prestando fede alla locuzione latina “Mens sana in corpore sano”, un completo da jogging.

Che libro sta leggendo in questi giorni in cui è anche lei a casa?

“Un uomo di Oriana Fallaci”

Grazie Onorevole per la sua disponibilità e Buon Lavoro.

Angela Amendola 

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