“Forza Italia” di Manuel Caramico

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Avreste mai pensato di vivere un periodo come questo?

Sicuramente molta gente come me se lo sarà chiesto e sinceramente prima di questa quarantena non mi sarei mai fatto una domanda del genere.

Ora sembra quasi di vivere in un film o tra un episodio e l’altro di una serie TV apocalittica, una delle tante che in questi giorni tengono compagnia a tutti noi italiani, magari tra un libro e una canzone cantata a squarciagola fuori al balcone, magari proprio l’inno d’Italia, cantato con così tanta grinta che sembriamo voler urlare in faccia al corona virus che noi siamo più forti e che non ci fa paura.

Dopo la sfida canora giornaliera delle 16, c’è chi si allena per limitare i danni che il mangiare per noia sta causando al suo fisico, chi si cimenta in qualche sfida culinaria, che forse non gli compete per nulla, c’è chi si limita ad una sfida a briscola o a tresette in famiglia, dopo l’ultima persa nel lontano 2007.

C’è anche chi però deve andare a lavorare con la paura di contrarre il virus (a proposito, ringrazio con tutto il cuore ogni singolo medico che sta lottando con tutta la sua forza contro questa minaccia).

Io mi auto-inserisco nella categoria di chi passa metà delle sue giornate sdraiato sul letto, con un po’ di buona musica, rigorosamente italiana, a farsi delle domande esistenziali che magari prima di questo periodo non avrei mai pensato di farmi, come per esempio:

“Perché deve succedere proprio ora, a noi?”

“Quando finirà tutto questo?”

“Finirà?”

“Prenderò il diploma con un altro anno di ritardo?”

Ovviamente le risposte variano di giorno in giorno, continuo a farmi domande fin quando la riproduzione casuale del mio lettore musicale passa da una canzone di Cremonini a un tormentone estivo sentito migliaia di volte.

Questo mi porta solo un pensiero in testa: il 10 luglio devo essere in Puglia, a far ballare una ventina di coppie che come me non staranno sicuramente pensando al fatto che hanno passato da poco una pandemia storica; spero sia davvero così, spero che quel dieci luglio non sia ancora costretto ad andare sulla terrazza per prendere un po’ di sole.

Ma poi penso, non voglio deprimermi temendo un futuro peggiore e, tra una storia e l’altra di Instagram, passa il viso di uno dei migliori amici che fuma una sigaretta  al prato dietro al paese, alla faccia del #IoRestoaCasa!

Così rispondo e parte una discussione che almeno mi tiene impegnato per una mezzora, anche se finisce tra un “ti voglio bene” e un “non vedo l’ora di rivederti”.

Mettiamo per un secondo da parte tutti i lati negativi di questa situazione…

Uno dei pensieri che faccio spesso è:

durante questo periodo puoi renderti conto di molte cose, di chi si preoccupa per te, e non parlo dei genitori, di quanta gente ti vuole veramente bene, che anche con un piccolo – come stai? – riesce a tirarti via quella palla che hai sullo stomaco“…

Penso anche che scansando di un centinaio di metri la gente che continua ad uscire per svagarsi, quanto noi italiani riusciamo a sentirci un paese con la P più che maiuscola, quasi una P gigante, tutti pronti a difendere lo stivale più di noi stessi.

Come esempio lampante prendo l’appello che è stato fatto pochi giorni fa ai medici che non lavorano oppure in pensione: sono stati più di 7.200 le persone che hanno risposto, contro la previsione di circa 300, ben 6900 in più.

Persone che potevano altamente infischiarsene e restare a casa, e invece hanno deciso di rischiare anche la morte per aiutare il loro il nostro ed il mio Paese.

Sicuramente quest’anno non passeremo la Pasquetta o il Primo maggio con i nostri amici di sempre, ma possiamo essere sicuri che saremo in compagnia di tutti i nostri connazionali italiani, orgogliosi e sul piede di guerra per poter combattere questa minaccia, ognuno a modo suo, nel suo piccolo.

 Manuel Caramico – 5B indirizzo elettronica

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