Tempo di Poesia
Il 2026 per chi ama la poesia ha schiuso le sue ali con un appuntamento consolidato negli anni ovvero con la proposta come sempre che vede l’unione di poeti contemporanei e classici.

“Il progetto – mi dice Elena Saviano, curatrice dell’agenda – nasce nel 2013 con l’intento di condurre a spasso per un anno le poesie di autori che pensano che la poesia è momento sublime di esternazione dell’anima”.
“Infatti – aggiunge Elena – in un mondo che corre veloce, c’è ancora bisogno di spazi lenti, intimi, capaci di restituirci il contatto con le emozioni più autentiche.
Tempo di poesia nasce proprio da questa esigenza: non è una semplice agenda, ma un viaggio quotidiano tra parole, immagini e silenzi che parlano al cuore”.
Fiore – Possiamo tranquillamente affermare quindi di avere tra le mani molto più di uno strumento per annotare impegni e scadenze…
Saviano – Assolutamente sì! Tempo di poesia è una compagna di strada che intreccia organizzazione e ispirazione. Ogni pagina può accogliere versi, riflessioni, citazioni d’autore o componimenti inediti, trasformando il tempo ordinario in tempo vissuto con consapevolezza.
In Tempo di poesia, i giorni non sono solo date da riempire, ma occasioni per fermarsi, respirare e ascoltare.
Aggiungo che la struttura dell’agenda è pensata per accompagnare il lettore lungo tutto l’anno. Accanto agli spazi dedicati alla pianificazione quotidiana, trovano posto poesie che seguono il ritmo delle stagioni: versi luminosi per la primavera, intensi per l’estate, malinconici per l’autunno, intimi e profondi per l’inverno. Ogni mese diventa così un capitolo emotivo, un invito a sintonizzarsi con i cambiamenti della natura e dell’animo umano.
Fiore – Non manca l’interattività…
Saviano – Sì, pagine bianche per scrivere i propri pensieri, sezioni dedicate ai sogni, agli obiettivi, ai ricordi più belli. L’agenda si trasforma in un diario poetico personale, uno spazio sicuro dove dare voce alle proprie emozioni senza giudizio. Scrivere diventa un atto di cura, un modo per conoscersi meglio e rallentare.
Fiore – E dal punto di vista grafico?
Saviano – Dal punto di vista grafico, Tempo di poesia si distingue per un design elegante e delicato. Ogni dettaglio è pensato per offrire un’esperienza sensoriale completa, capace di rendere speciale anche il gesto più semplice, come segnare un appuntamento.
Fiore – In un’epoca dominata dal digitale si è di fronte a una bella scommessa…
Saviano – Già, a una scelta controcorrente. Significa prendersi il tempo di scrivere a mano, di sfogliare pagine, di lasciare tracce tangibili del proprio passaggio. È un ritorno alla lentezza, alla bellezza delle parole scritte con calma.
Tempo di poesia non è solo un’agenda: è un invito a vivere ogni giorno con maggiore profondità.
Fiore – Perché questo?
Saviano – Perché il tempo, quando è attraversato dalla poesia, non è più soltanto una misura che scorre, ma uno spazio da abitare con il cuore. Un passaggio creativo, concentrato e musicale per comunicare emozioni, immagini, pensieri e stati d’animo. A differenza della prosa, la poesia presta particolare attenzione al ritmo, al suono delle parole, alle figure retoriche e alla disposizione grafica dei versi. Non si limita a raccontare qualcosa, ma cerca di farlo sentire, trasformando le parole in esperienza. Fin dall’antichità, la poesia ha rappresentato uno dei modi più profondi con cui l’essere umano ha cercato di comprendere e raccontare il mondo.
Fiore – Cosa distingue la poesia dalle altre forme di scrittura?
Saviano – Prima ancora della scrittura, i versi venivano tramandati oralmente, accompagnati dalla musica, per narrare miti, imprese eroiche e storie d’amore. La poesia nasce dunque come forma di memoria e di espressione collettiva.
Ciò che distingue la poesia dalle altre forme di scrittura è la sua capacità di concentrare significati in poche parole. Ogni termine è scelto con cura, ogni suono ha un valore. Attraverso strumenti come la metafora, la similitudine, l’allitterazione e la rima.
Il poeta costruisce un linguaggio ricco di suggestioni. Spesso ciò che conta non è solo ciò che viene detto, ma anche ciò che viene evocato.
Fiore – Nel corso dei secoli, la poesia ha assunto forme diverse…
Saviano – Già… siamo passati dalla poesia epica di Omero ai sonetti di Petrarca, fino ai versi liberi del Novecento.
Ogni epoca ha reinterpretato questa forma espressiva secondo la propria sensibilità. Se un tempo predominavano schemi metrici rigidi e rime precise, oggi molti poeti scelgono il verso libero, privilegiando la spontaneità e la forza espressiva.
Fiore – La poesia parla solo d’amore?
Saviano – No! Affronta temi universali come la vita, la morte, il tempo, la natura, la solitudine, la speranza. Può essere intima e personale, ma anche civile e sociale, capace di denunciare ingiustizie o raccontare cambiamenti storici.
In un mondo dominato dalla velocità e dalla comunicazione immediata, la poesia invita a rallentare. Richiede attenzione, silenzio, ascolto. Leggere una poesia significa entrare in un dialogo profondo con le parole e con se stessi.
Fiore – Prima di dare voce ai poeti contemporanei della tua pregiata agenda Tempo di Poesia 2026 mi dai una ulteriore definizione di “poesia”?
Saviano – La poesia è molto più di un semplice testo in versi: è un modo di guardare la realtà con occhi nuovi, di trasformare le emozioni in immagini e di dare voce a ciò che spesso resta inesprimibile.
Stefania Miro – La poesia è un fiume in piena, è scrivere di getto tutto quello che ti si è accumulato dentro: pensieri, ansie, momenti felici, emozioni che spesso non sai raccontare a parole… ma scrivere è un gesto istintivo, è liberazione, è entrare in contatto con la tua parte interiore che fa riemergere tutti i momenti soffocati nel tempo, un gesto terapeutico che scansiona i sentimenti e li riporta alla luce senza vergogna e senza remore, sei solo tu e il tuo foglio bianco che va riempito quando il tuo vaso di Pandora sta per esplodere… e tutto fluisce all’esterno, come un’autentica gestazione che crea il suo frutto.
La partecipazione all’Agenda “Tempo di Poesia” mi ha aiutata in quest’impresa, perché il bisogno di farsi “sentire” è imperativo in quanto corpo e mente devono sempre essere in equilibrio.

Berta Ceglie – La poesia, per me, è un atto di verità: un modo per dare voce a ciò che resta nascosto. Scrivere significa ascoltare, lasciare che le parole trovino la loro forma più onesta.
Nell’Agenda Tempo di poesia 2026 ho sentito questo ascolto diventare comunità.
Ogni autore porta un frammento di mondo e lo offre agli altri senza rumore. Essere presente con quindici miei testi, dal 1 al 15 giugno, è un dono prezioso. È come affidare al lettore un piccolo calendario emotivo, un percorso di giorni e visioni. La mia partecipazione nasce da gratitudine e responsabilità verso chi legge. Credo che la poesia possa ancora essere un luogo di incontro e di cura. Un tempo sospeso in cui riconoscersi, anche solo per un istante.
E questa agenda custodisce proprio quel tempo.

Santina Folisi – Ho sempre amato la scrittura, ma non avevo scoperto il bellissimo linguaggio della Poesia fino al 2016.
Rimasi sorpresa quando con le parole , accostandole, avevo fatto sentire delle voci locali, i “Venditori ambulanti”, che tenderanno a scomparire, in poesia, che declamai durante un evento culturale a Messina emozionando, simpaticamente, il pubblico. Da quel momento in poi, diventai un fiume in piena…
Cominciai a produrre, a pubblicare libri, a utilizzare, per svariate occasioni, la mia poesia, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti.
Entusiasmante l’esperienza della mia partecipazione, sin dal 2018, nell’ Agenda Tempo di Poesia, ideata e creata dalla prof.ssa Elena Saviano che ha unito poesia, pensiero e autori classici in armonia con il mio desiderio di portare ovunque, anche nello spazio della nostra quotidianità, la splendida arte, che si reiventa nel tempo, che mantiene sempre la sua funzione spirituale e universale e tanto necessita all’uomo per riflettere la vita.
L’Agenda nella sua semplicità, praticità, raffinatezza e intramontabile eleganza, raccoglie i componimenti poetici di autori vari e accompagna il lettore nei 365 giorni dell’anno a stabilire una buona disposizione d’animo, finalizzata ad addolcire la sua giornata , con parole e pensieri che appartengono a tutti.

Sonia Giovannetti – Sono stata felice di partecipare anche quest’anno alla realizzazione dell’Agenda “Tempo di Poesia”.
Mi ha sempre affascinato il progetto che la contraddistingue, ossia il prezioso abbinamento di poeti contemporanei e di poeti classici.
Questa unione permette di tenere ben saldo il perdurare dell’afflato poetico nel tempo e di consolidare, in tale continuità, la “bellezza” che il linguaggio poetico rappresenta e che costantemente spinge ad elevare lo spirito dell’uomo.
L’agenda è un deposito di memoria che rinvia per sempre al presente il nostro passato, la nostra storia, e con essa noi stessi, rivelandoli ai suoi lettori. Registrando eventi e pensieri, li rende eterni, come fa la poesia.
Complimenti, dunque, all’ideatrice e curatrice dott.ssa Elena Saviano, che ogni anno ci regala nuove emozioni e che ringrazio per la fiducia e la stima che dimostra verso la mia poesia.

Marisa Liseo – La mia poesia nasce dalla necessità di esprimermi con un linguaggio che rappresenti uno spazio di libertà e di disobbedienza verso ogni forma di sopraffazione e di svilimento dell’io.
È un’urgenza, un bisogno quasi fisiologico di scavare giù, in fondo fino alle viscere, per una maggiore consapevolezza di me e per riportare in superficie il caos dell’esistenza, del mio stare al mondo, cosi come il mondo lo percepisco, rendendo le parole uno strumento per raggiungere una verità più profonda.
Le parole comunemente servono a comunicare, a esprimere pensieri, sentimenti ed emozioni e a mettersi in relazione con gli altri, veicolando informazioni e trasmettendo stati d’animo che producono reazioni in chi le ascolta. Le parole sono l’essenza della poesia, però la poesia nasce dall’insufficienza delle parole ordinarie, che devono essere caricate di emozione, di immagini, visione, ritmo e musicalità; ma anche di pause, silenzio e di profondo ascolto. Essere presente con i miei versi nell’Agenda Tempo di poesia 2026 ha reso più vicino ai lettori tutto questo, accompagnandone con altri poeti la quotidianità.

Antonino Causi – La poesia è magia, spiritualità e anche mistero, sicuramente è la più alta e nobile espressione del proprio sentire è anche disvelamento di percorsi sconosciuti. Nella mia poetica emerge quasi sempre l’uomo e i suoi valori, il suo mondo e le sue problematiche, le sue battaglie quotidiane con la società.
Le mie liriche racchiudono ottimismo e speranza, i versi spaziano su argomenti d’amore, fede, natura, passione, temi di carattere sociale e di protesta.
La poesia può rendere la vita più bella e migliore e l’uomo non deve solo “ragionare” ma anche saper esprimere ciò che sente, solo così potrà guardare sé stesso e gli altri in una prospettiva nuova, serena e piena di fiducia.
Sono contento di aver collaborato con le mie poesie al progetto della Prof.ssa Elena Saviano con l’agenda poetica annuale, un’idea originale e preziosa che vede poeti del passato e poeti contemporanei che si incontrano mensilmente in un’unica grande bellezza creando un rapporto empatico con il lettore.
Fiore – Un caro grazie a te, cara Elena, e ai tuoi entusiasti poeti…
Saviano – Grazie a te, da tutta la squadra di Tempo di Poesia 2026.
Vincenzo Fiore
Si ringrazia il fotoreporter Luigi Buonincontro per il materiale fotografico.






