Intervista alla Scrittrice Mariangela Cutrone

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A LIBRI, ARTE E QUANT’ ALTRO ARRICCHISCA L’ANIMA

l’ospite di oggi è la scrittrice, Mariangela Cutrone

Gli empatici sono rari in queste Terre

 aride d’amore

e quando ne incontri uno…

Hai trovato un’oasi.

M.P

Introduco l’ospite di oggi con una domanda a voi lettori; quanti di voi sono Empatici?

Approfondiamo questa parola: “L’empatia è la capacità di comprendere o sentire ciò che un’altra persona sta vivendo, cioè la capacità di “mettersi nei panni di un altro”. Una dote rara in questa società sempre più individuale dove il proprio benessere diviene prioritario.

Ma fortunatamente ci sono persone che nascono con questo dono e lo manifestano nella loro vita trasmutandolo in lavoro o passione.

L’ospite di oggi avverte forte in lei questo bisogno di vicinanza, di cura verso il prossimo tanto che schiude il suo cuore alla poetica portando nei suoi versi tutta la sua sensibilità e traducendola in parole che aprono a riflessioni.

Della sua poetica dicono: “Parole tradotte in versi” che trasudano empatia, passione e amore per la vita e l’Altro”. E leggendo alcuni dei suoi versi si evince la purezza del suo intento…

Questo mondo accelerato,

ci accomuna tutti

vaghiamo alla ricerca

di cosa non si sa

eppure l’essenziale c’è

è spesso davanti ai nostri occhi…

Sono passaggi che narrano la vita nella sua durezza e bellezza e l’autrice sa fondere, regalandoci versi alla portata di tutti dove la comunicazione è limpida.

La sua parte empatica si percepisce nel voler aprire il suo sentire a tutti con una scrittura delicata, diretta, pulita, ma soprattutto veritiera! Versi che narrano, coinvolgono e creano un filo diretto tra il donare e il ricevere.

Ma l’ospite di oggi non manifesta la sua empatia solo nella poetica ma la porta nella vita di tutti giorni…

Conosciamola meglio: Mariangela Cutrone, in arte Mary Empatika, è laureata in Scienze dell’Educazione e Formazione con una tesi sull’empatia nell’insegnamento scolastico. La scrittura è la sua più grande passione, privilegiando poesie, racconti e storie ispirate alla pura vita. Cura diversi blog culturali e collabora come giornalista free lance con testate giornalistiche a livello nazionale, tra cui IlGiornale.it dal 2018, curando tematiche come salute, benessere, lifestyle, cultura, libri. Autrice e conduttrice del podcast di Radio Raccontiamoci, “Empatia: universo di emozioni” incentrato sul mondo delle emozioni e dell’empatia. Nel 2023 per Rossini Editore del gruppo editoriale Santelli ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “Le parole empatiche”.

E sono proprio curiosa di chiederle: “ma quanto è difficile essere empatici oggi?”. Scopriamolo insieme…

Innanzitutto ti ringrazio di essere qui e parto subito col chiederti, quando hai avvertito il bisogno di scrivere?

È dal periodo dell’adolescenza che dentro me si è manifestato il bisogno di esprimermi tramite la scrittura mettendo “nero su bianco” su pezzi sparsi qua e là quelle che io chiamo “parole tradotte in versi”. Erano e sono l’espressione di quella parte di me che non riuscivo e spesso ancora oggi non riesco a far emergere in altro modo. Ero un’adolescente inquieta e molto sensibile. Già da allora sentivo l’esigenza di andare controcorrente e non omologarmi a ciò che il sistema detta lasciando poco spazio alla creatività e all’immaginazione.  Da allora la scrittura è stata una vera e propria ancora di salvezza per me, compagna di vita e “missione” di vita. Per me scrivere ha anche un effetto catartico e mi permette di connettermi al meglio con la parte più vera e autentica. Colleziono taccuini con riflessioni, poesie e aforismi. Ogni volta che torno a casa dei mei in Puglia ne ritrovo qualcuno che risale ai tempi della mia adolescenza e mi ha uno strano effetto rileggerli a distanza di tempo.

Ti laurei in scienze della Educazione e Formazione con una tesi sull’empatia nell’insegnamento scolastico. Argomento davvero interessante. Formare i ragazzi, aprendo il proprio cuore alle loro paure, insicurezze, sogni è possibile attuare un rapporto di questo genere tra studente e mentore?   

Direi che oggi si sente l’esigenza più di ieri di instaurare un rapporto empatico tra studenti e insegnanti. I giovani di oggi hanno bisogno di essere guidati, incoraggiati e sostenuti nel loro percorso di evoluzione. Noi educatori, genitori, insegnanti dobbiamo tenere conto del nostro ruolo importante e prezioso di guidare le nuove generazioni con empatia, fiducia, rispetto e confronto nelle loro azioni quotidiane miranti a perseguire il tanto agognato cambiamento e i sogni, anche quelli meno ordinari. La sospensione del giudizio è il primo passo. Lo stimolare domande e curiosità fa la differenza.  Tramite un approccio empatico nell’insegnamento o nella genitorialità è possibile educare gli adulti di domani. Bisogna innanzitutto valorizzare l’intelligenza emotiva, educare ai sentimenti e alle emozioni, rispettare le capacità di ognuno in quanto essere speciale, saper orientare al meglio le potenzialità e le attitudini. La scuola italiana ha bisogno di una ventata di rinnovamento.

L’empatia è un dono, ma nasce anche dall’ esempio, qualcuno della tua famiglia ti ha spinto a vedere la vita con questi occhi verso il prossimo?

La figura di mio padre in quanto persona, umile, gentile, generosa e sensibile è stata emblematica per me sin dall’infanzia. Per me è un grande esempio perché mi ha insegnato di diverse occasioni a non perdere mai le staffe e la fiducia nei confronti dell’Altro anche quando è inevitabile sperimentare sulla propria pelle cosa significa sentirsi delusi, non rispettati o oltraggiati. Ogni volta che nel mio animo la rabbia e lo sconforto fanno capolino, mi basta pensare a mio padre per ristabilire un po’ di serenità. Anche la maternità mi ha resa ancora più empatica nei confronti del mondo. Ogni giorno attraverso gli occhi di mio figlio sperimento nuovi modi di abitare il mondo che mi circonda e quello altrui.

Nel 2023 per Rossini Editore del gruppo editoriale Santelli hai pubblicato la tua prima raccolta di poesie “Le parole empatiche”. Ti va di parlarcene?

Il progetto “Le parole empatiche” nasce durante gli anni della pandemia nei quali abbiamo sperimentato un inedito, imprevisto, quasi surreale modo di stare al mondo e di relazionarci con gli altri. In quel periodo ho sentito l’esigenza di mettere nero su bianco riflessioni e pensieri che avevano come fulcro il potere dell’incontro come bisogno vitale di ognuno di noi. Nelle mie liriche l’incontro con l’Altro diventa l’occasione per conoscersi meglio ed entrare in contatto con la propria essenza. Il lockdown mi ha dato l’ennesima conferma che noi non siamo isole e che abbiamo bisogno di specchiarci negli altri per colorare di tinte accese la nostra quotidianità che acquisisce un senso, una direzione e una narrazione preziosa e che vale la pena sperimentare.

Ho letto alcune delle tue liriche, davvero tutte molto belle e mi colpisce la loro limpidezza il saper arrivare al lettore senza troppi fronzoli, parole efficaci che trasudano di tutta la passione che ci metti. E ti chiedo, è la tua parte empatica che ti ha spinto a scrivere versi lineari comprensibili a tutti? (cosa davvero non scontata visto la smania di molti poeti odierni che utilizzare temini complessi che spesso riducono la poetica in parole senza alcuna anima).

Nella scrittura delle mie liriche inevitabilmente è la mia parte empatica che mi guida. Il suo intento è consentire a tutti di immedesimarsi negli stati d’animo, nelle sensazioni ed emozioni di cui parlo. E quando si parla del nostro senso di umanità e del nostro stare e abitare il mondo non servono fronzoli e artifizi.  Occorre essere semplici, veri, umili e autentici. Ciò che conta è scrivere col cuore sintonizzandoci alla propria parte più autentica consentendole di esprimersi in piena libertà e verità.

Della tua raccolta scrivono: “Un testo rivolto ai sognatori che hanno – o vogliono avere – fiducia nel genere umano, senza abbandonare la propria parte emotiva, spesso messa da parte a vantaggio della razionalità.”  A oggi è possibile ancora unire l’umanità in una solidale e reciproca manifestazione di fiducia?

Molti mi dicono che i miei versi sono utopici. Mi sono persino sentita dire che sono “troppo emotiva” come se provare emozioni intense sia un difetto o una debolezza. Io credo nell’umanità nonostante le brutture del mondo, gli esempi cattivi e malevoli che la stampa diffonde. Ho sempre pensato che in mezzo alle brutture del mondo ci siano poche ma buone persone che fanno ancora la differenza e che ogni giorno coltivano l’arte della gentilezza e dell’empatia nei confronti dell’Altro. I loro semi saranno in grado di far crescere frutti rigogliosi che trasuderanno rispetto, solidarietà e condivisione significativa di esperienze e momenti memorabili capaci di stimolare il cambiamento.

C’è un poeta a cui ti sei ispirata?

Onestamente no. I miei versi sono nati in piena libertà senza influenze e condizionamenti anche se anche io ho le mie preferenze e i miei idoli nel mondo poetico come Charles Bukowski e Jim Morrison che pochi conoscono in questo ruolo.

Estrapolo questo passaggio della tua poesia titolata: “Indossando lenti colorate”.

 …Ogni giorno è un’avventura inedita

se impari a vedere la vita

con occhi sempre diversi.

Ma non basta guardarla

bisogna osservarla

indossando lenti nuove…

Tu nel tuo cammino queste lenti nuove le hai trovate?

Sì, e ne vado orgogliosa perché mi permettono di scovare la Bellezza nei posti meno pensati. Le mie lenti colorate si cibano di meraviglia e mi motivano a cogliere la tanto agognata ispirazione dove la gente distratta e razionale non sarebbe capace di riconoscerla. Mi aiutano a valorizzare la mia “me bambina” che non può fare a meno di emozionarsi e scalpitare ogni qual volta decido di perseguire con passione ed entusiasmo nuove sfide quotidiane e non ordinari progetti creativi.

Oltre la poesia collabori con diversi blog e testate giornalistiche a livello nazionale, tra cui ricordo IlGiornale.it. Ti occupi di tematiche come salute, benessere, lifestyle, cultura, libri. Tantissimi argomenti quale tra questi prediligi?

Sono una persona molto curiosa e ho tanti interessi e passioni trasversali. Gli argomenti di cui tratto nel mondo giornalistico mi permettono di nutrire e mantenere viva questa parte di me anche nella vita professionale. Prediligo tanto scrivere di Cultura e Libri perché leggere è una passione che amo sin da quando ero piccola quando mi recavo a casa di mia zia, ex insegnante di italiano alle scuole medie, e non potevo fare a meno di farmi prestare un libro di narrativa. Adoro recensire libri e intervistare i loro autori. È un modo per confrontarmi con loro su tematiche che sento mie e che meritano di essere divulgate. Mi affascina il loro atto creativo, da dove nasce l’ispirazione delle loro storie e della creazione dei loro personaggi.

Autrice e conduttrice del podcast di Radio Raccontiamoci, “Empatia: universo di emozioni” ti va di parlarcene?

“Empatia, universo di emozioni” è nato dall’esigenza di valorizzare e promuovere l’importanza dell’intelligenza emotiva nelle nostre esistenze attraverso un format di cui io sono una grande estimatrice.  Il podcast è stato prodotto in collaborazione con RadioRacontiamoci e comprende sei puntate che possono essere ascoltate sulle principali piattaforme di fruizione di podcast, nelle quali si affrontano tematiche riguardanti il mondo delle emozioni e dell’empatia. Ogni puntata si compone di due parti. La parte narrativa è composta da un mio monologo sulla tematica affrontata. La seconda comprende l’l’intervista di un esperto. È stata un’esperienza davvero motivante ed entusiasmante che ha ricevuto molti feedback positivi e che mi ha permesso di confrontarmi con psicologi, terapeutici, lifecoach e docenti sul multisfaccettato mondo dell’empatia di cui non si finisce mai di apprendere.

Lo psicanalista Alfred Adler (1870-1937) sull’ empatia diceva: Vedere con gli occhi di un altro, ascoltare con le orecchie di un altro e sentire con il cuore di un altro. Una tua considerazione?

Non posso fare a meno di citare “Il dilemma dei porcospini” del filosofo Schopenhauer il cui racconto consiglio vivamente di leggere. Lo trovate nella raccolta degli scritti intitolata “Parerga e Paralipomena”. In questa sorta di favola il filosofo tedesco ci insegna che empatia è accogliere l’altro instaurando un rapporto in cui l’equilibrio è di fondamentale importanza ed è basato su una sorta di “vicinanza” e “distanza” che consente a sé stessi e a gli altri di star bene, sostenendosi a vicenda senza sostituirsi. Per me empatia è accogliere l’altro accettandolo in tutte le sue sfaccettature sospendendo il giudizio e condividendo esperienze significative basate sulla reciprocità, il confronto, il dialogo e la comprensione.

Ma chi è Mariangela Cutrone nella vita di tutti i giorni?

È una donna curiosa e sognatrice sempre pronta a mettersi in gioco e accettare nuove sfide creative e professionali. Ho sempre un taccuino a portata di mano per annotare ciò che scalpita nella mia mente e che non può fare a meno di essere espresso. Sono una book addicted e mamma multitasking con una passione sfegata per la musica rock.

Un sogno nel cassetto?

Ve ne racconto due che hanno a che fare con la mia passione sfegatata per la musica rock. Il primo è intervistare Dave Grohl, leader dei Foo Fighters ed ex batterista dei Nirvana, mio musicista preferito e che stimo molto anche come persona.  Il secondo è diventare autrice di canzoni.

Un messaggio a tutte quelle persone che faticano a credere nel prossimo.

Non elevare mura tra sé e il mondo altrui perché rischiano di diventare massicce e cibarsi di incomprensioni e giudizi affrettati. Non smettere mai di coltivare l’arte della gentilezza fatta di gesti semplici ed essenziali che sono capaci di scaldare il cuore e fare la differenza anche in una giornata uggiosa e quando si ha a che fare con gente egocentrica e miope.

L’empatia è stata una tua compagna di vita e lo è tuttora, quanto è difficile essere empatiche in questo mondo così poco propenso all’ amore verso gli altri?

Non nego quanto sia difficile essere empatici al giorno d’oggi. Significa soffrire di più. In molte esperienze di vita mi sono sentita incompresa, svalorizzata o fraintesa.  A volte mi sono ritrovata a raccomandarmi di diventare più menefreghista per salvaguardare la mia sanità mentale. Purtroppo ci sono persone che credono che la sensibilità e l’empatia siano delle debolezze.  Essendo una persona molto aperta e propensa all’amore nei confronti degli altri c’è gente che in passato ha approfittato di questa mia attitudine e dote. Nonostante tutto io non rinuncio a questa parte di me perché se la soffocassi o non le dessi la giusta espressione significherebbe sentirsi morta per metà.

Ringraziando Mariangela Cutrone per il tempo dedicatomi, ricordo ai miei amici lettori il Link del suo libro “Le parole Empatiche”.  Potete leggere a questo Link la mia recensione.

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