Oggi ha fatto capolino tra i miei pensieri la locuzione latina “Vanitas vanitatum et omnia vanitas (vanità delle vanità e tutto è vanità)“.
Sono consapevole che il discorso mi porterebbe lontano se non disponessi di un provvidenziale freno.
Siamo tutti vanitosi, è vero. Non possiamo negarlo, “sed… est modus in rebus“.
Qualche giorno fa la vanità è stata argomento di conversazione con una mia amica.
Si rifletteva sul fatto che, spesso e volentieri, su facebook e non solo, si rischia di rimanere travolti da un vento di superficialità, di esibizionismo che vede il prevalere dell’immagine sul contenuto.
È un argomento vecchio quanto il mondo, ma che ogni tanto fa piacere rispolverare.
Ci si soffermava, infatti, sull’eleganza del silenzio, sul fascino della discrezione, della sobrietà nel presentarsi in pubblico.
Ebbene sì, il silenzio può raccontare tante cose, ma non tutti sanno viverlo e solo in pochi riescono a leggerlo.
Le folle sono più attente al clamore mediatico, sono lontane dal quel velo di pudicizia che conferisce alle cose una dimensione ovattata, quasi incontaminata.
Ma poi chi ha detto che sia giusto piacere a tutti?
Meglio ricevere i consensi di pochi, ma buoni.
A proposito della pudicizia, non posso non citare il Sommo perché nessuno meglio di lui può interpretare questo sentimento:
“Lo pudore é uno ritraimento d’animo da laide cose, con paura di cadere in quelle”.
Intelligenti pauca!
Piera Messinese
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