Il 2 aprile 2005 il mondo si fermò per dare l’ultimo saluto terreno a Papa Giovanni Paolo II.
L’ultima volta che il Papa si presentava in pubblico, appariva alla finestra del suo studio con il sondino nasogastrico e tutti ricordano i grandissimi sforzi che faceva per parlare.
Da quando venne diffusa la notizia che il Papa era in fin di vita e fino all’8 aprile, quando hanno avuto luogo le esequie, Giovanni Paolo II è stato ricordato e pianto da una folla di più di tre milioni di pellegrini, moltissimi cattolici e non cattolici, confluiti poi a Roma per rendere omaggio alla sua salma.

Quasi 5.000 pullman e 1.343 treni raggiunsero la Capitale portando oltre 600mila pellegrini, molti dei quali seguirono i funerali attraverso i 24 maxischermi allestiti in tutta Roma.

Il 2 Aprile come tanti fedeli, rimasi davanti alla TV in lacrime.

Sulla sua bara c’era appoggiato un Vangelo, le cui pagine venivano mosse dal vento.

Sembrava che il Papa stesse sfogliando per l’ultima volta il suo Vangelo, facendoci capire di riscoprire la bellezza della parola di Gesù.

Guardando quel Vangelo sfogliato dal vento, i ricordi di Papa Giovanni Paolo II tornarono alla mente: da quando fu eletto e corsi a dirlo a mio padre che era in salone con un suo cugino prete, alla frase ” se sbaglio mi corrigerete” che disse appena eletto, all’emozione nel vederlo da lontano quando venne nella mia città, alle domeniche quando ricevevo la sua benedizione dalla TV .

Insomma a Papa Giovanni Paolo II sono legati molti ricordi della mia vita, in particolare uniti alla famiglia, per questo lo definisco, come fanno molti dei miei coetanei, ‘il mio Papa”.

Con voi vorrei condividere un’aneddoto a me caro che mi raccontò mio fratello.

Faceva parte della security diocesana di Aversa e, nei giorni in cui Papa Giovanni Paolo II era in visita nella nostra città, dormì molto poco.

Mi raccontò che la mattina molto presto, un pasticciere di Aversa gli portò una “polacca”, dolce tipico Aversano.

Quando gli portarono il dolce il Papa sorrise dicendo “un polacco che mangia una polacca“, frase molto semplice e divertente.

Alla notizia della sua morte in Polonia, i cattolici si riunirono nella chiesa di Wadowice, la città natale del Pontefice.

La televisione di Stato cancellò tutte le commedie dal palinsesto a partire dal primo aprile 2005 e cominciò a trasmettere le celebrazioni liturgiche e speciali sul Papa.

I cattolici polacchi, che hanno un profondo sentimento religioso e di devozione verso il Pontefice e si riferiscono a lui come al loro “padre“, rimasero particolarmente scossi dalla sua morte.

Chiesero che almeno il cuore di Giovanni Paolo II fosse seppellito nella sua Patria, ma il Papa venne sepolto nelle Grotte Vaticane come la maggior parte dei pontefici.

Oggi che è Santo rivolgo e rivolgiamo a lui le nostre preghiere affinché interceda per noi a Dio, in modo che tutto il mondo sia liberato dal CORONAVIRUS e dai suoi mali.

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Maria Grazia Del Franco
Sono nata a Napoli. Laureata in lettere moderne, ho coltivato fin da ragazza la passione per la scrittura, sempre con un occhio attento agli episodi che si verificavano nella società. Spinta da un amico d’infanzia, ho iniziato a scrivere, partecipato e vinto vari premi letterari con alcune poesie (“a mia madre” e “l’ultimo desiderio”). Sono socia di “Accademia Edizioni ed Eventi”, gruppo di autori ed artisti che con certosina pazienza, danno spazio alla cultura, organizzando anche eventi e contribuendo alla diffusione dell'arte e del talento. Collaboro alla rivista SCREPmagazine con la rubrica ”LEGGIAMO INSIEME”...e non solo...

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