Un sentito ricordo personale che vorrei dedicare ad un poeta musicista celebrando oggi il 21mo anniversario dalla sua scomparsa… e mi piace farlo con un brano forse poco conosciuto, ma molto indicativo del suo modo di essere.

Se non avete mai sentito questa canzone vi consiglio di ascoltarla fino in fondo… fa parte di quel capolavoro che è “Non al denaro, non all’amore né al cielo“, un Album dove De André rilegge in chiave musicale L’Antologia di Spoon River (una raccolta di poesie che il poeta statunitense Edgar Lee Masters pubblicò tra il 1914 e il 1915)… raccontando in ogni canzone un personaggio di questo villaggio, con disincantata e ironica letteratura musicale.

Tra le molte cose da ascoltare, questo mi piace ricordare in particolare di De André… in questa che sembra una canzonetta dove lancia alcuni messaggi davvero pesanti come pietre con intelligenza e capacità musicale… qui arricchita dal vivo dalla PFM.

Concept album:

Non al denaro non all’amore né al cielo

Artista: Fabrizio De André

Pubblicazione: 1971

Arrangiamenti e direzione d’orchestra di Nicola Piovani

UN GIUDICE

Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura

Ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente

O la curiosità di una ragazza irriverente

Che li avvicina solo per un suo dubbio impertinente

Vuole scoprir se è vero quanto si dice intorno ai nani

Che siano I più forniti della virtù meno apparente

Fra tutte le virtù la più indecente

Passano gli anni I mesi, e se li conti anche I minuti

È triste trovarsi adulti senza essere cresciuti

La maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo

Fino a dire che un nano è una carogna di sicuro

Perché ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo

Fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore

Che preparai gli esami, diventai procuratore

Per imboccare la strada che dalle panche di una cattedrale

Porta alla sacrestia quindi alla cattedra di un tribunale

Giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male

E allora la mia statura non dispensò più buonumore

A chi alla sbarra in piedi mi diceva “Vostro Onore”

E di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio

Prima di genuflettermi nell’ora dell’addio

Non conoscendo affatto la statura di Dio

https://www.youtube.com/watch?v=8-93ubzm9a4&feature=youtu.be&fbclid=IwAR08no3RzUGDHAOyhtq6KpyCYjmuJ8cvUjO36VxA3fzgXlrhwusKr3np-AE

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