Il 7+7

con

Gabriella Colistra

La vita è fatta di imprevisti e di occasioni da prendere al volo.

Guai a lasciar passare il treno… senza prenderlo!

E il vostro inviato, quel “giraItalia” di Vincenzo Fiore, “nato con la camicia della curiosità”, non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di incontrare, a Lamezia Terme, la “professoressa-filosofa” Gabriella Colistra, nata all’inizio di una primavera di tanti anni fa, “con la camicia della storia e della filosofia” e con il “pallino”, fatto di dolcezza, di sensibilità e di amore per i suoi studenti, i suoi ragazzi, di spronarli alla gioia di vivere e alla voglia di futuro.

Ed eccomi allora in Lamezia Terme, sintesi dei Comuni di Nicastro, Sant’Eufemia e Sambiase  e importante centro agricolo, commerciale e industriale, nonché notevole snodo aeroportuale, ferroviario e autostradale.

Gabriella mi accoglie nel suo studio dove passa gran parte della giornata a leggere o scrivere, “dove”, mi dice, “nonostante non sia un luogo spazioso, qui, più che altrove, io sono io”.

Per questo oggi ti ho accolto qui dove amo scrivere, anche se riesco a scrivere dovunque purché, condizione fondamentale, “io sia da sola”.

Leggo nei suoi occhi la “testa dura” dei calabresi che è anche la mia testa: i miei avi, da parte di mamma, erano calabresi.

Lo stesso Andrea Camilleri, il creatore del sicilianissimo commissario Montalbano, fa definire la fidanzata al veemente poliziotto come “testa di calabrese”, ovvero una cocciuta che quando si mette in testa una cosa, vuole che sia quella.

La stessa Mia Martini dichiarava: “Il carattere dei calabresi? A me piace moltissimo. Possiamo sembrare testardi, un po’ duri, troppo decisi. In realtà siamo delle rocce, abbiamo una grande dignità e una grande voglia di lavorare e di vivere“.

Del resto tra teste dure ci si intende…

E allora, senza troppi fronzoli e preamboli, via al 7×7, “7 domande per 7 risposte”, con la nostra (ma cosa dico), con la vostra Gabriella, cari lettori di SCREPmagazine.

VF._ In poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.

GC_ É molto difficile definire sé stessi, ci proverò.

Credo di essere razionale e pragmatica, poco diplomatica: amo   dire   quello   che   penso.

Sono   laureata   in   Filosofia ed ho sempre insegnato Storia e Filosofia nei Licei classici e scientifici. Questo lavoro mi ha portato, per diversi anni, in giro per la Calabria consentendomi di conoscere le problematiche civili e sociali del contesto in cui mi trovavo.

Negli ultimi 20 anni ho insegnato al Liceo Classico di Lamezia.

Ho amato molto la mia professione perché mi ha consentito di stare a contatto con i giovani.

Oggi sono in pensione e felice di sapere dei loro successi negli studi e nella vita.

Amo molto viaggiare. Nella mia vita ho fatto tanti viaggi che mi hanno arricchito molto, sia per i luoghi visitati che per le   conoscenze acquisite: tra questi a Berlino, poco dopo la caduta del Muro e nella ex Jugoslavia, pochi mesi prima che scoppiasse la guerra.

Della Jugoslavia di quel periodo ricordo i supermercati vuoti, la grande miseria e l’arte di arrangiarsi.  Amo leggere e mi piace molto il teatro.

La scrittura, volta alla pubblicazione, arriva tardi, ma nella mia vita di insegnante ho scritto tanto per i miei alunni: schede, sintesi, materiali di studio, etc.

Mi piace in questa occasione ricordare a me stessa l’impegno nell’analisi e nella riflessione sulla Politica che deve tendere solo e soltanto al benessere della collettività.

VF._ Hai delle abitudini particolari durante la scrittura?

GC_ Scrivo   prima   di   tutto   a mano, solo   così   riesco   a   concentrarmi   davvero.

Uso due fogli in contemporanea perché scrivo di getto, avendo in mente già cosa scrivere.

Su un foglio scrivo il testo, sull’altro note e aggiunte che nel frattempo mi vengono in mente.

Solo quando il lavoro è definito lo trascrivo sul PC.

Se non sono a casa, scrivo dovunque ma la condizione imprescindibile è “essere da sola“.

VF._ Quanto conta la conoscenza diretta della vita quando si racconta?     

GC_ Secondo   me, molto   e   non   solo   nello   scrivere.   Penso   che   in   ogni   attività   che   svolgiamo siamo ciò che il nostro vissuto fa di noi. La scrittura lo rivela soprattutto, ti confesso che quando ho deciso di pubblicare il mio libro ho avuto un momento di incertezza, leggendo quelle pagine vedevo me e non ero così decisa a concedermi ad altri. Ho ceduto per le insistenze di chi leggeva i miei articoli o ascoltava le mie conversazioni in incontri culturali

VF._ Che messaggio hai voluto lanciare con il libro “In ordine sparso”?

GC_ Nessun messaggio.

Spero, però, che ogni lettore trovi qualcosa di interessante.

Vorrei che le mie riflessioni e i miei pensieri presentati “in ordine sparso” possano essere compresi da tutti: proprio per questo ho cercato di usare un linguaggio semplice e accessibile anche a chi non ha dimestichezza con il linguaggio filosofico paludato e solenne.

I temi trattati sono tanti, la filosofia è il filo rosso che guida la lettura: mi auguro che chi legge si interroghi, discuta con sé o con altri, perché la filosofia è prima di tutto dialogo, poi conoscenza, consolazione, piacere.

VF._ Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella tua vita? C’è uno scrittore che consideri il tuo mentore?

GC_ Sono   cresciuta   in   una   casa   piena   di   libri, leggere   è   stata   sempre   un’attività   normale   e quotidiana.

Da piccola ho letto classici per l’infanzia, da adolescente Hemingway, Cronin, Dickens, gli scrittori russi ecc. Dei contemporanei ho letto tutti i romanzi di Eco, e saggi dello   stesso: compilando il mio libro ho pensato spesso al suo Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida.

Inoltre Yourcenar, Maraini, Agnello Hornby, Pamuk, ecc. e soprattutto Amos Oz, morto recentemente.

Oggi sono selettiva; leggo soprattutto autori che mi servono per qualcosa: per esempio se voglio conoscere un popolo, una città, un luogo, leggo i romanzieri di quei luoghi che più che i trattati di storia rivelano l’anima dei luoghi e delle persone.

I classici della filosofia mi accompagnano sempre.

Tra questi “La critica della ragion pura” di Kant, il primo classico di filosofia studiato all’Università, è alla base del mio amore per la filosofia.

VF._ Stai pensando a un futuro in cui la scrittura diventerà sempre più importante per te oppure la scrittura sta solo occupando una parentesi temporanea della tua vita?

GC_ Separerei la scrittura dalla pubblicazione di un libro.

Continuerò sicuramente a scrivere come ho fatto sinora.

Non so, al momento, se avrò voglia di pubblicare ancora.

Un fatto è certo: non farò la scrittrice di professione, visto che ne ho fatta un’altra, con grande soddisfazione.

Sai, da quando sono in pensione, prendo la vita con “filosofia”, non cerco nulla e non mi precludo nulla.

VF._ Quanto è importante la promozione per il successo di un libro?

GC_ Fare conoscere il libro è importante.

Ritengo, però, che i prodotti culturali seguano binari diversi da quelli usati per la promozione di altri   prodotti commerciali che hanno diversa fruibilità.

Gabriella Colistra nasce a Cetraro, in provincia di Cosenza e vive a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, città al centro della Calabria, nata dall’Unione dei Comuni di Nicastro, Sant’Eufemia e Sambiase.

Laureatasi in Filosofia a Messina ha insegnato ininterrottamente Storia e Filosofia nei Licei classici e scientifici.

Per diversi anni la Professoressa Colistra, per ilsuo lavoro, “ha girato” la Calabria cosa che le ha permesso di conoscere le varie problematiche civili e sociali del contesto in cui veniva a trovarsi.

Negli ultimi 20 anni ha insegnato al Liceo Classico di Lamezia dove raggiunge la meritata pensione, dopo essere passata per gli istituti scolastici di Bovalino, Petilia Policastro, etc.

Sposata con due figli e attualmente nonna di quattro nipotini che svezza a suon di storia e filosofia.

Socia e Responsabile del Dipartimento Storico Letterario Artistico, in collaborazione con il Prof. Antonio Pujia, dell’Università della Terza Età.

Socia di Accademia Edizioni ed Eventi , Editor e Blogger di SCREPmagazine, pubblica di filosofia e non solo nella Rubrica “Symposium”.

 

Vincenzo Fiore

Questo é il link dove é possibile acquistare “IN ORDINE SPARSO” il nuovo libro di Gabriella Colistra:

https://screpmagazine.com/prodotto/in-ordine-sparso-di-gabriella-colistra/

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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