Il tocco

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Ci lamentiamo del tocco che ci manca,
d’un abbraccio che oramai non ci appartiene più,
e d’una stretta di mano che non riusciamo più a sentire.
Ci lamentiamo della lontananza,
del tocco, d’un abbraccio e della socializzazione che sta svanendo.
Siamo tanto bravi a lamentarci,
ma incapaci a ribellarci e di liberarci.
Succubi d’un sistema che …
allettandoci come una puttana elegante,
ci manipola e… ce mbriaca.
Non date la colpa al mostro invisibile,
tutto questo c’è l’aveva già preannunciato un ONLINE.
Ma dove credevate ci avrebbe portato un ossessionato Online?
Cosa credevate di rimpiazzare con le chat, con le foto e i video?
Qualcosa l’avete rimpiazzata infatti, la vostra vita reale.
Avete permesso che un filo diventasse una catena,
che un illusione rimpiazzasse la fantasia,
e permesso che la pelle dimenticasse il calore umano.
Eppure stando online non ve siete mai lamentati del tocco,
dell’abbraccio e d’una stretta di mano,
per non parlar d’altro…. Ed è Meglio che me sto zitta!
Meglio che non oltrepasso il limiti della decenza,
raccontando di più, che poi, vi è palese già, inutile che vi scandalizzate.
Anzi in molti son convinti che l’amore e l’amicizia
nasca e cresce anche dietro uno schermo,
fingendo o rifiutandosi di non capire che può esserlo solo in parte.
La parte vera, ma solo in alcuni di quei casi,
è dove la sincronicità della vita ha usato uno dei suoi tanti mezzi,
per farvi giungere alla vostra destinazione, all’incontro d’una persona.
E la prova è proprio l’incontro ed il seminato che verrà.
Prova, la realtà che è proprio in quel tocco reso reale,
in quell’abbraccio finalmente esploso.
E’ la dimostrazione che si può andare oltre un online se si vuole davvero,
e se c’è una reale voglia di respirarsi e viversi.
Se c’è sincerità, verità…. Realtà !!!!
La prova è dove si ferma l’illusione e le parole
e ci si avvia verso la realizzazione della vita con le azioni.
Toglietevi dalla testa che l’amore non ha bisogno d’un tocco,
senza di esso non è amore.
Toglieteve dalla testa che la vita sia virtuale, il virtuale è un mezzo e non vita.
Il mondo si crea con le azioni no con le chiacchere e” du “foto.
Le relazioni interpersonali hanno bisogno di tutto,
mettetevelo nella capoccia.
Vi lamentate delle mascherine,
ma delle bocche cucite d’omertà mai.
Oppure della libertà negata,
ma vorrei vedere in quanti lo fanno per loro stessi
o per avere la possibilità d’aiutà qualcun altro.
Ci lamentiamo
mentre ci stiamo addormentando e arrendendo a una tecnologia,
a quello che chiamate progresso.
Nato esso, dapprima con buoni propositi,
per cose molto più importanti, tra cui la conoscenza ed il sapere,
nonchè per comunicare fra le grandi distanze,
“e non quelle preconfezionate da quelli che non hanno nessuna voglia de alzà il culo
dalla propria zona di confort fatta de bucie”.
Ci siamo messi in un gioco troppo grande
ed ora siamo incastrati tra antenne e schermi dove il tocco perde vita.
Non lamentatevi del tocco,
dato che tutto questo lo abbiamo reso possibile tutti noi,
adagiandoci al nuovo senza guardare oltre le apparenze.
Dando scempio della nostra stupidità alle grandi menti
che con ciò, ora possono pure giocarci a palla e non ce ne accorgiamo nemmeno,
presi come siamo nell’apparire, presi come siamo nel digitare, ,messaggiare etc….
Amalgamati così bene al cellurare,
così tanto da non mollarlo mai dalle nostre mani,
nemmeno alla guida…. Pazzi!!!!!
Che coglioni di uomini siamo diventati?
Dipendenti siamo diventati….questa è la verità….
E parliamo ancora di droghe?…. Questa è la più micidiale,
visto che ci fa dimenticare il vero senso della vita.
Perdiamo tempo prezioso fra social e quant’altro, poi,
diciamo di non aver tempo per andare a trovare qualcuno che ci vuole bene,
e lo facciamo fesso co na misera telefonata, sempre che il tempo avanzato ci basti.
Smettiamola di dirci bugie…. Basta raccontarci cazzate varie…
Ci stiamo dentro e peggio ci stiamo sotto come sotto a un treno.
Da troppo non ci accorgiamo più del vicino che sta male,
delle persone che hanno bisogno
e del cielo azzurro sopra di noi stando sempre fissi sul cellulare.
Ops le notifiche, ops i messaggi, ops un cazzo vorrai dire!
Ci sta mancando la semplicità della vita vera,
e finchè non torneremo un passo indietro
davanti troveremo solo esseri aridi e senza cuore,
gente vuota nei sentimenti e manipolatori mentali.
Dovremmo smetterla di adagiarci così a tutto questo.
Dobbiamo frenare forte adesso.
Dobbiamo volere prima di tutto, che tutto questa smetta di giocare con noi e le nostre menti.
Io non mi arrendo a tutto questo.
Voglio vivere il tempo che Dio vorrà donarmi toccando e respirando le persone,
voglio vivermi il mio tempo senza perdere tempo dietro uno cinico e patetico… Online.
Voglio tornare laddove, la vita aveva tutto un altro sapore…. Quello vero.
Sarò semplice, sensibile, ingenua…
Ma a quanto pare, da ciò che vedo intorno a me de sti tempi, c’è molto de peggio.
Stamo a diventà na manica de bugiardi patentati.

Umberta Di Stefano
(21-5-2021)

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Mi chiamo Umberta Di Stefano e sono nata e cresciuta a Ceccano (FR), dove vivo. Sposata, mamma di tre ragazzi (Andrea, Chiara e Valeria), grande lavoratrice fino a qualche anno fa. Oggi mi dedico alla mia famiglia, alla lettura, alla scrittura e collaboro con molte associazioni nazionali e locali. Scrivo dal 2013, dalla data della mia prima opera “L’Angelo che prestò le sue Ali ad una Fenice”, ma in cuor mio l’ho sempre fatto. Data la mia pessima “grammatica giovanile”, ciò che realmente la vita aveva in serbo per me, s’è quindi rivelato in tarda età. Sono in varie raccolte di poesie delle “Edizioni il Viandante”, Casa Editrice che mi ha tenuta a battesimo e ciò non si può dimenticare. Con loro ho pubblicato nel 2018 “Un Angelo senza Memorie”. Oggi sono una donna ancora più determinata ad imparare tutto ciò che mi manca per poter raccontare le tante verità, dal mio punto di vista, secondo la maturità che ho raggiunto in questi anni e che spesso il mondo fa finta di non vedere. Dio ci benedica tutti!

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