il terremoto e l’anno nuovo

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Come tutti gli anni, allo scoccare della mezzanotte, si incontrano e si salutano l’anno vecchio e l’anno nuovo e così fu tra il 1908 e il 1909.

Si salutarono con veemenza ma quando il vecchio cercò di spiegare un po’ di cose al giovane anno, non gli fu permesso. Il 1909 era giovane e, come tutti i giovani, non aveva voglia di ascoltare consigli e raccomandazioni.

Il giovane 1909 aveva solo voglia di scoprire il mondo. Così girò in lungo e in largo, spalancò gli occhi estasiato davanti alle meraviglie della terra. I monti coperti di neve che brillava alla luce della luna, il mare leggermente increspato e le dolci colline.

“Che bello” – mormorava tra sé – “tutto questo sarà mio per un lungo periodo, ben trecentossantacinque giorni”.

Mentre girovagava e fantasticava, la notte lasciava spazio all’alba e la luce del sole rendeva tutto meraviglioso, tanto da non riuscire a distogliere lo sguardo. Era felice il nuovo anno, tanto felice e si dirigeva verso lo Stretto di Messina con la speranza nel cuore.

D’improvviso però, gli occhi gli uscirono quasi dalle orbite, sotto di lui c’era dolore e distruzione e morte. Il mare non era affatto tranquillo ma risucchiando se stesso, si ritirava, si gonfiava, per poi gettarsi spaventosamente sulla popolazione sfinita.

Se il 1909 avesse dato ascolto al 1908, avrebbe saputo che all’alba del 28 dicembre 1908, dalle ore 05,20 in poi, varie scosse di terremoto di magnitudo 7.1, avevano distrutto Reggio e Messina.

Avrebbe saputo di quelle case crollate addosso ai poveri residenti che data l’ora, molti ancora dormivano.

Avrebbe saputo che dopo gli tsunami, nelle acque del porto, galleggiava di tutto: cadaveri, carretti, mobili, carcasse di animali e travi. Se avesse ascoltato, avrebbe saputo che il terremoto, il cui epicentro fu in mare, non distrusse  solo Reggio e Messina ma tutto il litorale tirrenico e fu avvertito fino ad Ischia e dal lato jonico, fino in Albania. Gli esiti furono catastrofici.

Si contarono 80.000 decessi a causa del terremoto e 2000, a causa degli tsunami che furono almeno tre.

Se avesse ascoltato, avrebbe saputo che il terremoto si era sovrapposto ai vari movimenti tellurici avvenuti in precedenza, quelli del 1894, 1905 e 1907, andando a completare la distruzione lasciata da quelli precedenti. Scomparvero chiese e palazzi e umili dimore, decimando di fatto tutto il patrimonio artistico delle due province.

Dopo giorni di agonia, durante i quali furono i sopravvissuti a darsi da fare per aiutare chi aveva bisogno, fu una nave battente bandiera russa a fermarsi e offrire aiuto agli indigeni mentre, dal governo centrale, risuonava la più assoluta indifferenza.

Se il 1909 avesse saputo ascoltare, forse sarebbe tornato indietro. Forse!

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